Vernecchie rossoblu: S05E23 (Samb-Arezzo)

Samb-Arezzo

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero, in collaborazione con l’Antico Caffè Soriano. Puntata post Samb-Arezzo


La canzone vincitrice del Festival di Sanremo è “Zitti e buoni”, un monito che sembra aver fatto breccia nel cuore di alcuni tifosi e parte dell’informazione locale. La decisione di Maxi Lopez e compagni di render pubblico il mancato pagamento degli stipendi ha infatti diviso l’ambiente rossoblu, tra chi vuole risposte e chi sarebbe ben lieto di mettere tutta la polvere sotto al tappeto. Comunque la si pensi, è in ballo il futuro della nostra amata, che in questo momento sembra appesa a movimenti bancari che sembrano più lenti della distribuzione dei vaccini sotto Arcuri. In entrambi i casi l’attesa è partecipe e preoccupata, perché sia gli uni che gli altri sono l’unica soluzione per riportare un po’ di serenità e respiro.

Angelo A. Pisani: Allora Michele, da che partiamo? Dalla partita contro l’Arezzo ad oggi sembra passata una vita e mezzo. Io stavo preparando l’analisi e nel frattempo è uscito fuori un vaso di pandora, con comunicati e controcomunicati che si accavallavano da un’ora all’altra. Per ora che saranno uscite queste Vernecchie chissà che succederà.

Michele Palmiero: Angelo, stai concentrato e bando alle ciance, anche perché oggi abbiamo un ospite di quelli pesanti. Parliamo di un professionista esemplare, capace di commentare le gare della Samb senza farsi scappare nemmeno un’imprecazione contro mister e giocatori. Può sembrare incredibile, ma è così. Diamo il benvenuto a Giorgio Basile.

Angelo A: Benvenuto Giorgio. Intanto, complimenti per la tua professionalità: sei proprio un telecronista vecchia scuola, che riesce a raccontare le partite senza l’uso della violenza, o bestemmie, come il grande Totò. Ti avverto: oggi è la tipica puntata in cui rischiamo di prendere una bella letterina dagli avvocati, sei ancora in tempo per defilarti.

Giorgio Basile: Essere qui è un onore, è sempre stato un mio sogno. Ho letto tantissime puntate, probabilmente più di Michele, ma meno di quante ne abbiano lette gli avvocati di Fedeli. Non mi aspettavo di ritrovarvi, pensavo che a questo punto vi avrei già trovato scalzi sotto una pineta ad Alba Adriatica.

Angelo A: Se non avessimo vinto ci avremmo trovato Montero, probabilmente. E invece ce la siamo cavata, nonostante l’Arezzo fosse la tipica squadra capace di darci la solita incazzatura del lunedì mattina. Soprattutto dopo che siamo andati in vantaggio di un gol e di un uomo, una situazione che negli ultimi mesi è stata sempre pericolosissima. Io ho avuto più paura dopo l’uno a zero che prima: finché era 0 a 0 siamo stati in controllo, dopo il vantaggio – al netto di qualche fiammata in contropiede – hanno giocato solo loro. Sulla traversa stavo per avere un mancamento, fosse entrata quella palla sono certo che avremmo finito per perdere. Col senno di poi è andata benissimo.

Io credo che a questo mondo esista un’unica grande Samba
che parte dallo stadio Riviera e arriva fino al Mar del Plata.
Solo che se uno sta a San Benedetto e l’altro in Sudamerica è una stranezza
avere una squadra di calcio che copre undicimilatrecensosei km in lunghezza.
Il portiere a San Benedetto, quartiere Ragnola; un terzino a Bangor e l’altro in Giordania;
il centravanti sta solo giù a Buenos Aires, in Africa i tre centrocampisti centrali…
Considerando anche la curvatura la formazione è convessa e questo è un po’ un male,
con l’esterno sinistro che addirittura deve coprire tutto l’Atlantico meridionale

Giorgio: Nelle ultime ore in molti hanno provato a ridimensionare la vittoria, ma l’Arezzo non è una squadra che vale l’ultimo posto in classifica. Dall’arrivo di Stellone sono in netta ripresa, e non è un caso che delle ultime sei abbiano perso solo la partita con il Padova capolista. Sinceramente non so come faccia a trovarsi in quella posizione: capisco le difficoltà di inizio anno (caos coronavirus compreso), le tante rivoluzioni, le partite una a ridosso dell’altra, ma dovrebbero essere molto più in alto in classifica. Ora che possono continuare la stagione in una situazione tranquilla penso che si salveranno senza problemi. Sono un po’ dubbioso per quanto riguarda Sala, che penso sia stato il peggior portiere della Samb da quando ho iniziato a commentarla.

