La Rifinitura: Fano-Sambenedettese

Fano-Samb

L’analisi, i momenti e le prospettive alla vigilia di Fano-Samb


La geniale divisione dei gironi operata dalla Serie C – unita al fallimento del Modena – ha creato scompensi in tutto il calendario del girone B, relativizzando (molto) le varie situazioni di classifica. Sambenedettese e Fano arrivano alla sfida di domani dopo due soste forzate, dopo due vittorie sul Renate, che hanno interrotto buoni momenti dal punto di vista psicologico e di classifica.

Nonostante la distanza di classifica, le storie di Brevi e Capuano hanno diversi punti di contatto: arrivati entrambi a novembre, i due allenatori hanno dato un forte impatto alle rispettive squadre, pur con risultati diversi. I rossoblu sono risaliti ai vertici della classifica, il Fano – dopo un inizio terribile – hanno riaperto la lotta salvezza.

Da Cuttone a Brevi

Dopo la salvezza in extremis dello scorso anno, il Fano ha confermato Cuttone, dandogli in dote una squadra esperta, ma da rivitalizzare. Le idee di inizio anno si sono scontrate con una realtà molto più complicata, come ha confermato il pessimo inizio di stagione. Nelle prime 10 i granata hanno vinto appena una partita, contro il Bassano in crisi, perdendone 7.

Con l’esonero di Cuttone la squadra marchigiana ha deciso di affidarsi all’esperienza di Oscar Brevi, un tecnico che – nonostante qualche passaggio a vuoto – ha sempre mostrato di saper fare di necessità virtù. Il suo impatto è stato più che positivo: la media punti è passata dai 0.5 della gestione Cuttone all’1.2, portando il Fano al 12esimo posto per rendimento. Il vero salto è stato negli ultimi due mesi, in cui il Fano – rinforzato dal mercato – è riuscito a mettere insieme 9 punti, perdendo solo una partita.

Il segreto di questa crescita sta nella semplicità del progetto: Brevi ha impostato un 3-5-2 coperto e reattivo, appoggiandosi a pieno al vero forza in più della squadra, l’attacco. Germinale e Fioretti sono due attaccanti fisici e di esperienza, capaci di garantire un appoggio solido alle ripartenze della squadra.

La squadra si appoggia a Fioretti e Germinale, alzando il baricentro

Per migliorare il rendimento difensivo (14 gol nelle prime 10) Brevi ha deciso di impostare una fase di non possesso molto coperta, con cinque giocatori in linea e un baricentro medio molto basso. La pressione sul pallone viene fatta solo saltuariamente, e solo dal centrocampo in avanti.

L’importanza delle mezzali

Nella prima fase di possesso avversaria i fanesi restano bloccati dietro, con le due punte a disturbare la trasmissione tra centrali e mediano, e le mezzali pronte ad accorciare sui terzini. Ai due viene chiesto un grande lavoro in entrambe le fasi, aiutando gli attaccanti in pressione, raddoppiando sugli esterni e allungando in avanti nelle transizioni.

Per questo motivo Brevi ha preferito inserire due giocatori dinamici come Mawuli e Schiavini, arretrando Lazzari davanti alla difesa. La forza offensiva del Fano si basa molto sulla fisicità dei due interni, bravissimi ad accorciare in avanti, valorizzando le capacità dei due attaccanti in profondità e nel gioco di sponda.

Mawuli parte in solitaria e serve in avanti per Fioretti: occasione per il Fano

Conscia della sua poca qualità, negli uomini e (per certi versi) nella manovra, i fanesi cercano di sfruttare al massimo ogni situazione di gioco. Nei calci piazzati viene cercata sempre la palla in area, in contropiede la squadra prova sempre a cercare la verticale, anche a costo di attaccare in inferiorità numerica.

Quando viene consolidato il possesso in zona offensiva la squadra non rinuncia mai a salire con tutti gli effettivi, cercando di creare situazioni di vantaggio grazie alla superiorità al limite dell’area. Questo accade soprattutto nei finali di partita, specie quando la squadra è in inferiorità numerica. I tre punti di Ravenna – importantissimi, per il morale e per la classifica – sono arrivati all’82esimo e al 4′ di recupero, su due palloni cercati in area con la squadra riversata in attacco.

Verso Fano-Samb

Per i rossoblu saranno importantissimi i duelli individuali sulle due fasce. La squadra di Capuano dovrebbe mantenere il 3-4-3 asimmetrico delle ultime settimane, e in questo senso molto – nella riuscita offensiva – dipenderà dalle situazioni di vantaggio numerico costruite sulla sinistra, con Tomi e l’esterno offensivo (che dovrebbe essere Bellomo). Con l’assenza di Rapisarda – un giocatore fondamentale, coi suoi isolamenti a destra – l’apporto della catena mancina sarà ancora più importante.

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