Cosa abbiamo imparato da Samb-Sanremese

Coppa Italia: Samb-Sanremese 1-0

Alla prima uscita ufficiale, i rossoblu mostrano già alcune tracce del gioco chiesto dal tecnico


Quest’anno la Coppa Italia inaugura il decennale della nuova formula a 78 squadre, che ha allargato la competizione alle squadre delle serie minori. Nonostante le pretese inclusive, la coppa federale resta una competizione fortemente elitaria, che permette alle 8 teste di serie di giocare solo dagli ottavi in poi, occupando metà dei posti disponibili – con gli altri divisi tra le restanti 70 squadre.

Questo regolamento porta con sé molte storture, una delle quali è rappresentata dal dover giocare la prima gara ufficiale dell’anno il 29 di luglio, in piena preparazione. La Sambenedettese è arrivata alla partita del Riviera circondata da un alone da “lavori in corso”, ben rappresentato dalle magliette non ufficiali indossate per la gara.

Si è visto anche in campo: nonostante i propositi iniziali Magi si è trovato costretto a cambiare piano tattico a poche ore dall’inizio della partita, col passaggio alla coperta di Linus del 3-5-2. “Per noi deve essere un modulo che ci aiuta nei momenti di difficoltà, per fare quel passo in più; come quando non arrivi al traguardo e decidi di lanciare il cappello”. Le parole in conferenza di Magi evidenziano la transitorietà della scelta, che – nonostante tutto – ha confermato alcuni obiettivi di gioco cercati dal tecnico.

Il modulo della Samb

La prima Sambenedettese dell’anno, schierata col 3-5-2

Un modulo di transizione

Il 3-5-2 risolve alcune incognite della squadra, almeno in questo momento. La difesa a tre dà più libertà di gioco a Zaffagnini (da cui spesso è partita l’azione) e più copertura a Miceli, dando immediata superiorità alla fase di uscita. Con tre difensori alle spalle diventa più semplice anche il lavoro della mediana, con Bove come primo riferimento della retroguardia, e le due mezzali (Ilari e Gelonese) che si dividevano tra la gestione del possesso e l’occupazione della linea offensiva.

Ilari e Gelonese

Palla a destra: Gelonese viene incontro per aiutare la gestione (con Rapisarda che resta alto), Ilari si alza sulla linea offensiva

Davanti la Sambenedettese ha mantenuto una struttura posizionale abbastanza rigida, con l’intenzione di occupare tutto il campo in ampiezza. I due esterni (Rapisarda e Cecchini) restavano alti e larghi sulle fasce, con le due punte che – a seconda della posizione del pallone – cercavano di creare superiorità su un lato, supportati da una delle due mezzali.

Il compito di Ilari e Gelonese è stato quello più “tattico”. Sul lato palla le due mezzali dovevano dare un appoggio sicuro per il possesso, permettendo all’esterno di restare alto; se il gioco passava sulla fascia opposta dovevano alzarsi sulla linea offensiva, “equilibrando” l’occupazione del campo in ampiezza.

Rapisarda resta basso, Gelonese va ad occupare lo spazio sull’esterno

Se uno dei due esterni restava basso era la mezzala a dover fare la corsa sull’esterno; se una delle due punte veniva incontro, la mezzala doveva andare a impegnare il centro. Per ogni situazione Ilari e Gelonese avevano compiti ben precisi, con l’obiettivo di tenere bassa la difesa avversaria e aprire soluzioni ai compagni.

Poche occasioni

La Samb è appesantita, ma diligente. Nel primo tempo la circolazione è molto lenta, e i giocatori di attacco non riescono a creare superiorità numerica, ma i tratti di gioco si vedono e sono ben riconoscibili. L’azione si sviluppa soprattutto a destra, dove Rapisarda riceve un ottimo supporto da Gelonese (tra i più attivi) e Zaffagnini. L’ex Albinoleffe è spesso il primo riferimento in fase di uscita, e tra i più propositivi a giocare in verticale.