Michele: In una trasmissione locale ho sentito persino dire che sarebbe migliorato. In una partita in cui non ha ricevuto tiri in porta, tranne due punizioni (di cui una vissuta da spettatore non pagante) come si può percepire il miglioramento? Tornando a noi, al di là delle considerazioni “sulla carta” – l’Arezzo è squadra esperta, con tanti giocatori forti, non merita la classifica che ha – mi è sembrata la classica partita tra una formazione che lotta per i playoff e l’ultima della classe che gioca per il punticino: una gara a tratti narcolettica che è stata risolta dal giocatore più forte in campo.

Angelo A: È stata una partita particolare, perché la squadra che ha attaccato di più è anche quella che ha attaccato peggio. La Samb ha avuto vita abbastanza semplice quando si doveva arrivare sulla trequarti, e a suo merito va la grande capacità di restarci (con grande attenzione in transizione e nelle marcature preventive), ma ha sbagliato quasi tutte le rifiniture che dovevano trasformare i possessi in tiri in porta. L’Arezzo era venuto per giocarsela in contropiede, ma alla fine le migliori occasioni sono arrivate quando erano in dieci e sotto di un gol.

Michele: Mi hanno sorpreso tantissimo le parole di mister Stellone e di Cerci a fine gara, che parlavano di risultato bugiardo e di un Arezzo che addirittura meritava la vittoria. Credo possa essere una narrativa utile agli amaranto per non far spegnere le speranze di salvezza, ma analisi di questo tipo non penso aiutino molto la crescita di una squadra. Fino allo svantaggio, l’Arezzo si è accontentato di non far giocare la Samb (missione non esattamente impossibile, considerando la non identità di gioco dei nostri).

Giorgio: Secondo me tante dichiarazioni sono fatte per il motivo che dici tu. Io commento la Ternana per Cusano Italia Tv, e Lucarelli fa sempre le stesse dichiarazioni: magari la squadra vince 20 partite di fila, e dopo un pari parla del fatto che se non cambiano atteggiamento è finita. Queste cose nel calcio ci stanno, ormai è la prassi.

Aic Vernecchie

Michele: Sicuramente è stata una partita ostica. Non è facile giocare contro difese chiuse quando la maggior parte dei tuoi giocatori vuole la palla sui piedi invece di proporre un movimento: vale per i due mediani, abbastanza simili per caratteristiche, vale naturalmente per Botta (e ne ha tutto il diritto, visto che senza di lui la manovra perde di pericolosità) ma vale anche per le due punte, che sono apparse statiche e poco disposte al lavoro sporco per allungare la difesa avversaria. Mai come contro l’Arezzo si è sentita la mancanza di Shaka, ma credo che possa essere utile anche recuperare Bacio Terracino per dare un po’ di pepe alla fase offensiva.

Angelo A: Domenica l’Arezzo aspettava la Samb con una difesa molto bassa, dare profondità non era possibile. Il lavoro che dovevano fare gli attaccanti era quello di venire incontro e portare fuori i difensori, cosa che hanno fatto, ma con poca precisione. I due mediani non sono andati così male, secondo me; Rossi è uno che la viene a prendere spesso, ma Angiulli si è alzato spesso e con tempi abbastanza giusti. Penso che questa impressione di “staticità” ti venga dall’atteggiamento dell’Arezzo, che in fase di non possesso è stato molto, molto attendista. Sullo 0 a 0 la squadra di Stellone ha avuto un indice di 18,9 PPDA: prima di tentare un contrasto, far fallo o recuperare palla lasciavano che la Samb giocasse 19 passaggi. Per capirci, dall’altra parte (sempre sullo 0 a 0) la Samb di passaggi ne concedeva solo 4,3. Insomma, fino all’1 a 0 la partita è stata a senso unico, sia per le ottime transizioni difensive della anche perché l’Arezzo non ha mai provato a contestare il possesso.

Giorgio: Sono d’accordo soprattutto sul fatto che la Samb sia una squadra prevedibile. Botta non si può criticare, ma la squadra è diventata “Botta-centrica”: quando non gira lui la squadra non sa che fare. Se posso fare un paragone, con tutte le differenze del caso, mi ha ricordato la Juve di martedì: tutte le azione erano palla a Cuadrado e cross; lo stesso la Samb, che passa sempre per Botta, e poi è lui che si deve inventare l’azione. C’è il problema già discusso ai tempi da Zironelli, perché a volte si abbassa troppo, ma è anche il motivo per cui adesso gioca sulla fascia e non seconda punta. A me era piaciuto molto nei primi 20 contro l’Imolese, come interpretazione del ruolo, ma a volte questo accentramento toglie soluzioni. Peccato per Bacio Terracino, perché avrebbe dato molta varietà in più.

