Samb-Gubbio: meglio tardi che mai

Analisi: Samb-Gubbio

Nell’ultima al Riviera la squadra di Magi è tornata alla vittoria, guadagnandosi un posto nei playoff. L’analisi tattica di Samb-Gubbio


Gli strani incroci del girone B hanno trasformato Samb-Gubbio in una partita molto particolare, complice una classifica mai così corta, specie a questo punto del campionato. Gli uomini di Magi sono arrivati alla sfida del Riviera con la possibilità di assicurarsi il posto nei playoff, nonostante tre avversarie alle calcagna, e un cammino fino a quel momento molto complicato. Una mano arrivava anche dal calendario: Teramo e Giana avevano di fronte le trasferte di Triestina e Pordenone, impegnate nell’ultima tappa della corsa al primo posto, mentre il Gubbio era atteso a casa proprio dai rossoblu.

A 180 minuti dalla fine del campionato, la squadra di Galderisi camminava sul ciglio di un burrone: con una vittoria gli eugubini avrebbero messo al sicuro la salvezza, aprendosi addirittura la zona playoff; una sconfitta, invece, avrebbe quasi certamente fatto sprofondare la squadra zona playout. Così è stato, al termine di una partita per cui il Gubbio ha tante recriminazioni.

Gli episodi hanno pesato tanto, ma parte del merito va anche alla squadra di Magi, che ha avuto la forza di indirizzare la gara e il cinismo di sfruttarne i momenti. E anche un po’ di fortuna, ovviamente.

Le scelte di Magi e Galderisi

Nonostante le indiscrezioni Magi ha deciso di confermare il modulo, cambiando il meno possibile: rispetto a Rimini ci sono state solo tre novità – Biondi, Signori e Di Massimo – forzate dalla squalifica di Miceli e i problemi fisici di Rocchi e Russotto. Dall’altra parte Galderisi ha confermato i soliti undici, ma con Casiraghi in posizione più arretrata, come mezzala sinistra al posto di Benedetti e Davì.

XI Samb-Gubbio

Il 3-4-1-2 della Samb, con Ilari alle spalle di Stanco e Di Massimo

Una scelta tendenzialmente conservativa, che pure non ha limitato l’aggressività degli eugubini. Sin dai primi minuti la squadra di Galderisi ha provato a pressare alto la Sambenedettese, cercando di sabotarne la costruzione dal basso per poi ripartire da posizione avanzata. Chinellato e De Silvestro cercavano di disturbare il primo possesso dei tre centrali, aiutati da Davì a destra e Casiraghi a sinistra, che a turno si alzavano per dare manforte ai due laterali.

Il piano della Samb

Dal canto suo, la Samb ha cercato di non forzare mai la giocata, accontentandosi di far oscillare pazientemente il pallone da una fascia all’altra, in attesa dello spazio giusto. Nonostante alcune farraginosità, gli uomini di Magi hanno mantenuto un buon equilibrio nel possesso, aprendosi più di una volta lo spazio per la verticalizzazione.

La squadra di Magi risaliva il campo su tre direttrici: a destra c’era Rapisarda, alto e largo per attaccare immediatamente il fondo; al centro Stanco, pronto ad appoggiare verso Ilari; a sinistra Di Massimo, che si spostava alle spalle di Ferretti – impegnato nella pressione di D’Ignazio – per attaccare a campo aperto.

Il primo affondo della Samb arriva proprio sulla sinistra, con una bella palla di Fissore per Di Massimo, ma dopo i primi minuti l’attaccante abruzzese si sposta stabilmente a destra, sul lato di Rapisarda e Celjak. Il meccanismo era sempre lo stesso: Ilari e Stanco si decentravano sul lato debole, spostando la difesa, e mentre il centrale (Fissore o Celjak) si sganciava con la palla il laterale (D’Ignazio o Rapisarda) si allargava sulla fascia, attirando la marcatura; sulla fascia si creava quindi lo spazio per la corsa di Di Massimo, che scappava alle spalle del laterale per ricevere a campo aperto.

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Ilari e Stanco si spostano sul lato debole, Celjak porta palla, Rapisarda attira la pressione di Pedrelli e Di Massimo scappa. Stessa situazione con Fissore e D’Ignazio sulla fascia di Ferretti

Nel primo tempo Samb ci prova spesso, ma paradossalmente le migliori occasioni arrivano sugli sviluppi di due percussioni individuali: quella di Rapisarda al 2′, che ha portato alla traversa di Gelonese; quella di Di Massimo al 6′, prima dell’occasione di Ilari.

I tentativi del Gubbio

Il Gubbio lascia volentieri il pallino del gioco alla squadra di casa, ma una volta recuperata palla cerca di non sprecare mai il possesso, impegnandosi nel coinvolgere al meglio i suoi giocatori offensivi. Chinellato e De Silvestro fanno un gran movimento, cercando di aprire più spazi possibili a Casiraghi, che dalla posizione di mezzala attaccava palla al piede cercando il taglio o l’affondo sull’esterno.