L’importanza di un difensore coi piedi buoni: Gelonese riceve sulla trequarti, alle spalle di due avversari, attirando un difensore e liberando lo spazio per il taglio esterno di Minnozzi

Non a caso, i primi squilli arrivano sulla fascia destra. Al 10′ Rapisarda riceve un cambio di gioco e mette dentro per Minnozzi, che prova di testa (debole); pochi minuti dopo ci prova Gelonese, liberato da un allargamento di Di Massimo.

Dal canto suo, la Sanremese non resta a guardare. In fase di non possesso gli uomini di Lupo (schierati col 4-3-3) si posizionano con un 4-5-1 molto bloccato, ma appena arriva la riconquista cercano subito la verticalizzazione in avanti, appoggiandosi a Traini, aiutato dai tagli verso il centro dei due esterni (Scalzi e Molino).

La Samb tiene botta, e così le uniche occasioni vere arrivano tutte da calcio piazzato: al 27esimo Molino prova a servire Traini, e più tardi cerca direttamente la porta, ma senza fortuna. Nel finale del primo tempo le due squadre chiudono entrambe col fiatone, e gli unici squilli sono due tiri su ribattuta (Minnozzi per i rossoblu, Taddei per i biancazzurri).

Vantaggio e gestione

La ripresa si apre con la bellissima azione dell’uno a zero, col cross di Di Massimo per la testata vincente di Gelonese. Un gol che parte dai meccanismi visti nel primo tempo: la punta si allarga sul lato palla per creare superiorità, la mezzala sul lato opposto si inserisce dentro per occupare lo spazio libero.

Il vantaggio permette ai rossoblu di gestire, non senza rischi: al 52esimo Sala rischia l’autogol sulla conclusione di Spinosa, finita sul palo; pochi minuti dopo Traini “para” la conclusione di un compagno diretta a rete. La Samb incassa e ricomincia.

Nonostante la scarsa condizione fisica i rossoblu cercano per tutta la gara di tenere alta la linea difensiva, così da controllare il possesso e (nel caso) facilitare il recupero del pallone. Il pressing della Samb è spesso abbozzato, ma si riconosce la volontà di difendere in avanti, con i tre centrali molto aggressivi.

Nel secondo tempo la temperatura si fa più mite, gli avversari sono meno lucidi, e la Samb inizia a giocare un po’ più alta. Al 63esimo Rapisarda recupera sulla destra e serve Di Massimo, che trova una respinta; cinque minuti dopo Trillò (subentrato a Cecchini) ha a disposizione due occasioni per mettere in mezzo, facilitato dai recuperi di Ilari sulle respinte avversarie. Al 73esimo Gelonese raccoglie un cross deviato di Trillò e serve una gran palla per Di Massimo, che trova il palo.

La Samb non occupa bene tutti gli spazi, ma l’intenzione rimane; l’intuizione di Di Massimo, che si sposta sull’esterno, permette di costruire l’occasione

È il canto del cigno della partita: nei minuti successivi la Samb ha un calo fisico così evidente da convincere Magi a mettere un altro difensore (Biondi) per Di Massimo, con Di Pasquale esterno e Trillò seconda punta. Si tornerà ad un assetto meno “rinunciatario” solo 10 minuti dopo, chiusa la fase calda della partita, quando Di Pasquale lascia il campo al giovanissimo Brunetti.

Quanta Samb abbiamo visto?

Una partita giocata in questo momento della preparazione – con questo caldo, e questi avversari – non può essere completamente indicativa. La Sambenedettese che ha giocato ieri è una squadra imperfetta e incompleta, ma non abbozzata. Nonostante le assenze, il cambio di modulo, la condizione fisica, gli uomini di Magi hanno mostrato idee chiare, facendo vedere tratti di quello che potrebbe essere nei prossimi mesi.

La partita di ieri ha dimostrato l’intenzione, da parte di Magi, di trovare anzitutto un equilibrio. Per l’esordio ufficiale il tecnico ha ragionato sul modo migliore per non esporre la squadra, anche a costo di scelte impopolari (per il cambio di Di Massimo sono già arrivate le prime critiche). Il tecnico rossoblu non ha promesso partite sempre all’attacco, ma un gioco chiaro e riconoscibile: i primi segni li abbiamo già visti.

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