Montero verso Alessandria-Samb: “Bella partita, ci aiuterà a capire il nostro livello”

Paolo Montero

La conferenza stampa di Paolo Montero alla vigilia dell’esordio in Coppa Italia contro l’Alessandria


Quest’anno la stagione della Samb inizia sia presto che in ritardo. Dopo i playoff dello scorso luglio la Sambenedettese ha affrontato una lunga e laboriosa trasformazione, cambiando molto sia a livello di gioco che di uomini. Nonostante alcune discrete prestazioni − quella con la Roma in particolare − i rossoblu sono ancora un cantiere aperto, con tanto da vedere e da valutare, e sarà interessante vedere come affronteranno la prima partita ufficiale della stagione.

Montero ha ben chiare le difficoltà di questo turno, sia per la preparazione che per la caratura dell’avversario: «Sappiamo che l’Alessandria ha fatto una squadra per stravincere il campionato, l’abbiamo vista anche col Monza, ha nomi molto importanti per la categoria. Noi abbiamo fatto un lavoro per il campionato duro e lungo che ci aspetta, quindi saremo con le gambe pesanti, ma daremo il massimo. Queste partite sono importanti anche per capire a che punto siamo con la preparazione. Ovviamente giocheremo per vincere, ma la nostra priorità resta il campionato». Per il tecnico, in questo momento, la cosa più importante è mantenere un profilo basso: «I tifosi sono euforici, si sente in città, ma noi dobbiamo lavorare coi piedi per terra. Il campionato non è ancora iniziato, e non abbiamo vinto nulla».

Contro l’Alessandria i rossoblu partiranno, molto probabilmente, col 4-4-2, già visto in amichevole. Montero sembra confermare le impressioni: «Rispetto all’anno scorso, abbiamo cambiato un po’ a livello tattico, anche per venire incontro alle qualità di giocatori come Bacio Terracino e Ruben Botta». I due giocatori saranno assenti per la partita di domani: l’ex Teramo ha avuto qualche problema fisico e non partirà per il Piemonte, così come Trillò; per l’argentino, invece, si aspetta di risolvere i problemi col tesseramento.

A proposito di Botta, Montero non esclude un impegno sulla trequarti, magari con un centrocampo a rombo: «L’idea c’è, è una soluzione che abbiamo provato anche in allenamento. Quando io allenavo il Rosario lui era al San Lorenzo, l’ho affrontato e ci siamo anche rivisti le azioni su Wyscout. Lui poteva sia giocare al centro che a destra, allargandosi o stringendosi in base all’azione; può partire tranquillamente dietro le punte, anche perché la sua qualità nell’uno contro uno ci darà una grossa mano contro squadre molto bloccate».

Rombo o no, il punto fermo del prossimo anno saranno le due punte. Una scelta “obbligata” vista la presenza di giocatori come Nocciolini, Lescano e Maxi Lopez: «Quest’anno in attacco abbiamo tre giocatori molto forti, oltre che fisici, dobbiamo essere bravi a servirli bene in area di rigore. Nei campi che abbiamo visto l’anno scorso, dove è difficile giocare come vogliamo noi, è importante avere giocatori così, che ci permettono anche di cambiare registro». Il gioco delle coppie non sarà un problema: «Maxi è un giocatore che viene incontro, così come Nocciolini, non avrà problemi con Lescano; tutti e tre sanno che a prescindere dal loro compagno di reparto avranno occasioni per segnare».

Diversa la situazione del centrocampo, che ha ancora bisogno di innesti. Montero ha già le idee chiare, ma non c’è fretta: «Il mercato finirà molto più tardi del solito, partite come questa arrivano in un momento giusto, per farti capire se manca qualcosa a livello di rosa. Mi piace l’idea di confrontarmi con una delle squadre più forti della C, così da valutare bene il nostro livello. Ho già detto a Fusco che ci serve un centrocampista di contenimento, come alternativa ad Angiulli, anche per avere concorrenza interna».

L’esordio di coppa sarà interessante anche per dare una valutazione sui tanti argentini arrivati in questa sessione di mercato, e vedere come sarà il loro primo impatto col campionato italiano. Il tecnico uruguaiano non vuole mettere pressione ai suoi giocatori: «I compagni aiuteranno il loro adattamento, ma ci vorrà sicuramente un po’ di tempo; del resto ci è voluto anche per diversi campioni della Serie A. Io gli posso parlare anche in spagnolo, ma durante il ritiro li abbiamo messi in camera con compagni italiani, così da poter imparare il prima possibile la lingua».

Intanto per l’arrivo di Colantuolo manca solo l’ufficialità. «Porta soprattutto prestigio all’interno della società − ha commentato Montero − sia per la sua storia a San Benedetto che per quello che ha fatto a livello di Serie A, in particolare all’Atalanta. Sono certo che darà grossa mano al nostro staff, che è molto giovane, e darà molti consigli anche a me, perché non si smette mai di imparare».

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