Un punto sulla Samb dopo la partita di Ravenna

Ravenna-Samb 0-2

La Sambenedettese sta crescendo, ma si trova ancora all’inizio di un campionato lunghissimo. L’analisi tattica di Ravenna-Samb


Un anno fa, più o meno in questo periodo, la Sambenedettese tornava da Ravenna con due gol sul groppone, sprofondava all’ultimo posto e si apprestava a vivere il momento più complicato dal suo ritorno in Serie C. La dirigenza aveva preparato la stagione con l’obiettivo di arrivare nelle prime tre posizioni, un’illusione prolungata soltanto dai continui rinvii del campionato, che i rossoblu hanno iniziato solo a metà settembre, e a ottobre sembrava già bello che finito.

Questa estate la società ha evitato di esporsi, limitando la sua sete di grandeur con un grande nome per la panchina. L’arrivo di Montero ha entusiasmato l’ambiente e dato credibilità alla squadra, a dispetto di un’estate dimessa e lontano dai riflettori. Queste prime settimane hanno sorpreso un po’ tutti, per l’impostazione data alla squadra e per la naturalezza con cui il tecnico si è calato nella realtà rossoblu.

Dal canto suo, la piazza l’ha accolto con un misto di entusiasmo e diffidenza, esaltandosi per l’atteggiamento propositivo della squadra, con una punta di insofferenza per i tanti rischi corsi nelle prime partite.

La crescita difensiva della Samb

Nelle prime giornate si è parlato quasi esclusivamente della “fase difensiva” della Samb, un termine molto vago usato per indicare essenzialmente due problemi: gli errori in fase di uscita e le occasioni concesse in transizione. Dopo la partita di Pesaro molti avevano chiesto una squadra più coperta, ma Montero non ha fatto passi indietro, rimarcando che la crescita difensiva della squadra passava per un miglioramento della gestione del pallone.

La dimostrazione è arrivata nelle ultime settimane, con l’inserimento di Frediani sulla mezzala sinistra. Grazie a questa soluzione i rossoblu sono riusciti a migliorare il possesso, dando più varietà di gioco e soluzioni, e con esso sono cresciuti anche in fase difensiva. Escludendo la partita con l’Arzignano − in cui i rossoblu hanno preso gol al primo tiro in porta, e sono stati costretti a inseguire per tutta la partita − i rossoblu hanno dimostrato una migliore gestione, limitando sensibilmente i rischi.

La conferma arriva dai numeri: nelle prime quattro giornate i rossoblu avevano subito in media 9,25 tiri verso la porta, concedendo 1,11 expected goals a partita; contro Fermana e Modena hanno subito solo 5 e 3 tiri, concedendo 0,24 e 0,72 xG. A girare male sono stati gli episodi, quelli che hanno permesso alle due squadre di trovare il pareggio al primo vero affondo della loro partita.

La partita di Ravenna

Due pareggi del genere in quattro giorni potevano mettere in difficoltà molte squadre, ma Montero ha mantenuto la tranquillità, mantenendo un atteggiamento al solito positivo. Per la partita contro il Ravenna il tecnico ha deciso di confermare 10/11esimi della squadra, inserendo Volpicelli al posto di Orlando, infortunato. Dall’altra parte Foschi aveva scelte abbastanza obbligate, ma nonostante le assenze di Jidayi, Pellizzari, Papa e Martorelli ha mantenuto il 3-5-2, abbassando Purro a fare il terzo centrale a sinistra.

Ravenna-Samb 0-2

I rossoblu approcciano la gara con grande aggressività, nel tentativo di mettere pressione ad un Ravenna comprensibilmente in difficoltà. Tuttavia la squadra di Foschi reagisce bene, resistendo al pressing avversario e attaccando alle spalle della prima pressione rossoblu. Questo accade soprattutto sulle due fasce, dove i ravennati potevano contare su una superiorità strutturale data dai due laterali di centrocampo, che legando con le mezzali riuscivano a mettere in inferiorità numerica i due terzini.

L’idea di Montero era quella di recuperare palla più in alto, soffocando la costruzione avversaria e tenendo la linea difensiva alta e lontana dalla porta. Il gioco non funziona, per la maturità con cui il Ravenna gestisce la pressione e per alcuni errori di tempismo dei rossoblu, apparsi troppo frenetici.

La prima, grande occasione della partita arriva proprio su un’uscita troppo aggressiva della Sambenedettese, che si scopre a possesso ancora non consolidato e lascia Purro libero di ricevere sulla trequarti e servire in mezzo. Da quella palla arrivano il tiro di Lora e il tap-in di Selleri, fermati dalla parata di Santurro e dall’incredibile salvataggio di Miceli sulla linea.