Angelo A: Il paradosso della Samb di domenica è che il momento in cui ha difeso meglio era quando era tutta sbilanciata in avanti, mentre quando si è abbassata per difendere il vantaggio (nonostante l’uomo in più) ha avuto tantissime difficoltà. Allo stesso modo, nonostante i 60 minuti giocati in proiezione offensiva, le migliori occasioni da gol sono arrivate nel finale, quando ha potuto giocare in contropiede con gli spazi aperti. Abbiamo una squadra che difende meglio quando è aggressiva, ma che attacca bene solo con gli spazi davanti. Tatticamente è un controsenso, perché l’uno esclude l’altro.

Giorgio: A questa squadra mancano alternative anche a partita in corso, perché gli unici cambi offensivi sono Chacon e Serafino. Io non capisco la cessione di Nocciolini, anche perché non è chiaro chi abbia deciso cosa, se società, tecnico o giocatore. Un’altra assenza molto pesante è quella di Shaka, perché oltre a recuperare tantissimi palloni era uno che dava qualità e quantità in fase offensiva. Non è un caso che il periodo peggiore della Samb sia iniziato col suo infortunio.

Michele: Sono d’accordo con te su tutto, e nonostante la marea di problematiche vissute in questa stagione basta guardare il calendario per capire che il quinto posto non è una chimera. Affronteremo Vis Pesaro, Ravenna e Legnago prima della sfida contro la Triestina quinta in classifica. Se la squadra c’è mentalmente e fisicamente (e in attesa di capire se e quando arriveranno penalizzazioni) resta un obiettivo per cui vale la pena lottare.

Giorgio: Il calendario aiuta, non perché ci siano partite semplici, ma perché la Samb giocherà tutti scontri diretti contro squadre dalla quinta alla decima posizione. La Samb è imprevedibile, ma questo significa anche che con un po’ di bei risultati in fila si può risalire. L’obiettivo è il quinto-sesto posto, sarebbe il massimo possibile.

Angelo A: Io a inizio anno ho sempre parlato di quinto-sesto posto, ma dopo gli ultimi due mesi la stima va fatta sicuramente al ribasso: sia per il mercato di gennaio, che ha peggiorato anziché migliorare a squadra (non è una discussione di singoli, ma di equilibri del collettivo), sia per il cambio di guida tecnica, perché dopo l’ottimo lavoro di Zironelli si è dovuto ricominciare punto e a capo con Montero. Poi, come dice Michele, c’è la spada di Damocle della penalizzazione, che sembra imminente. Questo non fa ben sperare, sia per la classifica che per lo stato con cui la squadra si troverà a giocare le prossime partite.

Maxi Lopez Vernecchie

Michele: Fin dall’inizio si è trattata di una questione nauseante, ma credo che negli ultimi giorni si sia raggiunto l’apice del ridicolo. Ricapitoliamo un attimo:

  • Venerdì il presidente Serafino pubblica l’annunciato video-messaggio per “fare chiarezza”. Missione fallita, visto che nei 3 minuti di video si parla di stipendi negli ultimi 40 secondi, senza peraltro dire quale sia l’ammontare dei pagamenti arretrati.
  • Sabato c’è la conferenza di Montero, nella quale non sono ammesse domande extra-campo.
  • Domenica la squadra vince e Ruben Botta, in una storia Instagram, dedica i 3 punti al presidente Serafino.
  • Lunedì una celebre trasmissione locale dichiara di avere fonti importanti provenienti dalla Lega e dall’AIC che negano la presenza di qualsivoglia problema.
  • Martedì il capitano Maxi Lopez, sempre su questo benedetto Instagram, ammette che la situazione è poco chiara e difficile da sostenere. Tutta la squadra, eccetto Serafino jr e Lavilla, rilancia il messaggio. La società si fa attendere diverse ore prima di rispondere con una nota ufficiale che a me sembrava inizialmente uno scherzo.
  • Incredibile ma vero, un delegato dell’AIC si presenta a colloquio con la squadra, ammette che da novembre i giocatori non prendono lo stipendio e che entro il 16 marzo vanno pagate le mensilità di gennaio e febbraio.
  • Sul sito dell’Aic esce un comunicato di giocatori e staff, in cui di fatto viene confermato quanto espresso nei giorni precedenti: gli ultimi stipendi arrivati sono di ottobre, mancano 4 mensilità.
  • Domenico Serafino non è a San Benedetto, ma tramite l’ufficio stampa convoca una conferenza stampa in presenza per lunedì 15 marzo, un giorno prima della scadenza dei pagamenti.

