Vernecchie rossoblu: S04E17 (Triestina-Samb)

Triestina-Samb 1-2

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Puntata post Triestina-Samb


Il portiere su e giù cammina come sentinella.
Il pericolo lontano è ancora.
Ma se in un nembo s’avvicina, oh allora
una giovane fiera si accovaccia
e all’erta spia.

Umberto Saba, Tre momenti

Appropriarsi delle parole di Saba per raccontare l’impresa di Trieste è un po’ paradossale (del resto, lui tifava gli avversari), ma c’è forse un momento migliore? Al Nereo Rocco i rossoblu hanno giocato una partita da romanzo, prima con uno e poi due uomini in meno, guadagnandosi la vittoria con forza, coraggio e grazia tecnica. Tre mesi dopo l’impresa di Cesena i rossoblu mettono in fila un’altra vittoria storica, chiudendo la striscia negativa lontana da casa e rilanciando la classifica. 

Michele: Ormai l’abbiamo capito: quando gioca la Samb non ci sono partite “normali”. Nel bene e nel male, questa squadra non ci fa mai annoiare: neanche il tempo di esultare e rischiamo di suicidarci col rosso a Miceli, stessa cosa con Cernigoi dopo il 2 a 0. Io ho passato tutto il secondo tempo con la paura di subire la beffa finale, aveva ancora in testa il trauma di Reggio Emilia, ma alla fine è andata bene. Sono 3 punti fondamentali, contro una squadra che sulla carta dovrebbe occupare le prime posizioni in classifica.

Angelo A: Beh, hai detto bene: sulla carta. Sulla carta hanno la squadra che l’anno scorso è arrivata seconda in campionato e in finale playoff, con l’aggiunta di giocatori come Giorico, Gatto, Lodi e Guido Gomez, gente che potrebbe essere titolare in quasi tutte le squadre di Serie C. Il problema è semplice: il calcio è fatto dai giocatori, ma servono anche idee e preparazione. Sabato la Samb si è dimostrata più coraggiosa, più preparata e soprattutto più squadra.

Ronaldo Triestina

Michele: Abbiamo avuto conferma che la Samb ha un grande gruppo. I giocatori hanno saputo soffrire e vincere insieme una partita piena di difficoltà. Il loro affiatamento è stato qualcosa che va al di là della forza dei singoli, e questa è una qualità che ti fa guadagnare punti, proprio come un portiere paratutto o un bomber da 30 gol a stagione. I limiti ci sono, ma sono riusciti a superarli facendo una piccola impresa.

Angelo A: La nostra forza è stata quella di non rinunciare a giocare, abbiamo interpretato la partita in modo propositivo prendendoci rischi anche con l’uomo in meno. Tutti i giocatori si sono messi a servizio del collettivo, il bello è che l’hanno fatto con grandissime prestazioni tecniche. Basti pensare ai palloni tenuti su da Cernigoi, nonostante fosse sempre in inferiorità numerica, gli isolamenti di Frediani in fascia, che ci hanno fatto respirare, e le progressioni di Volpicelli, che ha guadagnato tante punizioni. Poi vabbè, c’era Massolo che ha preso tutto. Come ho scritto nell’analisi, siamo stati noi ad avere il controllo della partita. Dall’altra parte c’erano giocatori molto più forti − Lodi ha creato almeno quattro palle gol da fermo − ma giocavano senza un’idea dietro.

Massolo vs Triestina

Michele: Sarò cattivo, ma vedere questa Triestina mi ha messo tanta tristezza. Una squadra con così tanta qualità non può giocare così male: non ho visto un’idea, non c’è mai stata la parvenza di una loro superiorità. Per 80 minuti hanno giocato nella nostra metà campo con l’uomo in più, ma le occasioni sono arrivate solo con azioni personali o rimpalli in area. A San Benedetto ci lamentiamo perché Fedeli non spende sul mercato, ma cosa dovrebbero dire a Trieste? Acquisti super, budget pesantissimi… e sono fuori dalla zona playoff.

Angelo A: Vabbè, ma il discorso è diverso secondo me. La Triestina ha investito sul mercato con giocatori ottimi per la categoria, che stiano andando male è un fatto esclusivamente tecnico. Il confronto con la Samb non va fatto sui risultati, ma sulla pianificazione e gli obiettivi attesi. La Triestina sta andando male per quanto era lecito aspettarsi, e ci stanno le critiche; la Samb sta funzionando, ma a inizio anno la rosa era chiaramente incompleta, e sta ricevendo le critiche un presidente che si aspettava di lottare per i primi posti della classifica. In base a cosa, non si sa.

