Vernecchie rossoblu: S04E02 (Samb-Triestina)

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Puntata post Samb-Triestina


Diciamoci la verità: un po’ di paura c’era. La partita di Fano aveva regalato vittoria e tre punti, ma le difficoltà del primo tempo – unite al 6 a 1 subito dai granata a Padova – aveva lasciato più di qualche dubbio sullo stato di forma della squadra di Montero. La partita è iniziata con un brivido, ma per il resto i rossoblu sono stati padroni del campo, e hanno spazzato via i dubbi e le incomprensioni tipiche degli inizi di stagione. Al Riviera si è visto un bel calcio, condito da grandi giocate e un grappolo di occasioni da gol. Alla fine è arrivato un pari, che ci aiuta a non montarci la testa.

Michele Palmiero: Caro Angelo, inizio con una provocazione: mi sono divertito di più con questo 0 a 0 che in tutta la precedente stagione. Un pizzico di dispiacere per non aver vinto c’è, ma è stato bellissimo vedere i tifosi uscire dallo stadio con il sorriso nonostante il pareggio. Hai presente quando gli allenatori fanno riferimento alla “maglia sudata” e tutte quelle sciocchezze senza senso? Bene, per usare una frase molto cara a un nostro ex allenatore, ora alla Cavese: i giocatori si sono guadagnati la pagnotta.

Angelo A. Pisani: Visto che ci siamo diciamo una cosa: la maglia sudata non conta un cazzo. Tutti sudano, domenica ero in tribuna stampa e ho sudato più io in due ore che Fioretti in sei mesi di Samb. Vabbè, sto divagando, quello che volevo dire è che questa squadra oltre alla grinta e alla corsa ci ha messo soprattutto coraggio e tecnica. Santurro ha fatto più passaggi di quanti ne facevano alcuni centrocampisti lo scorso anno, Orlando faceva una rovesciata ogni due palloni toccati, Di Pasquale provava i filtranti di esterno anche dentro l’area piccola. Non tutto ha funzionato – anzi, in alcune occasioni abbiamo rischiato grosso – ma abbiamo continuato fino alla fine. E quasi facevamo il colpaccio.

Michele: Quando si affrontano queste squadre è normale che si conceda qualcosa. La Samb ha strappato applausi perché ha cercato di imporre le sue idee di gioco senza paura, con la consapevolezza che in campo non scendono i budget ma 11 giocatori per parte. La panchina della Triestina costava più dei nostri titolari, ma li abbiamo costretti a rincorrerci per novanta minuti. Alla fine il punto l’hanno guadagnato loro, il che è tutto dire.

Angelo A: Gli errori ci sono e ci saranno ancora, sono parte del percorso di crescita; più hai la palla tra i piedi e più hai la possibilità di sbagliare, ma avere la palla resta il modo migliore per evitare rischi. Finché riusciamo a costruire gioco in questo modo mi prendo volentieri tutti i rischi. E quando si sbaglia non bisogna arretrare. Nel primo tempo Di Pasquale stava per regalare un gol a Granoche, ma pochi minuti dopo ha fatto partire l’azione da gol di Cernigoi. Come dice Montero, chi non rischia non vince. L’importante è dare sempre fiducia alla squadra, perché da queste partite può anche uscire una sconfitta. Se avessimo perso la prestazione sarebbe stata buona comunque.

Di Pasquale

Michele: Domenica abbiamo rischiato sul palo, ma abbiamo dato sempre l’impressione di poterla vincere. Detto questo, bisogna anche considerare l’aspetto fisico: la Triestina ha molti giocatori pesanti, che in queste situazioni entrano in forma più avanti; noi siamo più piccoli e leggeri, e abbiamo più freschezza fisica. A saperlo parlerei anche della nostra preparazione, ma questa estate abbiamo avuto più notizie dalla politica interna della Corea del Nord che dal ritiro estivo rossoblu.

Angelo A: Io te l’ho detto, bisognava hackerare il drone di Montero… Il problema è che ci mancano le soft skills: tu sai a malapena ritagliare le foto, le mie conoscenze tecnologiche si riducono ai fotomontaggi per i meme su Boris e all’inserimento di gif.

