La Rifinitura: Sambenedettese-Reggiana

Samb-Reggiana

Le prospettive di Ezio Capuano e Sergio Eberini alla vigilia di Samb-Reggiana


Lo scorso ottobre la vittoria della Sambenedettese a Reggio ha segnato un punto di non ritorno. Dopo 5 partite la squadra di Menichini aveva messo insieme appena 4 punti, vincendo solo col Modena e segnando la miseria di 2 gol. L’esonero del tecnico ha lasciato i granata in una situazione molto delicata: reduce dalla rivoluzione (tecnica e societaria) dell’estate precedente, la Regia si è trovata senza punti di riferimento, e con pochissimo tempo per mettere a posto le cose.

Per la partita con il Santarcangelo (in programma 4 giorni dopo) la dirigenza promuove Andrea Tedeschi e Max La Rosa, già alle giovanili. I due sono una soluzione transitoria, ma nelle settimane successive – mentre la trattativa con Traianos Dellas ristagna – la Reggiana comincia a correre. Dopo il pareggio col Santarcangelo i granata battono Vicenza e Mestre, spingendo Mike Piazza alla conferma dei due tecnici fino al termine della stagione.

Eberini-Tedeschi-La Rosa: la triade Regia

I due (sprovvisti del patentino Uefa A) vengono affiancati da Sergio Eberini, che arriva come capo allenatore per fare da “ombrello” ai due tecnici. La scelta dell’ex bandiera granata (che non allenava dal 2005) va al di là dei motivi legali. Nella conferenza di presentazione Eberini ha messo subito le cose in chiaro, dichiarando come il suo compito fosse quello di “proseguire e correggere” il progetto tecnico insieme a Tedeschi e La Rosa, aggiungendo “esperienza e pragmatismo”.

La triade tecnica ha proseguito la stagione in perfetta armonia, dando un’impronta sempre più riconoscibile alla squadra. La Reggiana ha mantenuto il 4-3-3 delle prime gare, ma ha impostato una struttura di gioco molto diversa, trasformando una squadra reattiva in un collettivo capace i ritmi e il possesso della partita.

La scelta ha avuto i suoi effetti anche nell’undici titolare: in difesa Rozzio ha perso il posto in favore di Crocchianti (più tecnico), davanti giocatori dinamici e verticali come Napoli, Cianci e Rosso hanno perso il posto in favore di Cesaretti e Riverola, giocatori “di governo” bravi nella gestione del possesso. A centrocampo sono stati confermati Genevier, Carlini e Bovo: un trio capace di abbinare qualità e dinamismo, capace sia nel gioco lungo (verso le discese dei due terzini) che nel breve, alla ricerca di linee di passaggio verso i tre giocatori d’attacco.

Principi di gioco

La squadra insiste nel giocare palla al piede sin dalla difesa: la fase di uscita viene gestita dai due centrali, con Genevier e Carlini sempre pronti ad arretrare in linea o al fianco dei difensori per aiutare il possesso. I due terzini sono altissimi già da inizio azione, giocando quasi da ali aggiunte; questa situazione permette a Riverola e Cesarini di accorciare verso il centro del campo, alle spalle della mediana avversaria. La Reggiana cerca sempre di sfruttare la zona centrale, affidandosi alla qualità della sua metà campo per creare situazioni di vantaggio al limite dell’area.

Carlini, Genevier e Riverola cercano la verticalizzazione in zona centrale

La squadra mantiene certi principi posizionali molto rigidi (due giocatori molto larghi, tre avanzati in posizione centrale), ma sviluppa il gioco con molta fluidità, lasciando ai giocatori la possibilità di variare le posizioni. Il giocatore che ha più libertà è Marti Riverola: lo spagnolo è il primo riferimento per la ricezione alle spalle del centrocampo, ma non è raro vederlo spingersi sulla fascia opposta – dove scambia con Cesarini e Carlini – o accorciare dietro, aiutando Genevier nella fase di uscita.

Riverola accorcia verso il centro, riceve, gestisce il gioco e va fino alla fascia opposta, dove prova il lob per Altinier

Negli ultimi mesi lo spagnolo si è rivelato una pedina fondamentale nel gioco dei granata, che hanno deciso di alzare ancora di più il tasso tecnico inserendo in squadra un giocatore dalle caratteristiche simili come Cattaneo.

Molta libertà viene concessa anche Carlini e Cesarini, sulla catena mancina: la mezzala aiuta sia la fase di uscita che la finalizzazione, svariando tra le due aree di rigore, Cesarini accorcia spesso verso il centro per scambiare nel breve con Altinier per poi tentare l’assalto alla porta.

Arrivato con qualche incognita, l’attaccante ex Padova sta trovando una seconda giovinezza: importantissimo nel gioco spalle alla porta, decisivo in zona gol, utilissimo in tutto quello che c’è in mezzo. Finora il classe ’83 ha segnato già 8 gol, valorizzando e supportando i (tanti) giocatori di qualità in mezzo al campo.

L’importanza delle due fasce

La Reggiana accetta (e spesso crea) gli intasamenti in zona centrale, affidandosi alla qualità dei sui giocatori. Ma questa non è l’unica situazione: quando gli avversari bloccano efficacemente il centro i granata non rinunciano a sfruttare gli esterni, cercando sponde e cambi gioco per i due terzini.

In questo diventa fondamentale l’apporto (fisico e tecnico) di Ghiringhelli e Panizzi. I due giocano quasi da ali aggiunte, pur con compiti diversi: Ghiringhelli è un giocatore straripante fisicamente, utilissimo ad alzare il baricentro in fase di transizione; Panizzi è un giocatore più di controllo, perfetto per supportare Cesarini e Carlini nel possesso palla. Un atteggiamento, questo, che si basa sulla grande sicurezza (e il coraggio) dei giocatori granata in fase di uscita.

Genevier, Carlini e Riverola accorciano verso i due difensori per aiutare la fase di uscita, permettendo ai terzini di restare alti

Verso Samb-Reggiana

A ottobre la stagione sembrava già compromessa, ma la squadra di Eberini-La Rosa-Tedesco è riuscita a reagire con un grandissimo andamento. Dopo gli incidenti di percorso con Mestre e Gubbio (nelle prime settimane di gestione) gli emiliani hanno spiccato il volo, mettendo insieme 9 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta.

Se si resta agli ultimi tre mesi, poi, i granata hanno avuto il miglior rendimento del girone: 26 punti in 11 partite, 3 in più del Padova capolista (nonostante la partita in meno). La scorsa settimana (dopo la vittoria sul Renate) Eberini ha respinto ogni ipotesi di rimonta, dicendo di volersi concentrare solo sulla prossima partita.

Un discorso simile a quello fatto da Capuano dopo la gara col Padova. Nel parlare della sfida per il secondo posto il tecnico ha rimarcato la vera forza della sua squadra, l’equilibrio, un concetto su cui è tornato anche nella conferenza della vigilia. Sarà una bella sfida: negli ultimi tre mesi la Reggiana è stata la squadra di miglior rendimento, la Samb quella più solida (6 gol subiti e una sola sconfitta).

Ed è proprio sulla solidità che Capuano farà affidamento, cercando di sfruttare gli spazi che la Reggiana lascia in fase di transizione. La squadra emiliana è una delle migliori ad affrontare spazi stretti e intasati, quella rossoblu tra le più letali a campo aperto: buona parte della partita si giocherà su questi canali opposti, premiando la squadra che riuscirà a influenzare maggiormente il contesto.

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