Roselli verso Samb-Teramo: “Non è cambiato nulla, per ora la priorità è la salvezza”

Samb, Roselli

La conferenza stampa di Giorgio Roselli alla vigilia di Samb-Teramo


Dopo tre preziose settimane di riposo la Sambenedettese si appresta a tornare in campo per la seconda giornata del girone di ritorno. Ad aspettare i rossoblu c’è il Teramo, per la terza volta in stagione. Dopo il pareggio complicato d’inizio anno (con Magi) e la brutta sconfitta di coppa (con Roselli), i rossoblu cercano la prima vittoria. Roselli è ottimista: oltre ai nuovi acquisti (Scalera, D’Ignazio, Fissore) il tecnico può contare su alcuni recuperi dall’infermeria, che finalmente – dopo molti grattacapi – gli permetteranno il lusso di qualche scelta.

Giorgio Roselli

Che Samb sarà? Quello che vedremo io non lo so di sicuro, e credo nessuno lo sappia. Purtroppo non c’è stata neanche la possibilità di fare amichevoli, dato che tutte le squadre dilettanti giocavano, e lo stesso per le giovanili; abbiamo giocato tra di noi, ci siamo preparati, ma quello che succede il giorno dopo non si sa mai. Dopo un mese o quasi di stop non si sa mai cosa può succedere.

Quello che so è che incontriamo una squadra che viene da risultati molto buoni, che è molto ben allenata, e che sa sfruttare al massimo le sue caratteristiche. Hanno grande briosità, con tanti giocatori di gran passo, veloci, e sarà sicuramente una partita difficile. Loro non hanno attaccanti statici, è vero, ma hanno attaccanti molto pericolosi; sulla mezzala giocano con De Grazia, uno che può fare anche la seconda punta, poi c’è anche Zecca che sta facendo benissimo.

La formazione

Sono molto contento di aver recuperato gli infortunati, anche se probabilmente non scenderanno in campo dall’inizio. Siamo fermi da quasi un mese, e molti dei giocatori che torneranno disponibili (Bove, Stanco, Biondi) sono fermi da due mesi e passa. Bisogna anche considerare che avremo tre partite in sette giorni, una questione su cui sarebbe anche giusto parlare: prima stai fermo quasi un mese e poi tre partite in sette giorni, assurdo.

Di Massimo è un giocatore con delle qualità ottime, ma nel calcio ho visto fallire molti giocatori con qualità. Ci vuole qualità messa in una certa situazione, e io sto cercando di aiutarlo in questo. Lui ha sempre gli stessi problemi: fa fatica nei movimenti, nel leggere le situazioni, nel ragionare. Lui deve imparare questo, quando lo farà sarà un giocatore molto forte.

Il gioco della squadra

Io non ho mai pensato alla fase difensiva o offensiva, penso solo a qual è la migliore soluzione che abbiamo per vincere le partite. Partite che durano 95 minuti, in cui le letture sono decisive, e in cui ci sono anche gli avversari. A tutti piace giocare nel miglior modo possibile e vincere: l’unione di queste due cose – che sono molto difficili – è l’obiettivo di ogni squadra, compresa la mia. Ma il gioco migliore per qualche squadra è tenere di più la palla, per qualche squadra tenerla meno, tutte giocano in una maniera o nell’altra.

Come ha detto qualcuno più intelligente di me, il calcio è l’unico sport in cui il più forte non sa se vince o se perde, e non sa cosa succederà nel successivo quarto d’ora. Più giocatori di qualità metti in campo e meglio gioca la squadra; ma l’equazione più attaccanti = più punti non esiste. Ci sono squadre che giocano senza attaccanti e fanno tantissimi gol, e squadre che giocano con molti attaccanti e non segnano. Si segna con giocatori che sanno farlo, ma si segna soprattutto creando spazi e occasioni.

C’è l’idea che recuperando tutti i giocatori si faccia automaticamente meglio a livello di risultati. Ma i punti non arrivano dai giocatori a disposizione, si decidono con gli episodi. Io non so quanti punti faremo, quello che so è che li faremo meglio, magari soffrendo di meno in certi momenti perché c’è il cambio giusto da mettere. Ma, ripeto, non si sa mai cosa può succedere. Che io voglia mettere in campo i migliori, tenendo il pallino del gioco in mano, è scontato.

Le prospettive

Avete viste le campagne acquisti delle altre squadre, no? Mettiamo da parte il Monza, che non fa testo, e mettiamo da parte squadre come Vicenza e Triestina… pensiamo al mercato delle altre squadre: finora si sono tutte rinforzate. L’Albinoleffe ha preso Cori, la Giana Erminio ha preso Jefferson, il Renate ne sta prendendo a valanga… Questo è quello che conta, il resto sono chiacchiere. Questo è un campionato molto difficile, e per ora l’importante resta staccarsi dalla quintultima: siamo vicini al molti guardano al quinto-sesto posto, ma siamo vicini anche alla zona playout.

Noi dobbiamo crescere e (soprattutto) mantenere l’umiltà mostrata in questi ultimi mesi, quella capacità di compattarci che ci ha permesso di fare più del possibile. Abbiamo fatto ottimi risultati, ma non ricordo una partita dominata e vinta, no? Bisogna guardarle come vengono, le partite: l’unica cosa che posso garantire è che questa squadra uscirà sempre con i crampi, dando il massimo, perché ho ragazzi davvero splendidi.

Il nostro rischio è la situazione generale, il pensiero secondo cui – dato che abbiamo fatto grandi risultati con molti assenti – faremo automaticamente meglio ora che stiamo recuperando alcuni giocatori. Non funziona così, il calcio. Per fortuna, aggiungo, perché altrimenti sarebbe troppo semplice.

I nuovi arrivi

Fissore è un ragazzo del ’96, ma ha già una buona esperienza: è un centrale di sinistra, che ci serviva molto; peccato per la partenza di Gemignani, che è un ottimo ragazzo. L’Alessandria aveva più bisogno di un quinto, noi di un terzo, e visto il discorso over abbiamo deciso di fare questo scambio. Ci abbiamo guadagnato entrambi. I due under ci saranno utile, ma sono convinto che questi mesi qua serviranno soprattutto a loro.

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