Il doppio rischio convince la squadra di Montero a cambiare la struttura della pressione. I rossoblu continuano ad aggredire la costruzione avversaria con le due mezzali, ma i due esterni si abbassano sulla fascia, per tamponare eventuali verticalizzazioni verso l’esterno. Dopo un inizio un po’ caotico la Sambenedettese ritrova regolarità, prende controllo del possesso e inizia a mettere le mani sulla partita.

Gli strumenti per il controllo

Una volta che la Samb ha trovato il controllo della palla i ravennati hanno deciso di abbassarsi e fare densità a ridosso della propria area, per non dare spazi alle loro spalle e coprire il più possibile gli spazi sull’esterno. Il Ravenna portava la pressione solo nella propria metà campo, tenendo i due laterali molto bassi, con le mezzali pronte a dare raddoppio sull’esterno.

I rossoblu decidono quindi di lavorare ai fianchi del centrocampo, facendo risalire il pallone sulla fascia ed evitando il raddoppio della mezzala con continui cambi di gioco.

La palla avanza rapidamente su una fascia e viene girata dall’altra, Di Massimo riceve e può cercare l’uno contro uno

I rossoblu occupano l’ampiezza molto bene, cercando di mettere in situazione di due contro uno il laterale avversario con le discese di Rapisarda sulla destra e quelle di Frediani sulla sinistra. Dietro, per dare copertura preventiva sui due attaccanti, i rossoblu hanno usato la stessa soluzione della partita di Modena, stringendo il mezzo il terzino. Spesso e volentieri toccava a Gemignani, che in alcune fasi del possesso – in base alla posizione di Giovinco – si affiancava ai due centrali o Angiulli.

Ravenna-Samb

Rapisarda avanza sulla fascia, Gemignani stringe al centro quasi in posizione di mezzala; i rossoblu controllano i due attaccanti con quattro giocatori, e possono portarne altri quattro in area di rigore

Al 16esimo minuto i rossoblu segnano il gol che di fatto decide la gara, sfruttando un’ingenuità del Ravenna sulla loro rimessa. Cernigoi vince il duello con Ronchi e spizza la palla in direzione di Frediani, che con un solo tocco evita un avversario e lancia Di Massimo a campo aperto: palla a destra per Volpicelli, cross in mezzo per Rocchi e gol di Frediani sulla ribattuta.

Anche stavolta i duelli sono fondamentali: Cernigoi vince il duello con Ronchi, Volpicelli quello con Purro

Il vantaggio mette una seria ipoteca sulla partita. Nei minuti successivi il Ravenna prova a reagire, ma di fatto l’unica azione pericolosa arriva a fine primo tempo, quando un disimpegno sbagliato di Di Massimo serve il tiro di D’Eramo, respinto da Santurro. Ad inizio ripresa Foschi inserisce Grassini e Nocciolini, cambia modulo e passa al 4-3-3, ma il gol di Frediani a inizio ripresa − su un’altra ribattuta, stavolta da un tiro di Di Massimo − chiude ogni chance di riaprire la partita.

Dopo il 2 a 0 la partita si trascina in una scenario surreale, complice il calo (mentale, oltre che fisico) dei ravennati e l’atteggiamento gigioneggiante della Sambenedettese, indecisa se affondare il colpo o lasciare semplicemente scorrere la partita. Alla fine prevale la seconda opzione, e nel finale la Samb si permette il lusso di amministrare, un po’ come fece il Ravenna la scorsa stagione, ribaltando risultato e stati d’animo di quella partita.

Un passo alla volta

Il buon risultato ha calmato l’ambiente intorno alla squadra, ma non ha ancora spento del tutto le critiche. Parte dell’ambiente sambenedettese continua a non fidarsi completamente della squadra, rimproverata per l’atteggiamento troppo offensivo da una parte, e per lo scarsa capitalizzazione delle occasioni dall’altra. Detto così sembrerebbe quasi che l’ideale sarebbe difendersi di più, creare poche occasioni e realizzarle quasi tutte, un po’ come lo scorso anno; purtroppo l’ironia non è stata ancora colta.

Dal canto suo, il presidente sta mantenendo toni abbastanza concilianti (per le sue abitudini, s’intende), anche se ha già iniziando a fare la conta dei punti persi in classifica. La verità è che manca ancora tanto, e la Sambenedettese ha affrontato una sola delle otto squadre che (sulla carta) dovrebbero stare davanti a lei. Domenica ne arriva un’altra, e sarà interessante vedere come andrà a finire.

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