Michele: Tra le tante differenze rispetto alle precedenti stagioni, non possiamo non parlare delle conferenze stampa. Montero ha portato una ventata di pragmatismo ed entusiasmo che sembra avere influenzato perfino Franco Fedeli. Ti ricordi quel mostro assetato di sangue e di teste di allenatori vulcanico presidente mai tenero con giocatori e staff? Ora lo stiamo ammirando nella sua versione carina e coccolosa, se ci fossero i petali di rosa in sala stampa saremmo praticamente a “La vie en rose”.

Fedeli e Bart

Angelo A: Siamo ancora nella fase della luna di miele, godiamocelo finché dura. Domenica si è anche voluto sedere al fianco del suo allenatore, non succedeva da un bel po’ di tempo… Pensa, l’ultimo era stato Capuano: pazzesco. In altri momenti uno 0 a 0 con una squadra in leggera crisi – per di più sbagliando un paio di occasioni, e rischiando qualcosina dietro – avrebbe portato a una conferenza stampa di fuoco, stavolta ho sentito solo cose positive. Il che è ottimo, finché dura. Secondo me la storia e il carisma di Montero gli garantiranno molto tempo in più. Come ho già scritto, non è ancora chiaro se in Fedeli prevarrà la juventinità del tifoso o la famelicità del presidente. Per ora tutto bene, siamo a posto così, mercato chiuso.

Fedeli e Montero

Michele: Finalmente, aggiungerei. Come al solito è stato un mercato caotico, in alcuni casi bulimico. Il Vicenza si ritrova con 29 giocatori in rosa, la Triestina e il Padova collezionano attaccanti, per non parlare dell’incorreggibile Feralpisalò… A volte si confonde l’abbondanza con lo spreco: il Venezia di Inzaghi, il Padova di Bisoli e il Pordenone di Tesser hanno dominato gli ultimi tre campionati con un nucleo di 13-14 titolari, non avevano bisogno di 10 punte per vincere le partite.

Angelo A: Se hai dei giocatori di livello a volte è meglio avere una squadra non troppo ampia, così puoi coinvolgere tutti. Ma queste cose te le puoi permettere se trovi subito la quadra, e non succede molto spesso (e quando succede è anche difficile inserire nuovi giocatori, basti pensare ai flop di Sarno a Padova e Caccavallo a Venezia). Insomma, l’unica spiegazione per tutta questa abbondanza è che non hai ancora chiare le idee. L’alternativa è che si sono presi dei giocatori tanto per fare. Alla fine se c’è Rigoni libero che fai, non te lo prendi?


Gli acquisti più belli di questo calciomercato

  • Ebagua al Bisceglie: l’ex promessa del Torino arriva dal Baniyas, e dovrà raccogliere la pesante eredità di Agodirin.
  • Denis alla Reggina: la risposta del girone C a Caracciolo e Granoche.
  • Forzini alla Cavese, per due settimane. Ha rescisso subito. Moriero così: 😮.
  • La colonia del Mestre a Modena: Zironelli si è portato Gagno, Perna, Politti, Spagnoli e ovviamente Sodinha.
  • Molinari alla Fermana: siamo tornati nel 2015?!
  • Paulinho alla Triestina: il mediano brasiliano arriva a Trieste direttamente dalla seconda squadra del San Paolo. Leggenda vuole che Milanese l’abbia scoperto sulla spiaggia di Ubatuba mentre beveva una caipirinha
  • Hmaidat al Como: l’unico giocatore di questa C passato dal carcere senza aver giocato all’Astrea.
  • Galuppini al Renate: si è presentato paragonando la coppia con Plescia a Zaza e Belotti. Zaza si è infortunato dieci minuti dopo aver sentito il paragone.
  • Barreto al Gozzano. Il brasiliano non giocava a calcio dal 2015. Le sue prime parole: «Devo tornare veloce come prima». In bocca al lupo, my sweet prince.
  • Catania al Catania: bisogna aggiungere qualcosa?

Angelo A: Comunque l’altra volta ci siamo lamentati delle poche alternative in difesa ed è arrivato Carillo. Non potevamo lamentarci di qualcosa di meglio? Che so, una punta da 40 gol a stagione o un parente di Angiulli da mettere a centrocampo insieme a lui…

Michele: Ma che me ne frega dei giocatori! Io è una vita che mi lamento della mancanza di una Ferrari in garage…


La copertina di Madou è ispirata alla locandina di Non Essere Cattivo, film di Claudio Caligari. Meme di @apakakov. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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