Roselli dopo Teramo-Samb: “Ci sono tanti problemi, ma cresceremo”

Conferenza Giorgio Roselli

La conferenza stampa a margine di Teramo-Samb, secondo turno della Coppa Italia di Serie C


Il corridoio che porta alla sala stampa di Teramo rimbomba delle smargiassate dei giornalisti locali, ringalluzziti dal primo “derby” vinto dopo il recente ritorno della Sambenedettese tra i professionisti. La squadra di Maurizi – tre vittorie consecutive in campionato – si conferma in grandissima forma, palesando i problemi di organico di una squadra che – al primo turnover serio – si è trovata tremendamente fragile.

La reazione del secondo tempo – dopo gli ingressi di Rapisarda, Stanco, Calderini e Signori – toglie un po’ di amaro dalla bocca, ma non cancella la portata della sconfitta.

Agenore Maurizi

Credo che il Teramo abbia fatto una buona gara, quello che mi interessa – al netto dei cambi di organico – è l’atteggiamento della squadra. Zecca ha fatto tre gol, è evidente che abbia fatto una buona partita, ma sono tanti i giocatori che hanno fatto bene.

Le certezze – indipendentemente dalla partita di stasera – ci sono sempre, perché questo è un gruppo che si allena bene e mi mette sempre in difficoltà. Questo non è un punto di arrivo, deve essere la normalità. E bisogna fare sempre bene, per volontà e non per volere.

Noi dobbiamo restare sempre molto equilibrati, entusiasti ma non euforici, perché se perdiamo l’attenzione abbiamo visto che le partite possono tornare in discussione. Questa è una squadra consapevole dei suoi mezzi, non perde la concentrazione se fa tre gol e non si deprime se ne subisce uno. Dobbiamo continuare così.

Giorgio Roselli

La parte negativa non è tanto il 3 a 0 del primo tempo, ma vedere i ragazzi indecisi e spaventati. La sconfitta ci sta, perché il Teramo in questo momento è in fiducia, gioca e sta molto bene, e noi abbiamo dovuto fare scelte di un certo tipo per i tanti giocatori fuori e la necessità di fare turnover. La rosa è molto corta e abbiamo provato a fare scelte particolari.

A fine primo tempo ho detto alla squadra di giocare più convinta, a prescindere dal risultato. Poi potevamo anche perdere 8 a 0, e sarei andato sotto la curva davanti a tutti. Noi dobbiamo il rispetto ai tifosi, perché con Monza (95 minuti di sofferenza), Fano (partita difficile), Imolese (brutto inizio) abbiamo sempre avuto l’incoraggiamento e gli applausi dei tifosi.

La prima occasione l’abbiamo avuta noi, poi abbiamo anche mancato la chance per riaprire la gara nel primo tempo. Nel secondo tempo sono entrati i titolari e la differenza si è vista, siamo cresciuti. Tra i titolari c’erano molti esordienti che insieme non avevano mai giocato, problemi così ci sono.

Noi ora affronteremo quattro delle migliori squadre nel nostro campionato. Il nostro obiettivo, lo dico sempre, è quello di arrivare alla sosta di campionato ancora vivi, e poi mettere a posto i problemi che sappiamo tutti. Inutile nasconderlo, questa è una squadra che ha difficoltà.

Il presidente è quello che decide, e del mercato si occupa il direttore sportivo. Io non ho bisogno di grandi nomi ma di ragazzi pronti. Uno come Rocchi – che finora ha giocato solo in Serie D – per me è un titolare perché ha avuto un impatto col calcio vero. I ragazzi che vengono dalle giovanili hanno bisogno di crescere, invece.

I problemi da risolvere sono complicati, ma non sarei qui se non pensassi di poter risolvere la situazione. Io sono arrivato a Pavia alla 20esima giornata con una squadra praticamente retrocessa, abbiamo fatto una media punti da playoff e ci siamo salvati. Noi abbiamo la consapevolezza di poterci tirare fuori da questa situazione, e lo faremo superando piano piano i nostri problemi.

Momento buio? Io sono arrivato un mese fa, e un tifoso mi disse “mister, mi prometta che non arriviamo ultimi”. Da quando sono arrivato abbiamo pareggiato col Monza, superato il turno col Fano, perso a Ravenna, vinto con l’Imolese e pareggiato a Fano. Considerando i problemi che c’erano quando sono arrivato non lo chiamerei momento buio.

Negli ultimi giorni ho letto addirittura qualche addetto ai lavori che parlava di playoff. Io sono 45 anni che sono nel calcio tra i professionisti, e credo che la prima cosa sia il rispetto. Fare certi confronti non è corretto, e non e che se ci chiamiamo Sambenedettese certi obiettivi sono scontati.

Io ho le mie opinioni, ma 3+3 fa 6 e così è. Se si dice diversamente è un errore, e per me non va bene. Non mi piace quando si stravolge la realtà, qui seduto non c’è un attore che dice cavolate, c’è un allenatore serio che dice le cose chiaramente. Sono arrivato qui in una situazione che conosciamo tutti, parlare di certi risultati in questo momento è una mancanza di rispetto per il campionato che dobbiamo fare.

Per me il rispetto è tutto. Se stasera dicessi qualcosa come “Se il Teramo non arriva quarto ha fallito il campionato” faccio una carognata, perché nel calcio non è così che funziona. Parlare dei primi posti per la Samb è la stessa cosa. Noi dobbiamo fare un certo tipo di campionato e stiamo lavorando per rimettere a posto la classifica.

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