Non a caso, la Samb cura particolarmente la fase difensiva sulla sua fascia destra, cercando di lasciare meno spazio possibile: Gelonese fa una vera e propria marcatura a uomo Casiraghi, a costo di lasciare scoperti alcuni spazi, con Ilari e Rapisarda in pressione su Benedetti (mediano) e Pedrelli (laterale sinistro). In questo modo la palla restava spesso sui piedi di Lo Porto, che spesso non aveva molte alternative al lancio lungo.

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Gelonese marca a uomo Casiraghi, Pedrelli e Benedetti vengono pressati da Rapisarda e Ilari. Lo Porto, in possesso, non può che cercare al lancio lungo

Nella prima metà del primo tempo la Samb è abbastanza in controllo, ma ogni volta che il Gubbio scappa in transizione i rischi sono altissimi. Se ne ha la prova al 27esimo, quando l’anticipo fallito da Celjak apre quasi tutta la metà campo alla corsa di Casiraghi, atterrato solo al limite dell’area da un fallo intelligente e spietato di Biondi (ammonito).

Il peso degli episodi

Nel momento in cui la Samb sembra forse più fragile, arriva il gol. Tutto parte da un errore di Marchegiani, che sbaglia un rilancio verso Ferretti regalando palla a Di Massimo, appostato al limite dell’area. L’attaccante entra in area, evita Maini e frana sui piedi di Lo Porto, spingendo l’arbitro a fischiare il rigore.

Nella concitazione successiva il direttore di gara ammonisce anche Benedetti, forse per uno scambio di persona, o forse per le proteste. La decisione pesa, perché pochi minuti dopo il rigore realizzato da Di Massimo il centrocampista entra in ritardo su Signori, beccandosi il secondo giallo e lasciando la sua squadra in dieci. Per molti versi, la partita si decide lì.

Con un uomo e un gol di vantaggio la Samb ha buon agio a tenere il controllo, e a inizio secondo tempo – sugli sviluppi di una rimessa laterale – raddoppia con Ilari, autore di un gran terzo tempo sul bel cross di Celjak. Siamo al 53esimo, e se la partita non finisce in quel momento lo si deve alla forza di volontà degli umbri, che anche con l’uomo in meno trovano la forza per tenere viva la partita.

La reazione del Gubbio

Già nel primo tempo – dopo l’espulsione – Galderisi aveva deciso di non abbassare il livello tecnico della squadra, in modo da non rinunciare ai suoi giocatori offensivi. Nel secondo tempo il Gubbio passa alla difesa a quattro, abbassando Ferretti come terzino a destra, e stringendo Pedrelli come mezzala sinistra. Ne viene fuori una specie di 4-3-2, che inizialmente toglie tanti riferimenti ai rossoblu.

Pochi minuti dopo il raddoppio il Gubbio accorcia grazie ad un’azione molto caparbia di Chinellato, che raccoglie palla dopo un batti e ribatti in area, scende sulla fascia e in qualche modo fa arrivare palla a De Silvestro.

In area ci sono otto giocatori della Samb, e tre del Gubbio: segna il Gubbio

Dopo il gol succede un po’ di tutto. Il Gubbio spinge avanti, sulle ali dell’entusiasmo, aprendo il fianco alla Sambenedettese, che grazia gli avversari sbagliando un po’ di tutto. Al 77esimo minuto Lenza richiama per la seconda volta l’arbitro e fa segna di non farcela più, e dopo una lunga interruzione – durante la quale viene espulso Galderisi – entrano in campo i due assistenti di parte, ultimo ingrediente di una partita ormai incredibile.

La Samb ha il merito di chiuderla subito dopo la ripresa, con l’undicesimo gol in campionato di Stanco, che riscatta quasi immediatamente l’errore nell’uno contro uno con Marchegiani, arrivato pochi minuti prima. Nel finale la Samb si limita a difendere, aspettando pazientemente che il Gubbio finisca tutte le cartucce: dopo qualche minuto di sofferenza, sublimato con la grande parata di Sala su Chinellato, i rossoblu chiudono sul 3 a 1.

Meglio tardi che mai

La vittoria della Sambenedettese mette il sigillo sulla qualificazione ai playoff, trascinata fino alla penultima giornata dopo un’attesa lunghissima. Il percorso dei rossoblu continua ad essere altalenante, sia nel confronta casa/fuori che all’interno della stessa partita, ma le ultime giornate hanno mostrato la presenza di un filo comune, che per alcuni versi parte già dalla gestione Roselli.

In conferenza, Magi ha messo l’accento sulla crescita della squadra, aggiungendo che «Le cose non si improvvisano». Nelle ultime settimane la Samb ha sicuramente posto alcune basi, sviluppando – un passo dopo l’altro – i motivi per dare un senso all’extra season. A 90 minuti dal traguardo i rossoblu hanno ancora la possibilità di guadagnare l’ottavo posto, che – Monza permettendo – potrebbe regalare un’altra partita in casa. Non sarà tanto, ma vista la stagione non è neanche pochissimo.

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