Samb-Rimini, serenità ritrovata (fino a un certo punto)

Samb-Rimini 2-0

I rossoblu sono tornati alla vittoria, ma gli strascichi delle ultime settimane hanno lasciato un po’ di nervosismo. L’analisi tattica di Samb-Rimini


La sfida tra Sambenedettese e Rimini metteva di fronte due squadre che nelle ultime settimane si erano sentite in qualche modo danneggiate dagli arbitri. I biancorossi arrivavano al Riviera con il non esaltante record di otto cartellini rossi e quattro rigori contro nel giro di dieci gare, mentre i rossoblu arrivavano alla sfida del Riviera con un ambiente in ebollizione, esasperato da polemiche arbitrali e ipotesi del complotto, rinfocolate dall’episodio finale della partita di Reggio Emilia.

Il momento no aveva influenzato anche la serenità della Sambenedettese, rimasta in silenzio dopo la partita di Reggio e intervenuta in settimana con il direttore generale Cinciripini, in una conferenza stampa nata per distendere gli animi e finita per innescare un’altra polemica evitabilissima. A fare da contraltare ci sono state le parole di Cioffi, che prima della gara si era augurato che l’intervento di Cinciripini, ex arbitro, non spingesse la terna a fare del Rimini una vittima sacrificale.

Le scelte di Montero e Cioffi

A conti fatti il più tranquillo era rimasto proprio Montero, a dispetto della sua fama e delle quattro sconfitte consecutive. Parte della serenità veniva dallo stato di forma della squadra, che era reduce da un’ottima prestazione in casa della Reggiana, e per la prima volta dopo un mese arrivava alla gara con quasi tutti gli effettivi. Oltre a Rocchi (ancora convalescente) le uniche assenze erano quelle di Miceli, squalificato, e Fusco, colpito da un virus. Il tecnico ha confermato il solito 4-3-3 con Santurro in porta, Biondi centrale di difesa e Orlando preferito a Di Massimo sulla fascia sinistra.

Dall’altra parte Cioffi aveva molti più grattacapi, complici le assenze di van Ransbeeck e Palma, che si aggiungevano al lungodegente Variola. Assenze a parte i biancorossi non hanno regalato molte sorprese, scegliendo il solito 3-5-2 con il ritorno di Cigliano a metà campo, Nava e Silvestro sulle fasce e l’inserimento di Picascia come terzo centrale a sinistra. Davanti la novità è stata Ventola, preferito a Zamparo in attacco.

Samb-Rimini

La squadra di Cioffi arrivava al Riviera con 12 punti in campionato, a +2 dall’ultimo posto del Fano, e doveva approfittare dell’occasione per muovere almeno di poco la classifica. Anche per questo motivo il tecnico ha deciso di optare per una strategia speculativa, nel tentativo di limitare gli spazi della Sambenedettese e allo stesso tempo ritagliarsi più spazio possibile per ripartire.

Il Rimini blocca la Sambenedettese

Sin dai primi minuti i riminesi hanno difeso con un blocco basso e compatto, nel tentativo di bloccare la trasmissione centrale e costringere i rossoblu a giocare sull’esterno. Il lavoro partiva dai due attaccanti, che schermavano la trasmissione verso Angiulli e cercavano di favorire il passaggio verso l’esterno; una volta che la palla arrivava al terzino si innescava la pressione dei biancorossi, che si orientavano a uomo pressando il terzino e marcando esterno e mezzala. I primi a dare i tempi erano il laterale e la mezzala, col mediano e il terzo di difesa in seconda battuta.

La fasei difensiva del Rimini: la mezzala, il quinto di fascia e il mediano (o il centrale) prendono a uomo i tre giocatori sulla catena laterale della Sambenedettese

Il piano gara dei riminesi era abbastanza elementare, ma è bastato a inceppare la Sambenedettese, che nel corso del primo tempo è stata molto opaca. La squadra di casa ha avuto il controllo del possesso, ha tenuto alta la squadra e tenuto gli avversari lontani dalla propria porta, ma è mancata di qualità nella gestione del pallone. Il contesto della gara avrebbe richiesto più movimento tra le linee, e scelte più coraggiose, ma per larghi tratti i rossoblu si sono accontentati di passare per le catene laterali, con la squadra spesso appiattita in attacco e poche soluzioni alternative al cross.

