La lettera della Curva Nord a Franco Fedeli: “Lei faccia il suo, noi facciamo il nostro”

Curva Nord Massimo Cioffi

La Curva Nord Massimo Cioffi ha inviato una lettera aperta al presidente della Sambenedettese, Franco Fedeli


Negli ultimi mesi, a San Benedetto la situazione non è stata delle migliori. Ai soliti ribaltoni tecnici – prima l’esonero dell’allenatore, poi quello del diesse –  si sono aggiunte anche nuove turbolenze societarie, che hanno portato alle dimissioni direttore generale, Andrea Gianni, e l’allontanamento dell’amministratore delegato Andrea Fedeli.

Mentre le voci di cessione continuano ad affastellarsi – nonostante le ripetute smentite – la squadra continua a navigare in zona retrocessione, dopo aver raccolto appena 8 punti in 10 partite (e una sola vittoria, contro l’Imolese). La tensione è esplosa dopo la partita contro il Pordenone, in cui il presidente Fedeli ha attaccato la squadra e la stampa locale, lamentando anche lo scarso supporto della tifoseria (allo stadio erano presenti 772 paganti, a cui si aggiungevano i 1529 abbonati).

Nella giornata di oggi, la Curva Nord ha deciso di prendere posizione pubblicamente, inviando una lettera aperta al presidente Franco Fedeli (che riportiamo integralmente).

La lettera della Curva Nord al presidente Fedeli

Caro Presidente,

avremmo preferito parlare e chiarirci di persona, ma purtroppo sono settimane che lei ci nega un incontro; per questo non possiamo far altro che scriverle apertamente, confidando in una risposta pubblica perché la tifoseria e tutta la città possano sapere quello che pensiamo noi e lei.

Una tifoseria e una città che aspettano risposte e soprattutto scuse per tutte le volte che lei ha mancato loro di rispetto. Come quando ha criticato la scarsa affluenza al Riviera, probabilmente dimenticandosi che questa piazza ha sottoscritto circa duemila abbonamenti, nonostante un precampionato mediocre, e detiene tutt’ora il quarto
posto per numero di spettatori nel girone, alle spalle di società che possono contare su un bacino d’utenza molto più ampio. O per tutte le volte che ha minacciato di andarsene o ancora per quando è arrivato ad “augurarci” la Serie D.

Mancate scuse e mancati ringraziamenti. Come quando, con il Cosenza, nonostante il passivo della sfida d’andata, 11mila persone sono venute allo stadio e, al termine di una gara vinta sugli spalti e persa malamente sul campo, invece di limitarsi a ringraziare i tifosi ha subito tirato in ballo questioni economiche sui costi del campionato,
promettendo di dimezzarli per l’anno seguente.

Errori di comunicazione probabilmente, che avremmo potuto anche accettare, così come gli errori tecnici (numerosi anche questi), se solo avesse avuto, almeno una volta, l’umiltà di assumersi la colpa delle scelte compiute e delle azioni dei collaboratori (spesso incompetenti e scelti per il solo fatto di accettare passivamente ogni sua decisione senza mai contraddirla) di cui si è circondato per sua decisione.

Invece ha preferito, di volta in volta, scaricare la colpa sugli ex-collaboratori, sui giornalisti e/o sulla tifoseria, dimostrando un carattere e un atteggiamento a dir poco infantile: un vero uomo, prima ancora che un vero presidente, nei momenti di difficoltà si assume le proprie responsabilità e si adopera per migliorare.

Le avremmo inoltre chiesto conto di questo continuo valzer di nomi e persone attorno alla società, fra esoneri, dimissioni ed esili volontari o meno, perché crediamo che sia impossibile gestire una società senza una figura di riferimento presente stabilmente a San Benedetto.

Non abbiamo la presunzione di insegnarle come si dirige una squadra di calcio: ognuno ha il suo compito, ma il nostro, da tifosi, è anche quello di vigilare e fermare immediatamente qualunque situazione riteniamo poco chiara. Abbiamo purtroppo alle spalle un passato societario travagliato e certe situazioni le conosciamo bene: se lei pensa di alimentare e sfruttare questo clima per avere la scusa per mollare, noi lo capiamo subito.

Sarebbero ancora molte gli argomenti di cui vorremmo parlare: del settore giovanile allo sbando, di come intende procedere per migliorare la situazione in classifica e, più in generale, di quali sono i suoi obiettivi per questa squadra e di come intende raggiungerli. Sta a lei decidere se affrontarli o continuare a parlare solo con conferenze stampa che hanno ormai raggiunto il limite del grottesco e sono divenute oggetto di scherno da parte di giornali satirici e che hanno portato questa società agli onori delle cronaca nazionali (purtroppo non per i risultati sportivi).

Noi, per parte nostra, continueremo sempre a fare il nostro dovere: sostenere questi colori e questa maglia. Per questo invitiamo tutta la tifoseria ad essere sempre più numerosa allo stadio, in casa come in trasferta, per sostenere i giocatori e raggiungere insieme la salvezza sul campo, al momento l’obiettivo più importante.

Lei faccia il suo.

CURVA NORD MASSIMO CIOFFI

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