La mini-rivoluzione invernale del Pordenone

Pordenone calcio

Dal centrocampo in su il Pordenone ha cambiato tanto per cercare di invertire la rotta


“Fuori l’orgoglio. Il gruppo che abbiamo messo insieme anche quest’anno è buono, ma ha reso notevolmente al di sotto delle aspettative. È ora che tutti si rimettano in riga e si rendano conto che con tre risultati positivi negli ultimi 270′ possono ancora salvare la stagione. Se lo capiscono, il Pordenone potrà ancora essere protagonista anche nei playoff come nelle ultime due annate. Altrimenti trarremo le nostre conclusioni a giugno”. Nelle dichiarazioni del prepartita con il Vicenza del presidente del Pordenone, Mauro Lovisa, si legge tutta l’amarezza per una stagione iniziata con grandi ambizioni ma rovinata dalla mancanza di continuità della squadra.

A inizio stagione in pochi avrebbero pronosticato che il Pordenone, a tre giornate dal termine, sarebbe stato in lotta per restare in zona playoff: dopo la delusione della scorsa stagione,l’ingiusta eliminazione nella fasi finali ad opera del Parma e l’addio del vate Tedino, i ramarri erano ripartiti con tutte le intenzioni di continuare a lottare nei primi posti della classifica. Non sono bastati un mercato sontuoso e l’ottima figura in Coppa Italia per volgere in positivo la stagione dei neroverdi: la mancanza di continuità dei risultati ha portato all’addio con Leonardo Colucci, sostituito da Fabio Rossitto.

Un gennaio d’attacco

Nel mercato invernale il Pordenone si è mosso seguendo due linee guida: confermare la difesa che tanto bene aveva fatto con Colucci e dare nuova linfa dal centrocampo in su. I ramarri si sono liberati di ben tre centrocampisti centrali – Matteo Beruatto, Dejan Danza e l’ex Samb Luca Lulli – oltre agli esterni offensivi Riccardo Martignago, finito al Mestre, e Sainz-Maza, trasferitosi nel girone A con la maglia del Pisa. Nel ruolo di secondo portiere, invece, Stefano Mazzini ha preso il posto di Kristaps Zommers, accostato a più riprese alla Sambenedettese prima dell’arrivo di Perina.

A centrocampo i neroverdi si sono assicurati giocatori di grande qualità Cristian Caccetta e Roberto Zammarini. Il primo è un mediano d’esperienza, reduce da 6 mesi negativi al Catania dopo un’ottima esperienza tra le fila del Cosenza. Il secondo, invece, è stato uno dei giovani più interessanti della scorsa stagione: dopo essersi messo in mostra con la maglia del Mantova, Zammarini ha tentato il salto in B con il Pisa ma i continui ribaltoni del club toscano ne hanno compromesso la crescita.

È in attacco, però, che il Pordenone ha messo a segno i colpi più interessanti. Nello scambio con Sainz-Maza è rientrato il duttile trequartista Francesco Bombagi. Il fantasista classe 1989 ha sempre alternato giocate sopraffine a prestazioni deludenti e in neroverde cercherà quella continuità che non gli ha ancora permesso l’approdo nelle categorie che contano. Dalla Salernitana, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto, ecco Emanuele Cicerelli, esterno offensivo esploso con la Paganese ma mai impiegato in Serie B.

Il colpo Nocciolini 

La ciliegina sulla torta del mercato dei friulani è stato senza dubbio Manuel Nocciolini, attaccante protagonista della promozione del Parma ma chiuso in B dalla folta concorrenza interna alla rosa dei ducali. Questo nome è ben noto all’ambiente rossoblu, in quanto l’ex Forlì è stato per settimane l’obiettivo principale della Sambenedettese nel mercato invernale e fonte di discordia all’interno della società rossoblu.

Manuel Nocciolini

Mister Capuano e il diesse Panfili hanno corteggiato a lungo Nocciolini fino a raggiungere l’accordo con il procuratore del giocatore; i due, però, non avevano fatto i conti con l’amministratore delegato Andrea Fedeli, inviperito dalla condotta di Capuano e Panfili e fortemente polemico nei loro confronti. Per scelta della proprietà, dunque, la Samb abbandona la pista Nocciolini e lascia campo libero al Pordenone. Arrivato in neroverde con elevate aspettative, Nocciolini finora non si è dimostrato decisivo come nella scorsa stagione: 1 gol e 2 assist in 13 gare è un bottino ancora troppo misero per giudicare positivamente il suo approdo in Friuli.

In attesa della sfida tra le due squadre, Andrea Fedeli non è lasciato sfuggire l’occasione di lanciare una frecciatina: “Nocciolini? Ho avuto ragione a oppormi all’ingaggio dell’ex Parma. A Pordenone non sta offrendo un rendimento positivo. Abbiamo evitato di buttar via tanti soldi. Non cambierei idea nemmeno se domenica dovesse farci quattro gol”.

I playoff per riscattare la stagione

Inutile dire che l’accesso ai playoff, obiettivo minimo e pressoché scontato ad inizio stagione, riveste ora un’importanza fondamentale nel cammino del Pordenone. La società ha scelto di affidarsi nuovamente a Fabio Rossitto per dare la scossa a squadra e ambiente, ma la tanto agognata continuità di risultati non è arrivata. I ramarri occupano attualmente la nona posizione ma il vantaggio sull’Albinoleffe undicesima è di soli due punti: nelle due partite restanti, contro Samb e Renate, gli uomini di Rossitto avranno l’obbligo di non perdere e vincere almeno una delle due gare.

Il peso della squadra graverà sulle spalle di Nocciolini e (soprattutto) di capitan Berrettoni che, pur frenato da diversi infortuni, resta il faro tecnico e carismatico della rosa. Nell’ultimo match Rossitto si è affidato al 4-3-3 con Salvatore Burrai in regia e Gianvito Misuraca nel ruolo di mezz’ala libera di svariare su tutto il fronte d’attacco.

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