Guida agli ultimi 3 giorni della Sambenedettese Calcio

Andrea Fedeli, Francesco Panfili, Franco Fedeli, Ezio Capuano

Un atlante emotivo del marasma che ha coinvolto giornalisti, società, squadra e tifosi


La Sambenedettese ha iniziato il calciomercato con l’intenzione di cedere quattro giocatori (Sorrentino, Troianiello, Di Cecco e Damonte), rimpiazzandoli con tre nuovi arrivi (uno per reparto). A meno di una settimana dall’inizio del calciomercato, la squadra era già stata accostata a Alessandro Malomo, Sergio Sabatino, Luca Lulli, Giuseppe Rizzo, Simone Palermo e Roberto Zammarini, Gianmario Comi, Franco Ferrari, Manuel Nocciolini, Leonardo Pèrez, Alessandro Polidori e Miguel Sainz-Maza.

Fantamercato?

Mentre si costruiva questa ridda di nomi la società è rimasta nella sua proverbiale reticenza, per mantenere la riservatezza sulle trattative e una certa diffidenza verso la stampa (già espressa alla cena di Natale). La calma è durata fino al 12 gennaio, quando la dirigenza ha deciso di mettere un punto alle voci con un comunicato contro alcuni giornali online. Un estratto:

“Risulta, ormai da tempo, che attraverso siti internet si stiano divulgando notizie prive di fondamento in relazione a colloqui e trattative che la stessa Società non ha mai né divulgato né tanto meno posto in essere. Nello specifico, addirittura, si ipotizzano pseudo partecipazioni, contratti pluriennali e opzioni che devono essere ascritte solo e soltanto al “fantamercato” di chi, al suo buon cuore, pur di ricercare il consenso virtuale, mette a repentaglio trattative, gestioni e ambizioni.”

In questo modo la società ha cercato di cautelare se stessa e i tifosi dalle voci di mercato, non senza qualche contraddizione (smentendo trattative poi confermate dall’ad). Contestualmente i rossoblu hanno espresso la volontà di non eccedere entro certi limiti finanziari, gettando un’ombra sulle trattative paventate nei giorni precedenti.

Poco dopo aver espresso l’intenzione di comunicare trattative solo tramite il sito ufficiale, Andrea Fedeli – un po’ a sorpresa – ha utilizzato il Corriere Adriatico per smentire gli arrivi di Rizzo e Nocciolini, lanciando una bordata a Capuano e Panfili: “La linea societaria è chiara, se vogliono prendere chi gli pare acquistino la società”.

Diversità di vedute

Già dalla partita con la Fermana Capuano aveva espresso l’obbligo morale di utilizzare la campagna acquisti per tentare il salto, ribadendo l’eccezionalità dei risultati della sua squadra. Per questo motivo l’allenatore ha richiesto giocatori già allenati e di esperienza, soprattutto a centrocampo. Lo stesso Panfili, alla cena di Natale, aveva ribadito la sua libertà di movimento, dicendo che la società non aveva dato indicazioni precise (se non quelle di migliorare la squadra entro un certo budget).

Allenatore e diesse hanno condotto le trattative per Rizzo e Nocciolini senza informare la dirigenza, nell’idea di convincere la proprietà grazie alla bontà del potenziale affare. Una forzatura che non è piaciuta. La proprietà si è sempre detta disponibile a trattative vantaggiose, ma i due giocatori non sono stati ritenuti tali. “Se [Panfili e Capuano] continuano a pensare a quei due, che hanno ingaggi stragonfiati, significa che non sono le persone giuste per noi”.

Capuano non ha rinunciato a rispondere. Prima, dichiarando che – sentendo certe frasi in faccia – non avrebbe esitato a dimettersi; poi dichiarando le difficoltà di puntare al primo posto con la rosa a disposizione: “Se dicessi che sono soddisfatto mentirei. Gli accordi dopo Samb-Fermana erano chiari: questa rosa va rimpinguata”. Il problema di formazione arriva (anche) dalle diverse valutazioni fatte da società e allenatore.

Fedeli alla linea

Nella giornata di ieri il summit della dirigenza ha ricomposto le fratture, portando a un cambio di rotta. I tre acquisti approvati ad inizio calciomercato sono diventati cinque: un portiere, un difensore centrale, un esterno destro, un centrocampista e un attaccante. Capuano, inoltre, ha chiesto la cessione di Vallocchia in cambio di un altro centrocampista: la famiglia Fedeli ha detto che la (eventuale) partenza del classe ’97 sarà solo in prestito.

Tracciata la linea, presidente e amministratore delegato hanno annunciato un passo indietro nelle prossime trattative, lasciando spazio al direttore sportivo. Una mossa che prova a ridare autorità al diesse Panfili.

Le reazioni della piazza

Il tourbillon degli ultimi giorni ha scosso tutto l’ambiente rossoblu. Il comunicato contro la stampa ha creato una prima, piccola frattura: alcuni siti online non hanno riportato il comunicato, altri l’hanno strumentalizzato per distinguo più o meno civettuoli. La bordata di Fedeli ha scompigliato nuovamente le carte, lasciando la piazza a interrogarsi su quali siano le reali intenzioni della dirigenza, contestando la poca ambizione. Ma quali sono, le ambizioni della Samb?

Dallo scorso maggio ad oggi la dirigenza ha espresso più volte i propri obiettivi, cambiando spesso il mirino. Dal “miglioramento” del settimo posto alle dichiarazioni entusiastiche del periodo estivo, quando più voci (a più riprese) hanno espresso la volontà di occupare il vuoto lasciato da Parma e Venezia. Lo slogan della campagna abbonamenti, #abbiamounsogno, ha ammiccato alla lotta promozione, un obiettivo ripetutamente lambito e abbandonato in base al rendimento della squadra.

Lo scorso anno la società ha dichiarato di voler puntare alla Serie B entro tre anni, e questo comunicato ufficiale è (deve essere) l’unico punto fermo. Il mancato arrivo di Nocciolini ha esposto la società alle critiche di buona parte della tifoseria, affamata e stuzzicata da una classifica sopra le aspettative.

Alla caccia del colpevole

In una delle sessioni di mercato più soporifere degli ultimi anni, con una delle classifiche migliori degli ultimi anni, il microcosmo sambenedettese è riuscito comunque a costruirsi una nicchia di difficoltà. Quella degli ultimi giorni è una storia che parte da lontano, tra un giornalismo sempre molto presente e una società spesso silenziosa, o reticente. Per fare chiarezza sulle (tante) voci di mercato la dirigenza ha spostato la dialettica societaria al di fuori delle mura domestiche, colpendo – indistintamente – giornalisti, aspettative dei tifosi e sé stessa.

Nel colpire tutti, questa vicenda non ha colpito nessuno: la speranza è che – dopo tanto trambusto – non ci si aspetti qualcosa di diverso facendo le stesse cose di prima.

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