Feralpisalò-Samb: l’importanza di restare in gioco

Analisi tattica: Feralpisalò-Samb

Il pareggio di Salò dimostra quanto sia importante “sopravvivere”. L’analisi tattica di Feralpisalò-Samb


«Non siamo stati bravi a tenere in piedi la partita. Perdere 2-1 o 4-1 non è lo stesso. Se perdi 2 a 1 fino all’ultimo secondo ci può sempre essere un calcio piazzato, o un episodio. Può sempre succedere qualcosa»

Col senno di poi, le parole di Roselli sembrano quasi profetiche. Una settimana fa il tecnico rossoblu aveva messo l’accento sui problemi di gestione della squadra, capace di prendersi il pari con l’uomo in meno, ma incapace di custodirlo. Sette giorni dopo la Sambenedettese ha giocato una partita quasi speculare, con un inizio pessimo risolto da un pareggio a tempo quasi scaduto.

Nel primo tempo la Feralpisalò avrebbe meritato molto più dell’uno a zero, ma nella ripresa la partita è cambiata, e la squadra di Roselli – poco a poco – ha costruito la sua piccola rimonta. Il gol di Fissore è stato un episodio, una piccola pepita d’oro sotto un mucchio di cenere, ma se i rossoblu sono rimasti in gara lo devono a un secondo tempo intelligente e misurato, in cui sono riusciti a risolvere i tanti errori del del primo. A riprova che gli episodi sono spesso casuali, ma le prestazioni no.

Il piano (fallito) di Roselli

Roselli aveva riservato alla Feralpisalò molte sorprese. L’undici titolare sembrava indicare il “solito” 3-5-2, con Ilari e Russotto mezzali, ma nei primi minuti la Sambenedettese si è schierata con un 4-3-3 finora inedito, con Rapisarda davanti alla difesa, Gelonese mezzala sinistra e Ilari mezzala destra. Dietro i terzini erano Celjak e Fissore, davanti il tridente era composto da Stanco, Russotto e Calderini.

Formazioni Feralpisalò e Sambenedettese

Il 4-3-3 dei rossoblu a inizio primo tempo. Dall’altra parte Toscano conferma l’assetto degli ultimi mesi

Il modulo era tale solo sulla carta, perché i rossoblu avevano un’interpretazione molto fluida, basata su compiti individuali. In fase di possesso Russotto si stringeva quasi sempre alle spalle di Stanco, per dare una soluzione tra le linee, Ilari andava a occupare l’ampiezza spostandosi largo a destra e Calderini restava alto e largo a sinistra. Dietro restavano Rapisarda e Gelonese, chiamati a fermare eventuali transizioni.

Il centrocampo a tre dei primi minuti

In fase difensiva la situazione era diversa: Ilari e Gelonese seguivano Vita e Maiorino, anche a costo di perdere la posizione, con Rapisarda a fare quasi il battitore libero. Il capitano rossoblu, partendo davanti alla difesa, aveva il compito di alzare la pressione sul portatore, andando a coprire eventuali buchi in marcatura. L’idea era quella di avere un centrocampo rapido e reattivo, capace “assorbire” i tanti movimenti della Feralpisalò sulla trequarti.

La mossa non dà i risultati sperati. Sin dai primi minuti i gardesani controllano il possesso con grande maturità, sfruttando al meglio i continui scambi delle coppie mezzala-trequartista. A sinistra Scarsella e Maiorino galleggiavano sulla trequarti per aprire alle discese di Contessa, a sinistra Vita tagliava dentro per liberare lo spazio agli inserimenti di Guidetti. I rossoblu sono poco coordinati, e si trovano spesso ad inseguire.

Feralpisalò-Samb

Ilari è in ritardo su Maiorino, Rapisarda resta in mezzo, Gelonese segue Vita. Sulla destra si crea lo spazio per Guidetti, libero tra Fissore e Calderini

Dominio Feralpisalò

Nei primi dieci minuti i padroni di casa vanno al tiro in due occasioni, con le conclusioni di Guidetti e Maiorino. Dopo il primo quarto d’ora Roselli decide di cambiare assetto alla mediana, spostando Gelonese davanti alla difesa, con Rapisarda mezzala destra e Ilari mezzala sinistra. L’orientamento difensivo era più o meno lo stesso, con le due mezzali che – in prima battuta – seguivano i due sulla trequarti, lasciandoli poi al terzino.

 

Feralpisalò-Sambenedettese

Ilari va in pressione, Fissore si alza su Vita. Una soluzione simile a quella vista in Samb-Vicenza

Col cambio tattico la Samb trova un po’ più di ordine, ma – complice la pessima giornata di Calderini e Russotto – non riesce comunque a ripartire. La pressione della Feralpisalò si fa sempre più alta, e le occasioni continuano. Al 19esimo Pesce riceve al limite dell’area, salta Ilari e colpisce il palo; pochi minuti dopo arriva l’uno a zero di Scarsella, liberato dal movimento dei tre (!) compagni in area di rigore.

