Roselli: “Pensiamo alla prossima”, Campedelli: “All’intervallo un loro dirigente era con l’arbitro”

Conferenza Virtus Verona-Samb

La conferenza stampa a margine di Virtus Verona-Samb, vinta dai rossoblu in rimonta. Parlano Campedelli (dg della Virtus), Francesco Rapisarda e Giorgio Roselli 


Il riscaldamento della sala stampa regala ai giornalisti un calore inatteso, anche se l’esaltazione per l’ottimo finale della Sambenedettese fa quasi dimenticare lo sbalzo di temperatura. La doppietta di Rapisarda regala alla squadra di Roselli una vittoria fondamentale, specie

Diego Campedelli (dg Virtus)

Il presidente non c’è perché è stato espulso nel finale di partita, per il Virtus Verona parlerò solo io. Nel secondo tempo ho visto cose che mi hanno lasciato allibito, a fine partita scopro che un dirigente della Sambenedettese è entrato nello spogliatoio dell’arbitro per parlare con lui. Non so cosa sia successo, quel che so è che nel secondo tempo da un possibile rigore finiamo in dieci uomini.

Accuse gravi? Non sono accuse, è la verità. Io penso che l’arbitraggio nel secondo tempo sia cambiato sensibilmente, e questo mi sembra un dato di fatto. Ci sono esponenti della procura federale che hanno visto la scena. Io non ho nulla contro la Sambenedettese, parlo dell’arbitro. Magari l’atteggiamento sarebbe cambiato a prescindere.

Il secondo giallo di Grbac è stato assurdo: lì puoi non dare il rigore, ma non è mai rosso perché l’hanno travolto. Come doveva fare, cadere in piedi? L’arbitro aveva in mano il cartellino prima ancora che il giocatore finisse di cadere. Non ha neanche fatto in tempo a protestare.

Nel finale di partita il nostro allenatore è stato espulso per aver messo un piede in campo mentre cercava di dare indicazioni dopo l’espulsione di Casarotto. La Sambenedettese c’entra poco, perché sono alcune settimane che ci succedono queste cose. Bisogna rimarcare questi episodi perché iniziano ad essere tanti. Questi sono episodi che ci dobbiamo portare dietro, perché la prossima settimana andremo a giocare la partita senza tre giocatori importanti.

Giorgio Roselli

Per voi che finisca 2 a 1 o 1 a 1 cambia tanto, ma per quanto mi riguarda – che guardo la prestazione – cambia poco. Abbiamo fatto un’ottima prestazione e meritavamo la vittoria, purtroppo non siamo riusciti a capitalizzare se non alla fine. Nel primo tempo la partita è stata molto equilibrata, nella ripresa abbiamo fatto meglio ma loro sono stati troppo pericolosi.

Rapisarda mi deve una cena, perché gli dico sempre di stringere e non lo fa mai; oggi l’ha fatto e ha segnato. Io cerco sempre di far crescere i miei ragazzi, che si tratti di Rapisarda o Calderini o Cecchini. Di Massimo? Lui deve crescere di testa, ha molta voglia e so già che quando farà questo passettino diventerà un titolare.

L’uomo in più? Potendo togliere un mediano che era in marcatura sulla seconda punta loro avevamo più libertà; i quinti di centrocampo potevano attaccare di più in ampiezza e Ilari aveva più libertà sulla trequarti. La partita conta per i tre punti, ma la squadra ha già dimostrato di potersela giocare con tutti e non sono sorpreso.

Comunque per me la testa è già alla prossima partita, che ancora una volta giocheremo con troppe assenze. Sono certo che ce la caveremo, perché questo è un gruppo straordinario, con ragazzi che non smettono mai di lavorare per migliorarsi. Non ho mai visto una squadra crescere così tanto in così poco tempo.

Oggi l’unica scelta diverse che si poteva fare era quella di giocare con Ilari mezzala e Di Massimo seconda punta, con Rocchi in panchina. Ma nel calcio serve sempre un giocatore offensivo in panchina, perché può aiutarti a cambiare la gara se sei in difficoltà. Così è stato.

Oggi abbiamo affrontato una squadra diversa dal solito, perché loro puntavano a coprire bene e pungere in contropiede. Così è stato: noi abbiamo concesso qualcosa di troppo, e in attacco – pur tenendo palla – abbiamo rischiato di non riuscire a ribaltarla. Sono situazioni che ci aiuteranno a crescere in futuro.

Francesco Rapisarda

La doppietta la condivido con la famiglia: mia moglie, mia figlia, i miei genitori e tutto il resto della famiglia. I gol sono sempre per loro. Fosse finita 1 a 1 poteva rimanere qualche rammarico, una vittoria così – sofferta fino al 90esimo – fa bene, anche perché nel primo tempo la gara è stata molto equilibrata. Dopo tanti momenti difficili ci siamo presi una soddisfazione.

Sul primo gol l’ho colpita un po’ con tutto, meno male che è entrata. Questa è la mia prima doppietta in carriera, ma di sempre. Sono stato fortunato, perché di solito sui calci d’angolo non vado mai a saltare. Ma oggi eravamo con l’uomo in più e ci ho provato. Il mister dice che debbo pagargli la cena? La pago molto volentieri, se porta bene continuiamo a fare scommesse.

Stiamo crescendo, ma la strada da fare è ancora tanta. Noi continuiamo a darci da fare con l’obiettivo di migliorare di settimana in settimana, poi vediamo cosa viene. A inizio anno c’è chi ci ha massacrato, ora non esaltiamoci troppo. La cosa più importante è una: prima viene sempre il gruppo, e poi viene il singolo.

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