Le idee della Samb hanno avuto la meglio sulla Triestina

Triestina-Samb

I rossoblu non hanno mai rinunciato a giocare, e sono stati premiati con una vittoria incredibile. L’analisi tattica di Triestina-Samb


La partita con la Triestina nel girone di andata aveva rappresentato la prima grande espressione della Sambenedettese, capace di mettere in apnea una squadra che pochi mesi prima era arrivata a un passo dalla Serie B. La squadra di Montero era ancora agli esordi, ma la nuova identità dei rossoblu era già forte e tangibile: quella di una squadra che ha messo al centro la tecnica e il possesso, con il coraggio di costruire da dietro e la qualità per sfruttare gli spazi in zona offensiva.

Da quella partita le circostanze sono molto cambiate: la Triestina ha attraversato una lunga crisi di risultati che ha finito per comprometterne la stagione, mentre la Sambenedettese ha vissuto una serie di saliscendi che l’hanno fatta impantanare a metà classifica. Percorsi diversi ma tutto sommato paragonabili, che hanno portato le squadre a ritrovarsi con appena due punti di distanza, in una partita che si presentava delicatissima.

Lo era in particolare per la Sambenedettese, che a infrangere la cabala di Trieste doveva provare a superare le difficoltà avute trasferta, dove non vincevano da cinque partite. Per cambiare l’inerzia serviva qualcosa di eccezionale, e così è stato: i rossoblu hanno giocato una partita da romanzo, giocando quasi tutta la partita in inferiorità numerica, ma hanno avuto la forza di ritagliarsi un lieto fine. La striscia negativa, che era iniziata dopo la storica vittoria di Cesena, è stata interrotta da un’altrettanto storica vittoria a Trieste, altra città in cui i rossoblu non avevano mai vinto.

L’impostazione della gara

Con le assenze di Santurro (infortunato) e Di Massimo (squalificato) l’unica sorpresa nella formazione della Sambenedettese è stata l’inserimento di Miceli, tornato tra i titolari per la prima volta dalla partita di Bolzano. Tra i pali esordiva invece Massolo, arrivato in settimana e subito titolare, così come Lodi. L’ex Catania è stato subito inserito in mediana, in un rombo completato dal trequartista Proccacio e dalle mezzali Maracchi e Giorico.

formazioni di Triestina-Samb

L’assetto dei padroni di casa ha spinto i sambenedettesi a sfruttare il più possibile le fasce, per sfruttare la naturale difficoltà del rombo a coprire il campo in ampiezza. La squadra di Montero faceva sempre partire il gioco dal basso, ma appena riusciva a liberare il campo allargava sempre verso le fasce, per coinvolgere i due terzini o mandare i due esterni in situazione di uno contro uno. Un contributo fondamentale veniva da Cernigoi, che spesso si allargava sulla fascia per dare un appoggio sicuro sui palloni alti, e costruire un potenziale due contro uno.

Su una di queste verticalizzazioni nasce la prima delle azioni che portano al vantaggio dei rossoblu: al secondo minuto Volpicelli raccoglie palla, accorcia verso il centro e serve il taglio di Orlando, fermato in fallo laterale; sulla battuta Rapisarda scambia con il numero 10 e crossa dall’altro lato per Frediani, fermato in corner; e sull’angolo successivo di Frediani, deviato sulla traversa da Rapisarda, arriva il vantaggio di Cernigoi.

Nelle ultime gare del 2019 uno dei principali problemi dei sambenedettesi era stato quello di accontentarsi: quando il risultato lo permettevano i rossoblu abbassavano il ritmo della pressione, indietreggiavano di qualche metro e sceglievano di sfruttare le transizioni offensive. Stavolta il vantaggio immediato non ha cambiato il piano tattico della Sambenedettese, che ha continuato a giocare all’attacco, mantenendo un atteggiamento propositivo.

La Samb gioca da una fascia all’altra, senza paura di verticalizzare, cercando di creare situazioni di uno contro uno sull’esterno

Alla disponibilità di giocare sempre in avanti si abbinava anche la volontà di difendere: i rossoblu partivano con un atteggiamento abbastanza lineare, con Cernigoi in copertura su Lodi e i due esterni in pressione sui terzini, ma una volta che la Triestina indietreggiava la squadra alzava il baricentro fino a spingere quattro o cinque giocatori nell’ultimo terzo offensivo.

Questa aggressività diventava utile soprattutto nelle fasi di transizione negativa, permettendo ai rossoblu di recuperare velocemente palla, o costringere gli avversari al lancio lungo. Dietro la Samb affidava molte responsabilità a Biondi e Miceli, che dovevano marcare i due attaccanti a uomo, e nel caso inseguirli fino alla trequarti offensiva. La pressione è molto efficace, ma indirettamente è anche il motivo del rosso a Miceli all’ottavo minuto.

Dopo che la squadra ha perso palla su una rimessa laterale Biondi decide comunque di seguire Gomez, pressandolo fino ai pressi dell’area avversaria; l’attaccante è costretto ad indietreggiare, e quando riceve la palla di ritorno da Lodi viene chiuso. Per molti versi è una delle azioni migliori dell’inizio gara della Sambenedettese, che aveva perso la palla con sei giocatori oltre la linea e l’ha recuperata senza fare uscire gli avversari dalla loro trequarti. Una grande prova di forza, seguita da un errore che ha rischiato di mettere in pericolo la partita. Rapisarda sbaglia il retropassaggio, Granoche si infila e Miceli è costretto a un fallo da rosso diretto.