Samb-Rimini

Candido e Silvestro pressano Rapisarda, schermando Gelonese e Volpicelli (su cui sono pronti anche i raddoppi di Montanari e Picascia); la Sambendettese ha sei giocatori oltre la linea della palla, ma nessuna soluzione “pulita” 

Nel corso del primo tempo i rossoblu provano a cercare alternative, in particolare con gli spostamenti di Volpicelli al centro, ma per quasi tutta la prima frazione gli unici spunti della Sambenedettese arrivano dai cross cercati in direzione di Cernigoi, spesso isolato. Le migliori occasione del primo tempo arrivano solo nel finale, con due belle iniziative di Rapisarda, che manda al tiro prima Gelonese e poi Cernigoi, fermati da due super interventi di Scotti.

Il secondo tempo dei rossoblu

Dopo l’intervallo la squadra di Montero entra in campo con un atteggiamento più aggressivo, spingendo ancora più indietro il Rimini, che dal canto suo ha buon gioco ad abbassarsi fino alle porte della propria area, difendere compatto e ripartire. Il secondo tempo si apre con una grandissima occasione per la Samb (punizione di Frediani per Rapisarda, che sfiora il palo), ma col passare dei minuti sembra avere la meglio il blocco dei riminesi, che coprono abbastanza bene e in un paio di occasioni riescono anche ad arrivare dalle parti di Santurro.

Intorno all’ora di gioco Di Massimo prende il posto di Orlando e la Samb inizia a sbilanciarsi ancora più in avanti, spingendo i due esterni dentro al campo, alzando le mezzali fino all’area di rigore e coinvolgendo nella fase offensiva entrambi i terzini. I rossoblu iniziano a giocarsi la partita duello su duello, in attesa dell’occasione giusta.

Samb-Rimini

Il canovaccio del secondo tempo: i terzini salgono, gli esterni entrano dentro al campo e le mezzali restano alte al fianco di Cernigoi

La Samb si sblocca e chiude

Le occasioni stentano ad arrivare, ma alla fine ha la meglio la volitività dei rossoblu, che al 70esimo − poco dopo il gol annullato a Di Pasquale, che sembrava l’incipit dell’ennesima, stucchevole settimana di polemiche − i rossoblu riescono a trovare il vantaggio con Di Massimo, che approfitta del buco di Scappi per trasformare il cross di Volpicelli nella rete dell’uno a zero.

Dopo il vantaggio i rossoblu iniziano a sciogliersi, e approfittano del nuovo contesto della gara − col Rimini più intraprendente, e qualche spazio in più da sfruttare − per cercare il gol che metta in sicurezza la partita. Nel giro di cinque minuti i rossoblu sfiorano il raddoppio con Cernigoi, Frediani e Di Pasquale, e all’81esimo minuto trovano un altro piccolo vantaggio grazie all’espulsione di Cigliano, che lascia per l’ennesima volta in dieci i biancorossi.

Nei minuti successivi il Rimini prova a risistemarsi con a difesa a quattro, ma al primo affondo utile Frediani sbuca tra le linee, taglia verso il centro del campo e spiazza Scotti segnando il 2 a 0 che chiude definitivamente la partita.

Cosa non è andato?

Il ritorno alla vittoria ha fatto tirare ai rossoblu un grosso sospiro di sollievo, ma la serenità è durata solo fino all’inizio della conferenza stampa, dato che alle solite recriminazioni del presidente Fedeli − infuriatosi contro le ripetitive (ma lecite) domande dei giornalisti sul mercato − si sono aggiunti anche gli ammonimenti di Montero, per nulla soddisfatto della prestazione.

I rossoblu hanno messo da parte una vittoria importante, per la classifica e il momento della stagione, ma hanno interpretato con troppa leggerezza la gara, affidandosi troppo alla loro superiorità tecnica, e accontentandosi di un controllo sterile per buona parte della partita. Le parole di Montero nel post gara hanno sorpreso molti, ma sono coerenti con le ambizioni e l’onestà del tecnico uruguaiano, confermatosi al riparo da ogni tipo di giustificazione, anche quella del risultato.

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