La rete non cambia l’inerzia della gara. La Feralpisalò gioca con relativo agio, e al 37esimo sfiora il 2 a 0 con Legati, che sugli sviluppi di un piazzato colpisce il palo a un passo dalla porta. La reazione dei rossoblu arriva solo a fine primo tempo, con l’occasione di Ilari su calcio d’angolo e il contropiede di Calderini, liberato da una grande giocata di Stanco. Troppo poco.

Gli aggiustamenti del secondo tempo

Ad inizio ripresa Roselli torna al 3-5-2, inserendo Rocchi (mezzala) e Di Massimo (seconda punta) al posto di Russotto e Calderini. La mossa ha il vantaggio di riportare i rossoblu su canali di gioco già consolidati, permettendo alla squadra di ritrovare quella verticalità che nel primo tempo non si era mai vista.

Dopo un primo tempo in apnea i rossoblu riescono finalmente a respirare, allungando la squadra grazie ai lanci verso Stanco e alle conduzioni di Rapisarda sulla fascia destra. Progressivamente, la squadra ospite inizia ad alzare il baricentro, quasi invogliata dall’atteggiamento di una Feralpisalò molto più attenta e sparagnina.

Quella di Toscano era una scelta strategica – per limitare i rischi e aprire spazi in verticale – ma era motivata anche dal nuovo assetto tattico dei rossoblu, che creava non pochi problemi sulle catene esterne. Partendo alti e larghi, Rapisarda e Fissore creavano un problema strutturale alla difesa della Feralpi, costretta a scegliere se concedere spazio ai due laterali, o rischiare l’uno contro uno con Di Massimo e Stanco in mezzo.

Feralpisalò-Samb

Rapisarda e Fissore sono molto alti e larghi. In mezzo Di Massimo è in situazione di uno contro uno con Magnino. Ilari lancia verso di lui

Il pericolo ha convinto la Feralpisalò ad abbassarsi, in modo da tenere più bloccato il centro. In questo modo i padroni di casa sono riusciti a isolare i due attaccanti, senza risolvere a pieno il problema sugli esterni. Senza pressione la squadra di Roselli riusciva ad arrivare a metà campo con relativa semplicità, e da lì poteva creare situazioni di superiorità numerica sulla fascia, sfruttando i tagli laterali di Ilari, a sinistra, e le sovrapposizioni di Celjak sulla destra.

La Feralpisalò difende bene il centro, ma sulla destra Contessa è solo contro Rapisarda e Celjak

Controllo, senza occasioni

Il nuovo contesto tattico favorisce i rossoblu, che nei primi dieci minuti costruiscono due occasioni proprio sulla fascia, prima con un taglio esterno di Di Massimo (che riceve, scambia con Rapisarda e va al tiro) e poi con una sovrapposizione di Celjak sulla destra (bel cross per Stanco, che non arriva).

Roselli sente che il ferro è caldo e si gioca altri due cambi nel primo quarto d’ora, inserendo Bove e Caccetta, ma dopo i primi minuti di sbandamento la Feralpisalò riesce a riorganizzarsi, rallentando la fase di uscita della Samb, costretta a un possesso molto più sterile.

I rossoblu tengono il pallino del gioco, ma l’unico squillo della squadra arriva a un quarto d’ora dalla fine, con la torre di Stanco per l’inserimento di Caccetta, fermato da una coraggiosa (e forse fallosa) uscita di De Lucia. Pochi secondi dopo Toscano decide di coprirsi con la difesa a tre, inserendo Paolo Marchi al posto di Pesce. La Feralpisalò si risistema con un 3-5-2 a specchio, con Vita mezzala e Maiorino alle spalle della punta, e addormenta definitivamente la partita.

Nell’ultimo quarto d’ora la gara sembra non aver nulla da offrire, ma proprio nel finale – mentre lo speaker indica stancamente i minuti di recupero – Di Massimo pesca Fissore in mezzo all’area, e la Sambenedettese fa 1 a 1. Giusto in tempo per la fine della partita.

Un pareggio d’oro

Secondo il racconto di Napoli (il vice di Toscano, oggi in panchina) nello spogliatoio della Sambenedettese il pareggio è stato definito “un furto”. Il retroscena non è così strampalato, ed è anche condivisibile: nel finale i rossoblu non avevano mai dato l’impressione di poter segnare, e negli istanti prima del gol tutto sembrava condurre a una resa “onorevole”.

La rete di Fissore ha cambiato completamente il volto della gara, e forse cambierà anche le valutazioni del post partita, dando ancora più importanza a dei fattori che hanno cambiato la gara solo parzialmente. Il vero merito della Samb non è stato il gol dell’uno a uno – un episodio, al pari di tanti altri – ma nella capacità di tenere viva la partita fino al 90esimo, facendo tesoro della sconfitta presa dal Vicenza la settimana prima.

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