L’ottima pressione in avanti della Samb, ma anche l’errore che ha portato al rosso di Miceli

La partita cambia

Miceli riceve i cartellino rosso all’ottavo, e da quel momento i rossoblu iniziano tutt’altra partita. Montero (in tribuna, squalificato) decide di passare al 4-4-1, inserendo Di Pasquale al posto di Orlando e abbassando di qualche metro la posizione di Volpicelli. Una scelta difensiva, ma anche una conferma delle intenzioni iniziali della Sambenedettese, che anche con l’uomo in meno non ha rinunciato a sfruttare l’ampiezza in fase offensiva. E infatto, nonostante l’uomo in meno e il gol di vantaggio la squadra di Montero non ha rinunciato ad attaccare, alzando il baricentro appena ne aveva l’occasione.

Ancora una volta, il coraggio della Samb è stato messo a dura prova dagli inciampi della partita: al 20esimo minuto la Triestina parte in contropiede e libera Procaccio largo sulla fascia; il centrocampista punta Rapisarda e va a terra, guadagnando un rigore potenzialmente mortifero. La parata di Massolo tiene in piedi il risultato, e per certi versi segna il tono di tutto il prosieguo della partita: da quel momento la Sambenedettese prende sempre più coraggio, mentre la Triestina − nonostante le buone occasioni create − inizia gradualmente a perdersi.

La squadra di Gautieri ha attaccato sin da subito a pieno organico, alzando Formiconi (terzino destro) e Maracchi (mezzala sinistra) sulle fasce, e lasciando Procaccio alle spalle delle mediana avversaria, molto vicino alle due punte. L’obiettivo era sempre lo stesso: mettere più palloni possibili a disposizione di Gomez e Granoche, due giocatori che potevano diventare letali se lasciati in condizione di uno contro uno.

La gestione della Sambenedettese

La squadra di Montero è stata messa sotto grande pressione, ma ha risposto con una prestazione solida e brillante, dove ha dimostrato di potersi appoggiare alle proprie qualità tecniche dei suoi con una maturità tattica incredibile.

La Sambenedettese ha costruito la sua vittoria con una serie di grandi prestazioni individuali: Di Pasquale è stato fondamentale nello spezzare la prima linea di pressione, Angiulli nel riciclare velocemente il possesso da una fascia all’altra, Volpicelli e Frediani nel trascinare il pallone in avanti, Cernigoi nel tenere vivi i palloni che sembravano impossibili.

Grazie a un grande sforza tecnico, tattico e fisico i rossoblu sono riusciti a difendersi con ordine, mandare a vuoto la pressione degli avversari e liberare campo in zona offensiva. A dispetto dell’uomo in meno, hanno avuto il controllo della partita. In questo senso non deve sorprendere il gol del raddoppio, arrivato intorno all’ora di gioco, dopo che l’ennesimo allungo di Volpicelli aveva regalato ai rossoblu l’ennesima punizione in zona offensiva.

La resistenza finale

Il gol di Di Pasquale ha ammutolito Nereo Rocco, dando consistenza alla grande partita giocata dai rossoblu fino a quel momento. Da quel momento i tre punti sono diventati un obiettivo concreto, che ha aiutato i sambenedettesi a superare tutto quello che è successo dopo, dalla contestata espulsione di Cernigoi alla lunga ridda di occasioni capitate alla Triestina negli ultimi minuti.

Gautieri ci ha provato in tutti i modi, aumentando mano a mano i giocatori offensivi: Frascatore al posto di Codromaz, Gatto al posto di Maracchi, Mensah al posto di Formiconi. La Triestina ha chiuso la gara con quattro attaccanti, Paulinho e Lodi a centrocampo e Gatto terzino, ma nonostante i tanti palloni messi in area gli sforzi si sono rivelati inutili.

La resistenza della Sambenedettese con due uomini in meno è stata possibile grazie alla giornata strepitosa di Massolo, autore di due parate pazzesche, e le mancanze della squadra avversaria, che ha avuto bisogno di due uomini di vantaggio per prendere davvero in mano la partita. Sopra al resto si è aggiunto il fattore casuale, che ha spinto il tiro di Lodi sul palo e quello di Granoche sul fondo. Il gol di Costantino all’89esimo ha trasformato i minuti di recupero in uno strazio, ma a differenza di altre gare i rossoblu hanno superato la tempesta indenni.

Tornare indietro per andare avanti

A fine gara il vice Gianluca Dottori ha riassunto la gara in una sola frase: «Siamo tornati quelli dell’inizio di stagione». Alla fine dello scorso anno la Sambenedettese era diventata ostaggio di una classifica e dei risultati poco esaltanti, subendo le critiche di un ambiente che sembrava voler mettere tutto in discussione. La partita di Trieste era un battesimo di fuoco, ma i rossoblu hanno risposto nel modo migliore, lasciandosi alle spalle tutta la pesantezza che aveva accompagnato il graduale calo in classifica. La fine del campionato è ancora lontana, ma questa gara permette di guardare al futuro con tutto l’ottimismo possibile.

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