Per Capuano alla Samb manca solo l’ufficialità

Ezio Capuano ad un passo dalla panchina della Samb 


Sono ore concitate in casa Samb. La sconfitta interna contro il Sudtirol ha lasciato strascichi pesanti: il presidente Fedeli, apparso visibilmente deluso, ha prima annunciato le dimissioni del tecnico Moriero salvo poi rettificare e comunicare l’esonero (qui il resoconto del concitato postpartita).

Per il dopo-Moriero si è fatto immediatamente largo il nome di Ezio Capuano, in procinto di liberarsi dal Modena dopo la radiazione del club emiliano. Salernitano di nascita, classe 1965, Capuano si è costruito negli anni l’immagine dell’allenatore duro e carismatico. Nonostante una carriera avara di successi – i trofei vinti risalgono al suo inizio di carriera sulle panchine di Altamura e Cavese – l’ex allenatore del Modena ha da sempre attirato l’attenzione di addetti ai lavori e tifosi, divisi tra chi inneggia alla sue doti umane e alle sue capacità tattiche e chi critica il suo approccio difensivista e la mancanza di risultati ottenuti.

Il presidente Franco Fedeli, intervenendo a VeraTv, ha dichiarato: “Capuano lo conosco, mi è sempre stato molto simpatico. Cosa dovrà fare? Innanzitutto riportare entusiasmo e fiducia ad una squadra che in queste ultime partite mi è sembrata molto piatta. Però prima firmiamo e poi lasciamolo lavorare”.

Uno scatto di Enrico Rossi ci mostra Capuano al Riviera Delle Palme

Per Capuano si profilano giorni di intenso lavoro, dal momento che la prossima sfida sarà già domenica sul campo di un Ravenna a caccia di punti salvezza. Un dato curioso, però, non è sfuggito ai tifosi rossoblu: anche nella scorsa stagione Capuano prese le redini del Modena a poche ore dalla sfida contro la Samb al Riviera delle Palme, riuscendo a strappare un punto importante contro Mancuso e compagni.

Nella sua ultima esperienza Capuano si è affidato al 3-5-2 con un attaccante più fisico e una seconda punta di movimento ma, nella gara di ritorno contro la Samb, è riuscito a dare la svolta alla gara virando sul 4-4-2. Attenzione difensiva, cura maniacale dei calci piazzati e il pragmatismo di chi bada più al risultato che ai moduli sono i marchi di fabbrica del nuovo allenatore rossoblu, chiamato a risollevare un ambiente scosso dalle ultime, negative prestazioni.

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