La Rifinitura: Sambenedettese-Mestre

Samb-Mestre

L’analisi, i momenti e le prospettive alla vigilia di Samb-Mestre


L’ultima partita del Mestre è stata in trasferta contro la Triestina, due settimane fa, ed è probabile che i 3 mila tifosi presenti al Nereo Rocco (i più attenti, almeno) abbiano avuto un déjà vu. Nonostante alcuni giocatori diversi, e la categoria differente, la squadra messa in campo da Zironelli non era molto dissimile da quella dell’anno precedente, quando gli arancioneri batterono 4-3 gli alabardati mettendo al sicuro la vittoria del campionato di Serie D. Stesso gioco e stessi meccanismi, ad un livello (e una categoria) superiore. Il segreto del Mestre sta tutto qui.

Un percorso coerente

Due anni fa l’arrivo di Mauro Zironelli al Mestre ha dato il via ad un progetto giovane e ambizioso, capace di lanciare le storie di entrambi. Gli arancioneri venivano dall’ottavo posto dell’anno precedente, Zironelli aveva appena raggiunto il secondo secondo posto con l’Altovicentino, dietro il Padova prima e il Parma poi; alla fine della loro prima stagione insieme arriva la vittoria del campionato, davanti alla grande favorita Triestina.

In estate il Mestre ha deciso di cambiare il meno possibile, mantenendo il blocco dello scorso anno, a cui sono stati aggiunti pochi giocatori, coerenti col percorso tecnico. Una scelta coraggiosa che sta pagando: nonostante qualche comprensibile passaggio a vuoto gli arancioneri hanno giocato un girone di andata di ottimo livello, meritandosi un posto nella zona medio alta della classifica.

L’impostazione tattica

Nell’ultimo anno e mezzo il Mestre ha mantenuto principi di gioco molto solidi, basati sul gioco di posizione; la squadra di Zironelli controlla il possesso e le zone strategiche del campo per manipolare la struttura avversaria, attirare gli avversari e liberare spazi alle spalle della linea avversaria. Gli arancioneri partono da un 3-5-2 abbastanza classico, ma in fase di possesso non è raro vedere scambi di posizione e rotazioni, come l’avanzamento dei centrali in supporto alla manovra o gli spostamenti sull’esterno delle mezzali.

La mezzala Beccaro scende sulla sinistra, alle spalle della difesa, controlla e mette dentro per il gol

I caratteri di gioco sono sempre gli stessi, a partire dalle posizioni: la squadra fa partire l’azione con tre giocatori, ne tiene due molto larghi sulle fasce e almeno tre in posizione centrale, in modo da occupare omogeneamente la linea offensiva. La squadra cerca il più possibile di sfruttare il centro, liberando le mezzali o gli attaccanti alle spalle della linea di pressione; quando non ci sono spazi la squadra oscilla il possesso da un lato all’altro, cercando di attirare la pressione per attaccare il lato debole.

La squadra occupa il campo in ampiezza, permettendo gli uno contro uno in posizione centrale

In questo è importantissimo il ruolo dei centrocampisti, chiamati a cucire gli spazi e (soprattutto) gestire i ritmi della partita, rallentando il gioco quando c’è bisogno di riposizionarsi, e velocizzandolo quando si aprono spazi. Il possesso non è fine a se stesso, ma uno strumento per costruire spazi. Non a caso gli arancione ti non rinunciano a cercare verticalizzazioni rapide e scambi veloci, provando sempre a pescare i giocatori tra le linee.

Difendere in avanti

L’atteggiamento è proattivo anche in fase di non possesso, durante il quale il Mestre cerca spesso il recupero alto della palla tramite il pressing offensivo. Questo parte sempre dai due attaccanti, seguiti dai centrocampisti centrali, anche a costo di lasciare i centrali in situazione di uno contro uno.

Il Mestre pressa alto la difesa avversaria

Nelle fasi di difesa posizionale la squadra si dispone con un 5-3-2 molto coperto centralmente, con gli attaccanti in pressione sulla palla e i tre centrocampisti stretti davanti alla difesa, con le mezzali pronte a sganciarsi nel caso serva il raddoppio a uno dei due esterni.

La squadra non è mai completamente passiva, e sempre molto attenta nell’accorciare in zona palla. Nonostante il calo degli ultimi mesi il Mestre ha mantenuto un buon rendimento difensivo, con 22 gol subiti (settima miglior difesa). Paradossalmente (per una squadra che gioca così proiettata all’attacco) i problemi sono in zona offensiva.

Quest’anno il Mestre si è trovato contro difese molto bloccate e generalmente più preparate, aumentando il peso strategico dei duelli in zona offensiva. Una situazione in cui si sarebbe dovuto sentire il peso di Neto Pereira e Sodinha, due scommesse parzialmente fallite. Nel calciomercato invernale gli arancioneri si sono assicurati Martignago, un giocatore più pronto e più affidabile nella categoria. Finora ha giocato solo 20 minuti, abbastanza per segnare il suo primo gol con la nuova maglia.

Verso Samb-Mestre

Dopo le partite con Padova e Reggiana i rossoblu si trovano di fronte una sfida forse più semplice, ma tutt’altro che scontata. Contro la squadra di Zironelli i rossoblu dovranno trovare il giusto mezzo tra speculazione e controllo, evitando che la partita finisce nelle mani (e nei piedi) degli arancioneri.

Nella partita di andata la squadra di Moriero subì per gran parte della partita, risolvendo la gara grazie a due palloni rubati ai mestrini in fase di uscita. Per la sfida del Riviera cambieranno le prospettive, complice l’atteggiamento mostrato da Capuano negli ultimi mesi e (soprattutto) il bisogno dei rossoblu di tornare alla vittoria. Probabilmente vedremo un’impostazione simile a quella vista con la Reggiana, con la Samb molto aggressiva per annullare sul nascere la fase di possesso avversaria, e colpirla a campo aperto.


Clicca qui per leggere la conferenza di Capuano alla vigilia

No comments
Please Login to comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Subscribe  
Notificami