Un punto sulla Samb dopo l’amichevole con la Roma

Amichevole Roma-Samb

In queste prime uscite la squadra di Montero ha sperimentato un nuovo assetto, mostrando cose più e meno buone


Circa un mese fa, nella prima (e finora unica) conferenza stampa della nuova stagione, Paolo Montero si è soffermato su una questione tattica che ha definito fondamentale: «In Serie C tutte le squadre importanti, in tutti i gironi, giocano con due punte. Non significa che giocheremo necessariamente con due attaccanti, ma quest’anno deve essere una soluzione a disposizione».

Lo scorso anno la Sambenedettese ha affrontato metà stagione con un solo centravanti di ruolo, Cernigoi, che nei pochi momenti di pausa è stato sostituito da Di Massimo e Volpicelli, due prime punte tutt’altro che convenzionali; la mancanza di alternative ha ingessato la squadra nel suo modulo di base, il 4-3-3, che è rimasto tale anche dopo l’acquisto di Grandolfo. Quest’anno la Sambenedettese di Serafino ha cambiato decisamente passo, assicurandosi Bacio Terracino, Nocciolini, Lescano e Maxi Lopez già nelle prime settimane di mercato.

Le scelte di Montero

Nelle prime uscite della stagione la Sambenedettese è sempre scesa in campo col 4-4-2, con Nocciolini e Maxi Lopez a formare la coppia d’attacco. Dietro Montero ha mischiato molto più le carte, alternando diverse combinazioni sia in difesa che a centrocampo. Nella conferenza di un mese fa il tecnico uruguaiano aveva messo particolare accento sull’arma dei cross in area, specie con due attaccanti centrali; in questo senso sono state molto interessanti le scelte sulle due fasce, dove Montero ha alternato giocatori sul piede forte e sul piede debole.

Finora le coppie di esterni sono quasi sempre state alternate: un giocatore sul piede forte, l’altro sul piede debole. Col Castelnuovo Vomano Chacón, destro, era stato messo a sinistra, e Occhiato sul piede forte a destra; con la Salernitana Bacio Terracino è partito sul piede forte, a sinistra, con Botta (mancino) a destra; l’ex Chievo e Inter ha giocato nello stesso ruolo contro la Roma, con Trillò a sinistra; nel secondo tempo Chacón è andato sulla fascia sinistra, con Cardoni a destra. L’unica partita in cui i rossoblu hanno avuto due esterni sul piede forte è stata quella col Matelica, in cui Trillò ha giocato a sinistra e Chacón a destra.

Il tecnico uruguaiano ha provato quasi tutte le combinazioni, ma in questo momento l’unico punto fermo sembra il posto di Rubén Botta sull’esterno destro. Contro la Roma l’argentino è stato l’uomo migliore della Samb, mostrando il tipo di ruolo che può ricoprire nell’assetto scelto da Montero. Pur partendo dalla fascia, Botta aveva la libertà di svariare per tutto il fronte di attacco, con la palla e senza, per connettersi ai due attaccanti, aiutare lo sviluppo dell’azione e dare una soluzione in più tra le linee. Da una sua azione al 18esimo minuto è arrivata la prima occasione della Samb, che da quel momento in poi è entrata in partita.

La pausa per aspettare lo spazio verso Maxi Lopez, il controllo in dribbling su Veretout, la gran palla per Nocciolini

Le difficoltà dei rossoblu

Il primo quarto d’ora della Samb era stato molto complicato, sia per la statura dell’avversario che per le (inevitabili) difficoltà di adattamento di una squadra profondamente cambiata negli uomini, oltre che nel modulo. Uno dei problemi principali è stato nella gestione della fase di uscita: lo scorso anno il 4-3-3 permetteva istintivamente la creazione di triangoli (i due centrali col mediano, il mediano con le due mezzali, le mezzali con terzino ed esterno), mentre le due linee da quattro costringevano i rossoblu a cercare alternative.

Ad inizio gara Angiulli e Rocchi si sono divisi i compiti, col primo che scendeva in mezzo ai centrali per ricevere palla e il secondo che provava a dare un appoggio in mediana; il problema è stato nei tempi delle giocate, perché la Samb non ha avuto la pazienza di resistere alla pressione, e spesso ha forzato la giocata tra le linee. Questo ha facilitato il compito della Roma, a cui bastava pressare con buona intensità per mandare in difficoltà un’avversaria troppo piatta e spesso imprecisa.