È tutto l’anno che sentiamo dire “Se giochiamo come sappiamo possiamo vincere con chiunque”, ma è un discorso senza senso. In questo campionato non ci sono invincibili, se una squadra gioca al suo massimo (o trova un avversario fuori forma) può vincere. Quello che fa grandi le squadre è mantenersi il più possibile a un livello alto, dentro al campionato e dentro alla partita, e questo lo puoi fare solo con una rosa competitiva e funzionale. Unita a una proprietà che non perda la brocca alla prima difficoltà, magari. A noi manca quello, nonostante ci siano dei sicofanti che danno tutte le colpe agli arbitri e alla Lega.

Michele: Ah, è già arrivato il momento di parlare dell’arbitro… Vabbè, prima di tutto va detto che partite del genere sono difficilissime da condurre; i giocatori se le sono date di santa ragione, il campo era pesante e le squadre incattivite. L’arbitro ha dovuto gestire tante situazioni complicate: alcune le ha azzeccate (l’espulsione di Miceli, il rigore per la Triestina) altre le ha toppate alla grande. Il secondo giallo a Cernigoi non esiste: c’era un fallo su di lui a inizio azione, e in ogni caso non puoi punire così una “simulazione” a centrocampo.

Angelo A: Da regolamento ci può stare, ma un arbitro deve essere capace di leggere l’azione. Cernigoi aveva fatto un’azione sfiancante, e quando è arrivato su quel pallone si è lasciato andare aspettando l’avversario. In quell’azione non c’era malizia, perché non cercava un fallo da rigore né un’espulsione. La simulazione si punisce per un atteggiamento antisportivo, in quel caso c’è un giocatore che ha sbagliato una valutazione. Sul rigore non sono sicuro: dal vivo mi sembrava netto, ma riguardando il replay non si capisce bene se ci sia stato contatto o no. In ogni è una decisione che ci può stare, l’ingenuità è di Rapisarda che affonda il piede nonostante avesse il raddoppio di un compagno.

Michele: Rapisarda è stato sfortunato, perché nel giro di pochi minuti ha provocato l’espulsione di Miceli e il rigore. Detto questo, il nostro gol è nato da un suo grande stacco su calcio d’angolo. Le critiche sono ingenerose, perché lui ci mette sempre il massimo. Purtroppo ci sono momenti in cui perde la perde la testa con troppa facilità. In quanto capitano, dovrebbe essere il più lucido in campo, invece di perdersi in battibecchi con arbitro e avversari.

Angelo A: L’errore sull’espulsione di Miceli lo ha un po’ influenzato, dopo ha provato a strafare e ha rischiato di fare peggio. Dopo il rigore parato di Massolo è tornato in carreggiata e ha giocato una buona partita. Momenti difficili possono starci, il problema è che il raffinatissimo pubblico sambenedettese prende ogni pretesto per fare critiche pesanti e generalizzate. Ci si aspetta che i giocatori vadano sempre al massimo, ma non è umanamente possibile.

Michele: Mi è dispiaciuto molto per l’espulsione di Miceli, anche perché aveva poche responsabilità in quell’azione. Forse avrebbe potuto evitare il fallo per non prendere il rosso, ma ha dovuto prendere una decisione in pochi decimi di secondi: ostacolare Granoche in qualche modo o lasciarlo andare da solo verso la porta. Col senno di poi è facile.

Angelo A: Ci sta, è stata una reazione istintiva. Qualcuno si è lamentato perché “era lontano dalla porta”, come se c’entrasse qualcosa la distanza. Se uno sta davanti al portiere è una chiara occasione da rete, stop. Del resto sono gli stessi esperti di regolamento che sul rosso di Santurro contro il Vicenza dicevano che non era “fallo da ultimo uomo”… Hanno avuto mesi per imparare il regolamento, ma forse erano troppo impegnati a fare articoli contro l’arbitro di turno.

Michele: A proposito di portieri, Massolo non poteva sperare in un esordio migliore. Gli avversari non sono stati perfetti (basti pensare al rigore a mezza altezza di Granoche), ma lui è stato sempre reattivo e ha parato praticamente tutto. I complimenti sono d’obbligo, speriamo vada bene anche Grandolfo, un giocatore che da avversario mi è sempre piaciuto. Negli ultimi anni ha faticato a raggiungere il suo potenziale, ma questa potrebbe essere la piazza giusta. L’importante è non bruciarli, anche perché la nostra piazza sa essere micidiale, in particolare con attaccanti e portieri.

Angelo A: Non ti preoccupare, le critiche di presidente, tifosi e stampa arriveranno a prescindere. Ormai saranno anche nel contratto. Secondo me sono due buoni acquisti. Conoscendo Fedeli, e considerando quanto ha detto nelle ultime settimane, fare mercato era molto complicato. Che Fusco sia riuscito a portare questi due giocatori a casa lo ritengo un mezzo capolavoro. Ora mancano un centrocampista e un terzino, vediamo come va a finire.

Michele: Ho trovato un modo per predire il calciomercato, è lo stesso che usano sui siti specializzati. Guarda qui.


La copertina di Madou è ispirata alla locandina di Parasite, film di Bong Joon-ho. Meme di @apakakov. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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