La Rifinitura: Sambenedettese-Albinoleffe

Samb-Albinoleffe

L’analisi, i momenti e le prospettive alla vigilia di Samb-Albinoleffe


“Per me la partita in cui siamo stati davvero fortunati, quella che non meritavamo di vincere, è stata a Bergamo con l’Albinoleffe”

Due settimane fa (prima che arrivasse l’ennesimo silenzio stampa) Capuano ha ribadito il concetto più volte, indicando la vittoria con l’Albinoleffe come una delle meno meritate della sua gestione. Evidenziare questa partita a quasi un girone di distanza fa intuire il peso specifico della stessa, nella stagione rossoblu, e la preoccupazione del tecnico in vista del ritorno.

Per anticipare la sfida di domani è necessario partire dalla gara di andata: una partita che ha racchiuso più partite, mostrando la preparazione (e le varietà di gioco) di rossoblu e seriani. Le due squadre hanno alternato momenti di controllo e transizione, gestendo pressione alta e possesso con strumenti diversi, cambiati a seconda gli aggiustamenti degli avversari.

Pressione contro possesso

Capuano aveva deciso di pressare alto il possesso dei seriani, scegliendo il 3-4-3 con Vallocchia esterno alto anziché mezzala. In questo modo la squadra poteva attaccare l’uscita palla in 3 contro 4, con l’esterno sul lato debole in marcatura sul regista, e gli altri due attaccanti in pressione sui centrali lato palla.

Per evitare la pressione avversaria la squadra di Alvini ha iniziato a sfruttare maggiormente i cambi di fronte da una fascia all’altra del campo, utilizzando il terzo centrale (liberato dall’accentramento dell’esterno) per condurre il possesso e uscire palla al piede. Lo sfruttamento dei canali esterni (con i cambi di gioco, o le conduzioni dei due difensori) è rimasto un tassello importante del gioco dei seriani, che usano le due fasce sia per avanzare che per uscire dalle situazioni di pressione.

Densità contro varietà

Constatata l’inefficacia della pressione alta, Capuano ha deciso quindi di tenere i tre attaccanti più stretti e in linea, schermando la trasmissione verso il centrocampo. L’Albinoleffe si è dimostrata preparata anche a questa situazione, sfruttando i movimenti delle mezzali (Agnello e Giorgione) tra le linee.

L’importanza di Giorgione in zona offensiva – dove aggiunge dinamismo e varietà – è stata valorizzata al meglio nelle ultime settimane, col suo spostamento sulla trequarti. Il passaggio al 3-4-1-2 non fa altro che cristallizzare alcune situazioni di gioco già presenti nel gioco dei seriani, dando più libertà al centrocampista in fase di possesso, che può allargarsi su una delle due fasceinserirsi tra le linee o alzarsi sulla linea offensiva.

La nuova posizione di Giorgione aiuta i seriani anche in fase di non possesso. La squadra di Alvini (specie contro le retroguardie a quattro) ha cercato sempre di pressare con almeno tre giocatori: col 3-5-2 il terzo uomo era una delle due mezzali, con gli altri due centrocampisti a ruotare le posizioni; con Giorgione sulla trequarti le posizioni sono “fisse”, dando più punti di riferimento al centrocampo.

Transizione contro imposizione

Nel secondo tempo Capuano ha deciso di passare ad un 3-5-2 più coperto in orizzontale, così da difendere meglio il gioco in ampiezza dei blucelesti. La squadra di Alvini ha provato quindi a sfruttare la potenziale superiorità numerica al centro, ai lati del mediano, ma i sambenedettesi – attenti, corti e stretti – sono riusciti a evitare ogni tipo di problema, dimostrando grande solidità.

Con la Samb rannicchiata nella propria trequarti i seriani sono stati costretti ad avanzare più uomini oltre alla linea del pallone, per creare situazioni di vantaggio al limite dell’area. Al rischio non è corrisposto il giusto premio: le lacune dei blucelesti nell’ultimo terzo di campo (dove manca un giocatore capace di creare superiorità) hanno impoverito le soluzioni offensive, lasciando più margine di manovra ai sambenedettesi – pericolosi in ripartenza, e vincenti grazie alla giocata di Esposito.

I problemi dei seriani nell’ultimo terzo di campo si sono riproposti anche nella seconda parte del girone, dove la squadra ha trovato spesso difficoltà nel valorizzare la propria molte di gioco. Il reparto offensivo dei blucelesti può contare su giocatori giovani ma ancora completamente affidabili (Ravasio, Colombi, Bonfiglio), con due veterani di buon livello (Kouko e Montella), ma che non hanno mai brillato per il rendimento offensivo.

L’Albinoleffe gioca bene sull’esterno e trova le due punte. Colombi e Kouko combinano bene, ma sbagliano l’ultimo passaggio

I seriani hanno una delle migliori difese del campionato (31 reti subite, hanno fatto meglio solo Padova, Bassano, Samb e Renate), ma nelle 32 partite giocate hanno segnato solo 34 gol. Un’aridità che si paga, come visto nella gara di andata.

La forza della continuità

La sconfitta con i rossoblu ha segnato uno dei momenti più difficili del campionato dei blucelesti: con l’allontanamento dai primi posti la squadra di Alvini – già sicura della salvezza – ha avuto un (fisiologico) calo mentale, acuito da alcune partite sfortunate. Nelle successive undici i seriani hanno vinto una sola gara, perdendone quattro e pareggiando le altre sei.

I risultati, però, non spiegano tutto: nonostante il calo di rendimento la squadra seriana ha mantenuto il solito livello di gioco, rimanendo fedele a se stessa anche nei momenti più difficili. Una scelta coraggiosa ma giusta, che ha portato al riscatto delle ultime settimane. Nelle ultime cinque i blucelesti hanno perso una sola volta, fermando sul pari il Padova e battendo Fermana, Feralpisalò e Reggiana.

Verso Samb-Albinoleffe

Gli uomini di Alvini arrivano al Riviera col decimo posto in classifica, l’ultimo utile per la zona playoff (appena riconquistata). Per i sambenedettesi, rimasti secondi proprio grazie ai bergamaschi, la partita è tutt’altro che scontata. La sconfitta in Friuli ha lasciato molti strascichi, acuiti dalla guerra mediatica tra proprietà e tecnico, che va avanti da gennaio (quella, o un articolo satirico pubblicato quattro giorni fa).

Le assenze delle due squadre potrebbero convincere i due tecnici a mischiare le carte. Capuano (senza Marchi, Bove e Bacinovic) potrebbe scegliere il 3-4-3, con il duo Gelonese-Candellori in mezzo e Bellomo più avanzato; dall’altra parte Alvini (con Di Ceglie e Agnello indisponibili) potrebbe convincersi a tornare al 3-5-2, con Sbaffo, Giorgione e Nichetti in mediana.

Al di là di assenze, aggiustamenti ed incognite una cosa è certa: quella tra sambenedettesi e seriani sarà una partita a scacchi, e non è detto che bastino i pezzi giusti, per vincere la sfida.


La copertina di Madou è stata modificata per non urtare la sensibilità di nessuno

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