Vernecchie rossoblu: 4^ puntata (Samb-Monza)

Vernecchie: Samb-Monza

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Puntata post Samb-Monza


La partita tra Sambenedettese e Monza si risolve con un pareggio tiratissimo, che strappa i primi applausi ad una curva rimasta (ancora una volta) senza voce e senza vittoria. Roselli porta tante novità, ma non riesce a impedire che la Samb ricada negli stessi errori: terza rimonta consecutiva ed ennesima delusione, innescata dal solito gol assurdo. Tanto sta cambiando, ma il timore è che resti tutto uguale.

Ps. Queste Vernecchie sono state scritte al bar per mancanza di mobilifici liberi

Michele Palmiero: Non è arrivata la vittoria ma, viste le circostanze, un pareggio contro il Monza può essere accolto come un buon punto di partenza. Qualcosa sta cambiando, secondo te?

Angelo A. Pisani: Qualcosa sì. Roselli ha già dato la sua impronta alla squadra, sia nelle scelte che in alcuni meccanismi di gioco (soprattutto difensivi). Detto questo, le scelte di Roselli (e gli avvicendamenti della partita) non fanno che confermare i problemi che aveva già evidenziato Magi. A dimostrazione che i problemi di questa sono molto più profondi di quanto si è voluto far credere.

Michele: La differenza abissale si è vista nei cambi. Zaffaroni ha potuto far entrare in campo Jefferson, Reginaldo e il nuovo acquisto Iocolano, Roselli ha dovuto adattare Ilari come punta perché non aveva ricambi. In teoria noi dovremmo puntare sui giovani, ma per ora non li abbiamo visti con Magi né con Roselli. Il che dovrebbe far riflettere.

Angelo A: Dopo la partita Roselli ha detto che sarà importantissimo far arrivare più giocatori possibili al livello dei “primi 14”. Lo stesso concetto che Magi ha ripetuto allo sfinimento, aggiungendo che il lavoro più importante era quello di “velocizzare la crescita”. La tanto decantata linea giovani è stata spinta con molta convinzione, ma a questo punto viene da chiedersi se e quando questi giovani saranno pronti.

Vernecchie rossoblu

Che la squadra fosse giovane lo sapevamo

Michele: Sfido chiunque – tra tifosi e giornalisti – a dare una risposta definitiva. Finora abbiamo potuto vedere i giovani solo in amichevoli estive, giocate in campi e avversari poco probanti. Molti di loro non hanno ancora una collocazione tattica precisa, altri non sembrano fisicamente pronti. Domani sera ci sarà la partita di Coppa contro il Fano, spero di vedere qualche under in più in campo.

Angelo A: Sarà utile, certamente, ma al momento non sono fiducioso, e a quanto vedo stai perdendo fiducia anche tu. Per me il discorso è semplice: se i giovani sono forti giocano. Negli ultimi anni c’è molto più coraggio, da questo punto di vista, e infatti finora abbiamo sempre giocato contro formazioni che avevano una media età più bassa della nostra. Con la Vis Colucci aveva bisogno di rimontare e ha messo dentro un ’99, Tessiore, che poi ci ha anche fatto gol. Noi chi mettiamo dentro?

Michele: Col nuovo modulo avere ricambi sarà anche più difficile. Sabato Roselli ha usato il 4-4-2, con Rapisarda e Calderini sulle fasce, ma se uno dei due si fa male quali sono le alternative? Paradossalmente il reparto più numeroso è anche quello con maggiori problemi: il centrocampo. In mezzo abbiamo quattro “titolari” come Gelonese, Signori, Bove e Ilari e tanti, tanti, tanti giovani da valutare. Con il nuovo modulo, però, i posti a disposizione sono solo due.

Angelo A: Il mister ha detto più volte di voler innestare prima “tre-quattro concetti di gioco”, quindi non è detto che si resti per forza così. Il problema è un altro: quale modulo ci dà alternative? Magi ha scelto il 3-5-2 perché gli dava più scelte, ma non è che ne avesse poi così tante… Col 4-4-2 siamo contati sugli esterni, col 4-3-3 siamo scoperti in attacco. In questo momento o “troviamo” i giovani o continueremo a essere in difficoltà.

