L’eccezione della Virtus Vecomp Verona

Virtus Verona

Alla scoperta della Virtus Vecomp, terza squadra di Verona che non ha nulla in comune con tutte le altre realtà del calcio professionistico italiano


Uno spettro si aggira per la terza divisione del calcio italiano: lo spettro della Virtus Vecomp Verona. Nonostante sia stata, fino agli anni 90, una semplice realtà provinciale che rappresentava il quartiere veronese di Borgo Venezia, quella della Virtus è una storia già conosciuta in giro per l’Italia. Il merito è da rintracciare nell’assoluta unicità dei rossoblu che, da squadra di quartiere, si è incredibilmente affacciata nel professionismo nella stagione 2013/14.

Un uomo solo al comando

Da più di 30 anni la Virtus Vecomp Verona è rappresentata da un imprenditore: Gigi Fresco. Promotore di una onlus che si occupa dell’inserimento degli immigrati a Verona – non il lavoro più apprezzato del momento (vero, governo del cambiamento?) – Gigi Fresco ha assunto fin dall’inizio il doppio ruolo di presidente e allenatore. La sua avventura in panchina è un crescendo di emozioni: alle soglie del millennio arriva la promozione in Eccellenza, nel 2006 lo storico approdo in D.

Nella stagione 2012/13 la squadra si qualifica al quarto posto del campionato interregionale e riesce a vincere i playoff nazionali: la terza squadra di Verona è clamorosamente promossa in Serie C. L’avventura nel professionismo dura appena un anno, ma tanto basta a renderla un fenomeno mediatico. La Virtus Vecomp non è solo l’unica squadra a dotarsi di un presidente-allenatore: è una realtà antirazzista in una città contraddistinta da diversi episodi di intolleranza verso lo straniero, è una realtà “di sinistra” che nasce a poca distanza dalla tifoseria “nera” dell’Hellas. Il ritorno in D sembrava aver affievolito l’interesse dei giornali verso i rossoblu ma, nella scorsa stagione, gli uomini di Gigi Fresco hanno dominato il girone C aprendosi nuovamente le porte del professionismo.

Il mercato

La Virtus è una realtà troppo piccola per poter sognare qualcosa di più della salvezza. L’obiettivo di Gigi Fresco è quello di evitare la retrocessione immediata, come accaduto nella precedente esperienza, e per farlo il presidente-allenatore ha deciso di alzare il livello d’esperienza in rosa senza intaccare il gruppo protagonista della promozione.

In difesa sono arrivati due elementi di spessore come Andrea Trainotti, proveniente dal Monza, e il difensore ex Samb e Santarcangelo Ciro Sirignano. Non manca il sodalizio con le due squadre più importanti di Verona: dall’Hellas ecco in prestito i terzini Franchetti, Pavan e Pinton; dal Chievo, invece, è arrivato in prestito il promettente mediano Nicola Danieli. Un’altra, importante fonte di approvvigionamento è stata il Mestre: dalla società di Serena, fallita in estate, sono arrivati i due centrocampisti Alberto Rubbo e Stefano Casarotto, oltre all’esterno Luca Lavagnoli.

Nel reparto avanzato, Gigi Fresco ha deciso di puntare tutto sulla voglia di riscatto di Francesco Grandolfo e Matteo Momenté. Il primo è reduce da troppi alti e bassi con il Bassano; l’ex Samb si è ripreso dopo diversi guai fisici e deve dimostrare di poter essere ancora affidabile in terza serie. In due, finora, hanno segnato 3 gol: troppo poco per raggiungere la salvezza diretta.

La formazione

Mister Fresco, in accordo con il Presidente Fresco, ha deciso di impostare la stagione sul 3-5-2. Nel trio difensivo, complice l’infortunio di Sirignano, le maggiori responsabilità ricadono sull’esperienza del capitano Marcus N’Ze. La manovra passa dai piedi di Manarin e Danti, due dei giocatori di maggior qualità in rosa insieme al numero 10 Grbac: la Virtus Vecomp segna pochi gol e ne subisce tantissimi ma, dopo un inizio di stagione traumatico, sembra aver trovato la quadratura del gioco con 4 punti nelle ultime 3 gare.

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