Samb-Vicenza: tante scelte, tante soluzioni

Samb-Vicenza

Dopo un primo tempo bloccato, i rossoblu trovano la chiave per la partita. L’analisi tattica di Samb-Vicenza


“Non ho cambiato l’attacco, ho cambiato l’assetto della squadra”

Nel calcio la spinta alla semplificazione è sempre molto seducente, specie in partite come quella di ieri. La sfida al Vicenza è stata decisa dai tre subentranti (il gol di Miracoli, il raddoppio sull’asse Esposito-Di Massimo), ma ridurre la gara alla loro prestazione sarebbe sbagliato. Samb-Vicenza ha avuto tanti fattori, e per molti versi la vittoria si nascondeva già nelle pieghe del (tanto bistrattato) primo tempo.

L’assetto del Vicenza, e scelte di Capuano

Per la partita del Riviera Zanini ha confermato il 4-3-1-2 delle ultime giornate, con De Giorgio alle spalle di Comi e Ferrari. Un modulo molto fluido, che cambiava aspetto a seconda della situazione di gioco. In alcune fasi di possesso De Giorgio si affiancava ai due attaccanti formando un tre contro tre coi difensori rossoblu, a sinistra il terzino Giraudo alzava la sua posizione fino alla linea offensiva, con Malomo (terzino destro) meno aggressivo.

Per sfruttare questo squilibrio a proprio favore Capuano ha chiesto alla squadra di spostare il gioco sulla destra, cercando di approfittare degli spazi alle spalle del terzino. Da qui la scelta di Valente (bravo nell’uno contro uno e in transizione) sulla destra, e l’inserimento di Bacinovic in mediana.

Sin dalle prime battute i sambenedettesi sono stati molto aggressivi sulla fascia destra, con Mattia pronto ad uscire i pressione fino a metà campo, con Valente e Stanco a coprire i passaggi verso il centro. Dall’altra parte Bellomo e Tomi davano equilibrio alla squadra, col primo che si abbassava quasi in posizione di intermedio e il secondo da terzino puro. Questo permetteva ai sambenedettesi di ovviare alle due situazioni di inferiorità numerica, il 3 contro 2 a centrocampo e 3 contro 3 in difesa.

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La fase di non possesso dei rossoblu: Mattia pressa alto, insieme ai due attaccanti, Bellomo accorcia a centrocampo e Tomi compone la linea a quattro dietro. Il Vicenza perde la superiorità numerica 

Una volta recuperata palla Valente doveva subito attaccare sull’esterno, mentre a Bacinovic stava il compito di raccogliere i palloni sporchi e riciclarli cambiando gioco verso le due fasce.

Il blocco sulla destra

L’atteggiamento molto accorto del Vicenza – che spesso è passata a destra, lasciando basso Giraudo – ha tolto la superiorità strategica ai rossoblu, costringendo Bacinovic a giocare soprattutto sulla sinistra, verso Tomi. L’esterno ha messo in mezzo diversi palloni per Stanco, pur concedendo qualcosa in fase difensiva.

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La Samb cerca superiorità sulla destra, ma la buona copertura dei vicentini convince Bacinovic a giocare il cambio gioco per Tomi

Nel primo tempo il grosso delle occasioni si svolge proprio sulla fascia sinistra: il Vicenza si fa vedere con due cross pericolosi di Tassi e De Giorgio, la Samb sfiora la rete con l’assist di Tomi per Stanco (anticipato).

Nonostante la mole di gioco sulla zona mancina, le migliori occasioni dei sambenedettesi arrivano tutte dalla destra. La chiave è sempre Valente: al 19esimo, su un anticipo di Miceli, l’esterno manda Stanco a tu per tu con Valentini (che esce bene); pochi minuti dopo, su una sponda di Stanco, l’attaccante va direttamente al tiro, mandando alto.

Miceli, Valente, Stanco: la Samb va subito in verticale alle spalle del terzino

I cambi della ripresa

Nel secondo tempo Capuano decide di invertire la posizione dei due esterni, con Valente a sinistra e Bellomo stretto vicino alla punta. L’intenzione era quella di accumulare il gioco sulla fascia sinistra, così da isolare Mattia nell’uno contro uno con Giraudo.

La mossa dà subito i suoi frutti: al 48esimo Mattia si libera sulla destra, riceve un appoggio di Gelonese e mette dentro per Stanco, che finalmente arriva al tiro. Nei minuti successivi Capuano decide di spingere forte in avanti, cambiando tutti i giocatori offensivi. Dopo Esposito (per Bellomo, al 56esimo) il tecnico rossoblu inserisce anche Miracoli e Di Massimo, aumentando freschezza e pericolosità negli ultimi 30 metri.

La scelta dà i suoi frutti: i sambenedettesi riescono a tenere ancora più pressione sugli avversari, e al 66esimo – sugli sviluppi di un cross di Tomi, dalla sinistra – i rossoblu riescono a liberare Mattia nell’uno contro uno sulla fascia opposta, nell’azione che porta al rigore.

Sopra di un gol i rossoblu iniziano ad amministrare, sfruttando gli spazi lasciati dal Vicenza. Dopo lo svantaggio Zanini inserisce Bianchi e Giacomelli, passando a un 4-4-2 molto più sbilanciato in avanti, con Giacomelli e De Giorgio sulle fasce. In fase di possesso i due esterni giocano in linea con le due punte, coi terzini molto alti e i mediani a raccogliere le eventuali seconde palle. Ai due centrali viene lasciato il compito di cercare la linea offensiva, lanciando lungo per superare la prima pressione.

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L’assetto offensivo del Vicenza. I due esterni del 4-4-2 giocano in linea con gli attaccanti, con i mediani a supporto. Milesi cerca il lancio in avanti

La mossa ha l’effetto di alzare i ritmi della partita, ma finisce per avvantaggiare i rossoblu – solidi sui palloni alti, e bravi a ripartire.

Per sfruttare al meglio le transizioni i padroni di casa svuotano spesso il centro, con Miracoli largo a sinistra (vicino a Di Massimo) e tanta libertà in mezzo per Esposito. Dopo aver mandato al tiro Gelonese e aver provato l’azione personale, il fantasista molisano fa l’assist decisivo per il due a zero, nato proprio da uno scambio sulla sinistra.

In conferenza Di Massimo ha detto “Quando Esposito ha palla attacco sempre la profondità, so già che mi mette in porta”. Come dargli torto?

Il raddoppio chiude, di fatto, la partita. Nel finale i vicentini accorciano le distanze col gol di Ferrari, su un cross di De Giorgio, ma la partita – salvo qualche tentativo da fuori – non è mai in discussione, e viene chiusa senza grandi problemi.

L’importanza delle scelte

La vittoria dei rossoblu – seconda consecutiva in casa, terza in quattro gare – chiude definitivamente la crisi di inizio anno, iniziata con la sconfitta di Salò. Una partita persa (anche) per le poche opzioni di gioco a disposizione di Capuano, mentre ieri si è vinto proprio per l’elasticità garantita dai tanti ricambi in rosa.

A ennesima riprova di una squadra che dopo le difficoltà si è ritrovata più forte, più completa e più matura. Insomma, la primavera – a dispetto del meteo, del campo, del freddo – sembra già arrivata. Vediamo dove ci porterà.

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