Roselli: “Non dobbiamo mollare”, Rapisarda: “Ci rialzeremo”

Samb-Vicenza

La conferenza stampa a margine di Samb-Vicenza, vinta 4 a 1 dai biancorossi


La sconfitta col Vicenza è di quelle cocenti, per i rossoblu, che dopo un buon inizio gara e il pareggio con l’uomo in meno si erano illusi di poter cavare qualche punto da una gara complicatissima. L’espulsione di Signori ha pesato soprattutto nella ripresa, quando il gol improvviso di Bianchi ha finito per spezzare le reni ai rossoblu.

Il 4 a 1 finale (con due grandi conclusioni da fuori, di Bianchi e Bovo) ha appesantito il passivo, facendo crescere la tensione in sala stampa. L’assenza del presidente Fedeli (rimasto a casa per un piccolo problema di salute) viene prontamente riempita da Colella, felice (ma tutt’altro che disteso) per la vittoria.

Giovanni Colella

Nello sport conta capitalizzare, anche se non sempre si riesce. L’espulsione ha condizionato la gara in positivo per noi e in negativo per la Samb, ma la vittoria non era automatica. Il nostro percorso procede vbene, visto che abbiamo vinto… Questo sport non è per tutti, gli atleti hanno bisogno di qualcosa in più per fare questo mestiere. Io ho chiesto ai miei giocatori la prestazione, al di là del risultato, perché non ha senso dire “voglio la vittoria” o cose simili.

Le partite non si vincono a tavolino, ogni gara è difficile. Adesso i punti contano tantissimo, si può vincere e perdere con tutti, e può anche capitare di perdere contro una squadra in dieci. Siamo stati bravi a reagire dopo il pareggio, perché in quel momento la partita poteva diventare complicata per noi. Vincere non era così scontato, se usciamo con tre punti è merito nostro al di là degli episodi.

Andrea Bovo

Un episodio come quello di oggi è normale che sia decisivo. Noi siamo stati bravi a prenderci quel rigore, prenderci quell’espulsione, e comunque non era scontato. Loro hanno pareggiato con l’uomo in meno, e non era scontato reagire: vediamo spesso quanti risultati finiscano in un certo modo nonostante avversari con l’uomo in meno, quindi non dico nulla di strano. Siamo stati bravi a tornare avanti, e siamo stati bravi ad arrotondare la partita nel secondo tempo.

Costruiti per vincere? Io sono arrivato all’ultimo giorno del mercato invernale, e non mi sento di parlare di quanto successo prima. In questo momento il campionato è un discorso a due tra Triestina e Pordenone, noi siamo molto lontani ma abbiamo ancora la possibilità di giocarci le nostre chance ai playoff.

Francesco Rapisarda

L’espulsione è pesata tantissimo, come sempre. Quando perdi un uomo e prendi un gol ti cade un po’ il mondo addosso: siamo stati bravi nel primo tempo, poi è andata male. Col senno di poi potevamo anche fare il 2 a 2, con Gelonese, e invece è finita così. Sarebbe stato un passo avanti importante, per noi, ma ora il compito è di non abbatterci e reagire subito.

Il supporto dei tifosi? Loro sono stati fantastici come sempre, dal primo all’ultimo minuto, e non è facile continuare a cantare dopo un passivo così. Io li ringrazio, perché sono sempre con noi, ma non è positivo perché non dobbiamo perdere le partite così.

Noi abbiamo provato in tutti i modi a pareggiarla, sotto di due e di tre loro hanno avuto tanti spazi e hanno capitalizzato al massimo. Alla fine loro hanno segnato nelle uniche vere occasioni del secondo tempo. L’uomo in meno ci ha fatto faticare di più, ovviamente, ma non abbiamo perso solo per quello.

Si poteva anche provare a difendere fino alla fine, ma magari avremmo preso un gol nel finale. Siamo andati vicini al 2 a 2 e poi abbiamo perso così, però non ci abbattiamo. Siamo caduti altre volte ma poi ci siamo sempre rialzati, nel girone di andata avevamo lo stesso calendario ma abbiamo raccolto abbastanza punti.

