Vernecchie rossoblu: 23^ puntata (Samb-Mestre)

Samb-Mestre

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Puntata post Samb-Mestre


“Quello che provi tu non è una novità. Questo paese è duro con la gente. Non puoi fermare quello che sta arrivando. Non dipende tutto da te. È semplice vanità”

Prima e durante la partita col Mestre Capuano le ha provate tutte, sbattendo di fronte alla consapevolezza che quando gira male non c’è rimedio che tenga. Con appena 3 punti nelle ultime cinque, le critiche della società e i fischi dei tifosi, lo spettro dell’esonero si avvicina con la stessa, tetra, inesorabilità di Anton Chigurh. Il mister riuscirà a scamparla?

Michele Palmiero: Caro Angelo, in passato abbiamo spesso usato la metafora delle montagne russe per descrivere l’andamento umorale della Samb. In questo momento stiamo scendendo a picco con una carrozza ribaltata e le cinture di sicurezza che non ispirano molta fiducia. La domanda è sempre la stessa: come siamo arrivati a questo punto?

Angelo A Pisani: L’ho scritto ieri: questa sconfitta non nasce dalla gara in sé, quanto dalla situazione psicologica e ambientale che l’ha preceduta. Sin dalla gara di Salò la squadra si è trovata in mezzo al fuoco incrociato tra tifosi, dirigenza, allenatore e proprietà, una situazione che non fa altro che aggravarsi col calo di risultati. Il presidente, che poi lamenta i titoli in locandina, ha aperto per la seconda volta alla cessione della società, Capuano sembra sempre più nervoso ed emarginato. Se aggiungi la sfortuna delle ultime gare, hai il quadro completo.

Comunque non si segna quasi più. La Curva ha già in mente una soluzione

Michele: Le prestazioni contro Padova e Reggiana avevano convinto stampa e tifosi, nonostante il rinvio alla vittoria, ma che qualcosa mancava si sentiva. La voglia matta dei 3 punti ha finito per caricare ancora di più una sfida già di per sé complicata, specie considerando che affrontavamo una delle squadre più ostiche del girone.

Angelo A: A San Benedetto ci si scorda che ci sono anche gli avversari, e a volte sono loro a vincerla e non noi a perderla. Nelle ultime gare abbiamo affrontato la dominatrice del girone, la squadra più in forma del campionato e una di quelle che giocano meglio a calcio. Il Mestre non ha una squadra di vertice, ma il gioco sì.

Michele: Alla vigilia della gara sapevamo che si sarebbe sfidate due squadre estremamente organizzate, e così è stato. Un sfida del genere si decide solo grazie ad episodi e giocate individuali, e tanto è stato. Ciò che mi ha sorpreso in negativo è stata la reazione nel secondo tempo: sembravamo una squadra in zona retrocessione aggrappata al lancio lungo per trovare il punticino. Questo a riprova della poca serenità della squadra, che in campo si sente.

Angelo A: Poca serenità della squadra e anche del mister, stavolta. Nelle partite passate Capuano aveva sempre letto bene la gara, e infatti gli scarsi risultati sono arrivati su episodi; venerdì ha cambiato troppo e troppo in fretta, rinunciando a giocare per cercare il gol nel modo più semplice e rapido possibile. Una scelta che si può capire (considerando il momento), ma una scelta sbagliata. Zironelli è rimasto fedele a se stesso e l’ha vinta.

Samb-Mestre Zironelli

Michele: Nel Corriere Adriatico è stato fatto un confronto tra la media punti di Moriero e quella di Capuano, che ad oggi – dopo gli ultimi risultati – è addirittura più bassa. Il dato lascia il tempo che trova, anche perché non mostra i passi avanti fatti sotto la gestione Capuano, però un po’ di pressione la mette.

Angelo A: Per me questo discorso non esiste. Andare a Salò con mezza squadra fuori, o giocare contro il Padova all’Euganeo non è lo stesso che affrontarle in casa, così come la Reggiana di inizio anno (da retrocessione) non è la stessa on fire arrivata la settimana scorsa. Ogni partita ha una sua storia: per spessore degli avversari, momenti e prestazioni probabilmente valgono più i punti fatti nelle ultime settimane che quelli di inizio anno.

Michele: Sono d’accordo, però questo ragionamento non tiene conto delle sensazioni del momento. Ad oggi mi sembra che proprietà e allenatore vivano una frattura piuttosto netta: sia Franco che Andrea Fedeli non sono andati leggeri, con l’allenatore, e lo stesso Capuano non ha mai nascosto i suoi malumori. A fine stagione penso che si separeranno le strade, ma un esonero a campionato in corso mi pare assurdo.

Angelo A: È assurdo, però è una possibilità concreta. Al momento i rapporti sembrano irrecuperabili, e non è una sorpresa. Non sono tanti gli allenatori che accettano di essere criticati tutte le settimane (specie quando ritengono di avere ragione), e dal canto suo la società sembra tutt’altro che conciliante. Tutto a mezzo stampa. Praticamente è una guerra civile.

Durim Ramadani ci ricorda i bei tempi, quando tutti erano amici di tutti

Michele: Si tratta di uno dei rischi che avevamo messo in preventivo quando è stato scelto Capuano: parliamo di un ottimo allenatore per la serie C, instancabile lavoratore, ma portato per carattere ad accentrare su di sé attenzioni e decisioni. Un allenatore del genere, una volta scelto, va tutelato e messo nelle condizioni migliori per lavorare.

Angelo A: Capuano sta facendo un grande lavoro, se qualcuno la pensa diversamente gli consiglio di vedere come giocava la squadra a inizio anno. Non capisco l’atteggiamento della società, che prima rifiuta le critiche e poi critica le sue stesse scelte, allenatore in primis. È evidente che ci sia uno scollamento in società, il presidente non riconosce più l’allenatore come “suo”. E quanto può durare?

Michele: Non credo esista una risposta: dipenderà tantissimo dai risultati, ma anche dalla gestione quotidiana delle dichiarazioni e degli umori di società e giocatori. Comunque, per non farci mancare nulla, a fine gara Alessio Di Massimo ha litigato coi tifosi in tribuna. Poi è arrivato il comunicato di scuse, nonostante il silenzio stampa. I tifosi non sembrano molto convinti, e li capisco. Io avrei preferito una discussione faccia a faccia.

Angelo A: L’antipatia dei tifosi verso Di Massimo è un sentimento coltivato nei mesi e negli anni, è difficile spegnere tutto con un comunicato. Il fatto che sia arrivato in silenzio stampa non fa che rinforzare l’immagine da “pupillo del presidente”, un’etichetta che Di Massimo si porta avanti come un anatema dal giorno del suo arrivo. Io avrei approfittato del silenzio stampa, che tanto qualcuno che ti critica c’è sempre. Guarda, quasi quasi faccio silenzio stampa anch’io. Chiudiamola qua.


La copertina di Madou è ispirata alla copertina di “Non è un paese per vecchi, film di Joel ed Ethan Coen. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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