La Rifinitura: Sambenedettese-Mestre

Samb-Mestre

L’analisi, i momenti e le prospettive alla vigilia di Samb-Mestre


L’ultima partita del Mestre è stata in trasferta contro la Triestina, due settimane fa, ed è probabile che i 3 mila tifosi presenti al Nereo Rocco (i più attenti, almeno) abbiano avuto un déjà vu. Nonostante alcuni giocatori diversi, e la categoria differente, la squadra messa in campo da Zironelli non era molto dissimile da quella dell’anno precedente, quando gli arancioneri batterono 4-3 gli alabardati mettendo al sicuro la vittoria del campionato di Serie D. Stesso gioco e stessi meccanismi, ad un livello (e una categoria) superiore. Il segreto del Mestre sta tutto qui.

Un percorso coerente

Due anni fa l’arrivo di Mauro Zironelli al Mestre ha dato il via ad un progetto (tecnico e societario) giovane e ambizioso, capace di lanciare le storie di entrambi. Gli arancioneri venivano dall’ottavo posto dell’anno precedente, Zironelli aveva appena raggiunto il secondo secondo posto con l’Altovicentino (dietro Padova e Parma): a fine aprile arriverà la vittoria del campionato, davanti alla favorita Triestina.

In estate il Mestre ha deciso di cambiare il meno possibile, mantenendo il blocco dello scorso anno. Alla squadra sono stati aggiunti pochi giocatori, coerenti col percorso tecnico, rimasto invariato nonostante il cambio di categoria (e obiettivi). Una scelta coraggiosa, che sta pagando: nonostante qualche (comprensibile) passaggio a vuoto gli arancioneri hanno giocato un girone di andata di ottimo livello, e ora sono in piena zona playoff.

L’impostazione tattica

Nell’ultimo anno e mezzo il Mestre ha mantenuto principi di gioco molto solidi, adattati all’avversario e ai momenti della partita. La squadra applica i principi del gioco di posizione, utilizzando il controllo del possesso e del campo per liberare spazi alle spalle nelle zone nevralgiche del campo. In questa stagione la squadra ha alternato 3-5-2 e 3-4-3, indifferentemente: l’ago della bilancia è Beccaro, che spesso si alterna tra esterno e mezzala (anche a partita in corso).

Beccaro scende sulla sinistra, controlla e mette dentro per il gol

I caratteri di gioco sono sempre coerenti, a prescindere dall’assetto: la squadra cerca il possesso palla a terra sin dalla difesa, coi tre centrali che si prendono molte responsabilità, anche in conduzione. La squadra cerca sempre di sfruttare il centro, liberando le mezzali o i trequarti alle spalle della linea di pressione; quando non ci sono spazi la squadra oscilla i possesso tra una fascia e l’altra, cercando di attirare la pressione per liberare il cambio di gioco sulla fascia opposta.

Davanti gli arancioneri cercano di avere sempre quattro-cinque giocatori sulla linea offensiva, con due giocatori sulle fasce e tre giocatori stretti al centro, pronti ad alternare movimenti a venire incontro o in profondità. Un assetto, questo, che permette di creare situazioni di superiorità numerica al limite dell’area, dove i mestrini possono tentare l’imbucata.

La squadra occupa il campo in ampiezza, permettendo gli uno contro uno in posizione centrale

In questo è importantissimo il ruolo dei centrocampisti, chiamati a cucire gli spazi e (soprattutto) gestire i ritmi della partita, rallentando il gioco quando c’è bisogno di riposizionarsi, e velocizzandolo quando si aprono spazi per far male. Pur prediligendo il possesso gli arancioneri non rinunciano a giocare in verticale, quando ce n’è la possibilità.

Il Mestre non controlla il possesso aprioristicamente, anzi; spesso la squadra cerca di creare spazi con verticalizzazioni rapide e scambi veloci, accelerando la fase di costruzione o cercando di sfruttare al massimo le transizioni offensive. I due esterni sono sempre molto aggressivi, permettendo alla squadra di trovare appoggio o cambiare fronte facilmente.

Difendere in avanti

In fase di non possesso il Mestre non rinuncia a mentenere un atteggiamento attivo, impostando un pressing alto orientato sul pallone. I giocatori offensivi cercano di disturbare il primo possesso sin dalle prime battute, mentre centrocampisti ed esterni (alle loro spalle) seguono la marcatura, approfittando della copertura data dai tre centrali.

Il Mestre pressa alto la difesa avversaria

Nelle fasi di non possesso più prolungate la squadra si riposiziona con un 5-3-2 molto coperto centralmente, con gli attaccanti in pressione sul marcatore, e i tre centrocampisti stretti davanti alla difesa, pronte a sganciarsi nel caso serva il raddoppio a uno dei due esterni.

La squadra non è mai completamente passiva, e sempre molto attenta nell’accorciare in zona palla. Nonostante il calo degli ultimi mesi il Mestre ha mantenuto un buon rendimento difensivo, con 22 gol subiti (settima miglior difesa). Paradossalmente (per una squadra che gioca così proiettata all’attacco) i problemi sono in zona offensiva.

Quest’anno il Mestre si è trovato contro difese molto bloccate e generalmente più preparate, aumentando il peso strategico dei duelli in zona offensiva. Una situazione in cui si sarebbe dovuto sentire il peso di Neto Pereira e Sodinha, due scommesse parzialmente fallite. Nel calciomercato invernale gli arancioneri si sono assicurati Martignago, un giocatore più pronto (e più affidabile) per accrescere le risorse offensive. Finora il giocatore ha giocato solo 20 minuti, abbastanza per segnare il suo primo gol.

Verso Samb-Mestre

Dopo le partite con Padova e Reggiana i rossoblu si trovano di fronte una sfida forse più semplice, ma tutt’altro che scontata. Contro la squadra di Zironelli i rossoblu dovranno trovare il giusto mezzo tra speculazione e controllo, evitando che la partita finisce nelle mani (e nei piedi) degli arancioneri.

Nella partita di andata la squadra di Moriero subì per gran parte della partita, risolvendo la gara grazie a due palloni rubati ai mestrini in fase di uscita. Per la sfida del Riviera cambieranno le prospettive, complice l’atteggiamento mostrato da Capuano negli ultimi mesi e (soprattutto) il bisogno dei rossoblu di tornare alla vittoria. Probabilmente vedremo un’impostazione simile a quella vista con la Reggiana, con la Samb molto aggressiva per annullare sul nascere la fase di possesso avversaria, e colpirla a campo aperto.


Clicca qui per leggere la conferenza di Capuano alla vigilia

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