Nel calcio è difficile gestire, specie se devi farlo per 50 minuti. Nella ripresa sapevamo che bisognava mantenere il risultato, ma sapevamo anche che sarebbe stato molto difficile

Giorgio Roselli

Quando si prendono queste scoppole è dura, ma come ho sentito dire al nostro capitano ne abbiamo prese altre – peggiori non nel risultato, ma forse per il morale – e ci siamo sempre rialzati. A me la gestione di questa partita non è piaciuta sin dall’inizio. Detto questo abbiamo giocato 60 minuti in 10 contro 11, ma prima eravamo in 11 contro 12-13 persone. Per la prima volta in carriera non ho salutato l’arbitro, è stata una piccola soddisfazione. Sia chiaro, il rigore e l’espulsione c’erano, non mi è piaciuto il resto.

Noi dobbiamo imparare a gestire le partite e le energie, altrimenti siamo troppo vulnerabili. Bisogna giocare per le caratteristiche che si hanno, non provare a cercare di strafare perché poi si soffre. Abbiamo pareggiato con l’uomo in meno e abbiamo sfiorato il 2 a 2, ma non siamo stati bravi a tenere la partita. Ma se non sei compatto e non copri bene rischi sempre. Perdere 2 a 1 o 4 a 1 non è lo stesso. Se perdi 2 a 1 fino all’ultimo secondo ci può sempre essere un calcio piazzato, o un episodio, che ti riaddrizza la partita. Può sempre succedere qualcosa.

Nella ripresa secondo me siamo partiti anche bene, ma l’episodio (forse un po’ fortunoso) del 2 a 1 ci ha tagliato le gambe. Detto questo, noi eravamo a soli due punti dal Vicenza, ma sappiamo bene che è un’anomalia, perché loro hanno una squadra di tutt’altra categoria. Noi stiamo facendo un grande campionato, non dobbiamo perdere fiducia, perché quest’anno è così. Ci sono momenti difficili, ma bisogna superarli.

Annate come queste faranno perdere a tutti noi degli anni di vita, ma nonostante batoste come queste dobbiamo continuare a lottare, meglio perdere così che abbassando sempre la testa. Il nostro obiettivo lo sappiamo, vogliamo arrivare a fare un piccolo miracolo che è la post-season.

D’Ignazio per Rocchi l’abbiamo fatto per andare al 4-4-1, con Ilari quarto a destra e Calderini a sinistra, e Rocchi-Gelonese in mezzo… Secondo me avevano fatto tutti bene. Loro hanno deciso la partita con un po’ di fortuna e grandi giocate. Russotto non è stato sacrificato: ha giocato 95 minuti a Pordenone e 95 a Terni, oggi un’altra partita a metà campo – in cui non è neanche abituato – sarebbe stata molto difficile. L’unico dubbio era tra Calderini e Di Massimo.

Voi giornalisti non avete una visione globale della cosa, non pensate a quello che potrebbe esserci dopo. Se avessi messo dentro Di Massimo non avrei avuto un giocatore per cambiare la gara, e l’ho tenuto in panchina per quello, ma Russotto non era considerato nelle scelte iniziali. Quando si perde è sempre colpa dell’allenatore.

Adesso abbiamo due trasferte di grandi difficoltà, ma questa squadra nelle difficoltà ha sempre dimostrato di potersi tirare fuori. Al momento la mia priorità è lavorare sulla testa dei ragazzi, per farli reagire. Se ricominciamo a fare sempre le nostre partite – giocando, pareggiando o vincendo – significa che andiamo bene.

I tifosi ci hanno chiesto massima dedizione, massimo impegno, tutto quello che possiamo fare. Non sappiamo dove saremo l’anno prossimo, ma fino all’ultimo giorno noi daremo il massimo, cercando di essere l’orgoglio di questa tifoseria. Anche quando perdiamo.

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