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Michele: La mia impressione, al di là delle dichiarazioni pre o post partita, è che l’obiettivo ora sia trovare la cornice adatta ai 13-14 titolari della rosa. La crescita dei giovani è importante, certo, ma in questo momento è subordinata al risultato: se i giovani si adattano a Roselli bene, sennò si va avanti con il nucleo forte. A proposito, ti piace questa nuova disposizione in campo?

Angelo A: In questo momento non si può ancora giudicare, anche perché secondo me non è ancora una questione di modulo. In questi giorni Roselli ha preparato soprattutto la fase difensiva, impostando una squadra corta e reattiva che ha retto fino al 65esimo. Gli espertoni della domenica parlano di grande crescita e grandi cambiamenti, ma in questo momento sono più le costanti. Detto questo, è stato un buon inizio. Nonostante la terza rimonta subita con l’ennesimo gol assurdo.

Nella gara con il Monza ho visto uno spirito di sacrificio che non mi aspettavo da Russotto e Calderini. Questo, forse, li rende meno pungenti in attacco ma sicuramente aiuta a mantenere un equilibrio tra i reparti.

Ormai la difesa della Samb sembra Britney Spears

Michele: Intanto, col passaggio al 4-4-2 chiudiamo il cerchio di tutti i moduli utilizzabili nel calcio moderno: dal 4-3-3 di Palladini e Sanderra al 4-2-3-1 di Moriero, passando per il 3-5-2 di Capuano. Contro il Monza Calderini e Russotto hanno mostrato uno spirito di sacrificio che non mi aspettavo. Questo li ha resi meno pungenti in attacco, ma ha permesso alla squadra di mantenere un buon equilibrio tra i reparti.

Angelo A: È stata anche una questione di atteggiamento: sabato la Samb ha difeso molto compatta, a costo di rinunciare a qualcosa in avanti, e banalmente avevano meno campo da coprire. Ma il lavoro difensivo l’abbiamo visto anche con Magi, anche se con obiettivi diversi. Secondo me bisogna sempre distinguere tra impegno e prestazione: se manca la seconda non è detto che non ci sia il primo. Basti vedere Stanco.

Michele: La telenovela-Stanco assume contorni sempre più tragicomici. Ricapitoliamo: arrivato a San Benedetto come un rinforzo di categoria superiore, ha fatto da riserva a Miracoli per 6 mesi; in estate la società lo ha messo in vendita, ma nel frattempo il mister si è reso conto che era l’unica punta centrale a disposizione; sembrava tutto fatto per lo scambio con Lulli del Pordenone, poi è saltato e il Presidente ha dichiarato “Resta con noi e farà 20 gol”; ha giocato male, preso i fischi dei tifosi, è stato messo fuori rosa dalla società per motivi ancora oscuri e reintegrato dopo 48 ore. Il tutto senza un (apparente) filo logico.

Angelo A: Stanco sta subendo lo stesso trattamento che hanno dovuto subire tutti i centravanti della Samb, ma con un’aggressività (e una stupidità) sopra alla media. Sarà il costo del contratto, saranno le trattative estive, ma questo atteggiamento non è perdonabile in nessun modo. Sfortunatamente ha un cognome che si presta a facili ironie, come è successo a Miracoli. Ma alla fine dimostrerà le sue qualità, come è successo al suo ex compagno di squadra.

Berlusconi e Stanco

Michele: Da Sorrentino a Stanco, passando per Miracoli, io sono sempre dello stesso avviso: se la squadra crea occasioni, gli attaccanti fanno gol. Se la squadra è in affanno – e la punta deve giocare sempre spalle alla porta – diventa difficile incidere, a meno che tu non sia un campione. Noi non abbiamo avuto campioni, ma nemmeno brocchi. Abbiamo giocatori di categoria: mettiamola nelle condizioni di segnare.

Angelo A: Comunque: il vantaggio è stato segnato da Stanco, che quest’anno è stato massacrato e messo quasi fuori squadra; il pareggio l’ha fatto Jefferson, uno che per la nuova proprietà non dovrebbe fare più parte del Monza “giovane e italiano”. Insomma, i presidenti possono dire quello che gli pare, ma è il campo a decidere.


La copertina di Madou è ispirata a “Master of None”, la serie creata da Aziz Ansari. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati! 

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