La Samb si è trovata a girare palla soprattutto sulle fasce laterali, e quando ha provato a velocizzare il gioco − cercando Angiulli in una posizione più avanzata, o provando il lancio per Nocciolini e Maxi Lopez − ha concesso molti palloni ai giocatori romanisti. Su una di queste palle perse, al quarto minuto, la Roma ha costruito la splendida azione del gol di Veretout. Pochi minuti dopo, su un’altra verticalizzazione troppo affrettata, la Samb ha di nuovo scoperto il fianco alla Roma, che (con un po’ di fortuna) ha segnato il secondo gol in nove minuti. Per migliorare la situazione, come detto, ci è voluto il maggior coinvolgimento di Botta, fondamentale sia nel resistere alla pressione che nel dare fluidità alla fase di uscita.

L’importanza di Nobile e Botta 

Al 24esimo minuto Botta prende palla sulla fascia destra, spalle alla porta; dopo essere tornato indietro scambia palla prima con Biondi, poi con Di Pasquale e infine con Liporace, arrivando sull’altra fascia, dove guadagna una rimessa in zona offensiva. Da quella stessa rimessa Botta guadagna il rigore del 2 a 1, realizzato da Maxi Lopez.

Il gol del centravanti rossoblu ha dato una scossa alla squadra, che da lì in poi si è scrollata di dosso il nervosismo d’inizio partita. Nella seconda metà del primo tempo la squadra di Montero ha iniziato a giocare con più coraggio, ma a dispetto dell’ottima prestazione di Botta, il miglior fantasista dei rossoblu è stato il recupero palla in zona offensiva. Gli uomini di Montero lo avevano cercato sin da inizio gara, ma il pressing era stato poco efficace, sia per la scarsa reattività che per gli errori nelle marcature preventive. In più occasioni la Roma era riuscita a far saltare la pressione degli avversari, e ci è voluta una grande prestazione di Nobile per tenere in piedi la partita.

Dopo l’inizio difficile la squadra di Montero ha iniziato a pressare più compatta, e la bilancia rischio/opportunità ha iniziato ad equilibrarsi dalla parte giusta. A fare la differenza è stata la qualità delle due squadre: al 22esimo, pochi secondi prima del gol, un recupero alto di Angiulli aveva portato a un’altra occasione per Nocciolini, ipnotizzato da Pau Lopez; pochi minuti dopo il gol, invece, Villar ha ribaltato la Samb con una grande conduzione, evitando gli interventi di Rocchi, Lavilla e Biondi per servire a Mkhitaryan la palla del 3 a 1.

Prima della fine del primo tempo c’è stato tempo per un altro gol su rigore della Samb, propiziato da una grande azione di Nocciolini, servito in verticale da Nobile. Dopo Botta, il portiere è stato il migliore dei rossoblu: solido tra i pali, ottimo coi piedi, tempestivo nelle uscite. Il suo primo tempo è stato un saggio sull’importanza del portiere nel mantenimento alto della linea difensiva.

C’è ancora da lavorare

Il buon risultato nell’amichevole con la Roma ha messo in luce alcune delle qualità dei rossoblu, ma non deve illudere circa i difetti. La squadra di Montero è alle prime battute di un percorso tattico molto ambizioso, e ovviamente c’è ancora tanto da fare. La Sambenedettese deve ancora oliare alcuni meccanismi in fase di uscita, migliorare il coinvolgimento dei terzini (che saranno fondamentali per la ricerca dei cross), e migliorare i meccanismi di pressing. Le prime uscite stagionali hanno già fatto discutere, soprattutto riguardo l’utilizzo del modulo, ma in questo momento la Sambenedettese è ancora un cantiere aperto, e dare giudizi è prematuro.

La Samb ha alcune cose da risolvere, ma il tempo è ancora dalla sua parte, e c’è ancora tempo per trovare le giuste soluzioni. Dal calciomercato, come dimostrano le voci delle ultime settimane, ma anche dai giocatori a disposizione.

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