Giorgio: Che questa storia sia uscita in questo modo è assurdo, sia per i modi che per il giocatore che ha fatto partire tutto. Maxi Lopez è sempre stato un uomo di Serafino, oltre che uno dei giocatori più importanti, e se si è fatto avanti lui significa che la situazione è compromessa. In ogni caso è una situazione che i giocatori stanno sopportando da un bel po’, perché si parla di quattro mesi senza stipendio. Io sono convinto della loro buona fede, anche perché hanno resistito il più possibile continuando ad impegnarsi, ed escluso qualche risultato pesante non ho mai visto scarso impegno o disinteresse.

Angelo A: Io ho sentito fare discorsi senza senso, dalle critiche ai giocatori che “hanno parlato” (come se la soluzione fosse quella di mettere la polvere sotto il tappeto) ai paragoni con le persone in cassa integrazione, del tipo “se io non mi lamento perché non si pentono loro?”. Ragazzi, il discorso è proprio questo: dovete lamentarvi anche voi, soprattutto voi. La crisi economica non è una scusa per non dare quanto dovuto, perché la situazione la conoscevamo già e nessuno ha imposto ad altri di prendersi impegni di un certo tipo.

Giorgio: La cosa più assurda è il comunicato stampa della Samb, che mi sembra molto strano rispetto alla solita linea comunicativa. Uno dei principali cambi di marcia, rispetto alle passate stagioni, era proprio la cura dell’aspetto comunicativo, ora sembrano proprio in difficoltà.

Michele: Quello che mi preoccupa è che una società che comunica bene da mesi ha smesso improvvisamente di comunicare, o almeno di farlo nel modo e coi tempi giusti. In una settimana sei passato dal fare un video da solo in mezzo agli alberi a una conferenza in presenza, dove sai già che verranno i tifosi a chiederti spiegazioni. E comunque non serve una conferenza, basterebbe pagare gli stipendi, la questione finirebbe lì.

Angelo A: A San Benedetto la farsa è sempre mista alla tragedia. Nelle ultime due settimane la Sambenedettese ha fatto tre comunicati, e il presidente un videomessaggio, ma sono riusciti a non dire niente. Non so cosa sia stato più assurdo, se i comunicati che annunciavano future comunicazioni o il video del presidente con gli occhialoni di Richard Benson in mezzo alla foresta. Un video anticipato per settimane in cui non si è detto nulla di nuovo, se non qualche frase a mezza bocca in cui minaccia un possibile disinteresse (ma su questo siamo già stati abituati dal suo predecessore, campione di piagnistei e strepiti da bambinone ancora nella fase orale). Quello che mi fa più schifo è l’atteggiamento viscidamente supino di certa stampa, che si dà arie da “cane da guardia del potere”, salvo fare da cane da riporto, proprio nel senso che riscrivono senza fiatare qualsiasi cosa gli venga detta, prendendola per oro colato.

Ciò che mi fa strano è che la verifica delle fonti e il follow-up (questo termine lo uso cosciente che loro non sappiano neanche cosa sia) lo richiedono solo ai colleghi, quando non scrivono qualcosa che non va secondo la loro narrativa. E invece, quando si sentono dire quello che vogliono loro, va bene tutto. Il problema qua è che certi giornalisti dicono sempre il cazzo che pare a loro, tanto il giorno dopo cambiano versione facendo finta di nulla. Io sto ancora aspettando che venga chiesto scusa a Luca Bassotti, dato che i fatti hanno dimostrato che le cazzate le dicevano loro e non lui. Detto questo, voglio far notare ai cani da riporto che quello il “video risolvitore” del presidente è durato due giorni: la società ha già annunciato una nuova conferenza per lunedì.

Michele: Tra l’altro se ne è parlato poco, ma nel videomessaggio Serafino dice anche cose preoccupanti. Dall’attacco alla Lega Pro, che secondo Serafino avrebbe promesso un’apertura degli stadi al 30% della capienza, alle parole sul Comune, a cui è stata riservata una frecciata niente male. Io vorrei fermarmi un attimo sul capolavoro dei capolavori: il riferimento a debiti non previsti della precedente gestione. Caro presidente, credo sia doveroso ricordare che l’attuale commercialista della Sambenedettese è lo stesso della precedente gestione, ed è anche quello che ha curato la cessione da Fedeli alla Sudaires. Di cosa stiamo parlando? Per me è un’offesa all’intelligenza dei tifosi, se andiamo di questo passo non oso immaginare cosa potrebbe venir fuori dal prossimo videomessaggio…


Antico caffè Soriano
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La copertina di Madou è ispirata alla copertina di Zitti e Buoni, dei Maneskin. Meme di @apakakov. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. Intanto iscrivetevi al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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