Samb-Feralpisalò: vittoria bagnata, vittoria meritata

Samb-Feralpisalò 2-0

I rossoblu sciacquano via le scorie di Bolzano con una grande prestazione, nonostante l’ottimo avversario e un campo pesantissimo. L’analisi tattica di Samb-Feralpisalò


«Il campo ha dato modo a me e ai giocatori di imparare qualcosa. Dovremo essere intelligenti e affrontare ciò che troveremo»

Le ultime settimane della Sambenedettese sono state, al solito, molto convulse. La vittoria sul Rimini sembrava aver riportato il sereno, ma la bufera di Bolzano ha cambiato rapidamente la situazione, spingendo i rossoblu in mezzo a un pantano di polemiche. Alle solite discussioni intorno alla società e alla squadra si sono aggiunte anche le critiche verso le scelte dell’allenatore, indicato come uno dei principali colpevoli della sconfitta.

Gli errori strategici della partita di Bolzano hanno tenuto campo per tutta la settimana, spingendo molti a riesumare il mantra di un paio di mesi fa, quando si diceva che la Sambenedettese fosse una squadra bella ma poco concreta, e Montero un allenatore troppo idealista per una realtà dura come la Serie C. Critiche pretestuose, che pure assumevano valore grazie alle difficoltà del momento, culminato con la quinta sconfitta in sei partite.

Anche per questo motivo ha grandissimo valore la vittoria contro la Feralpisalò, arrivata con una prestazione solida, aggressiva e intelligente, ma senza rinnegare nessuno dei principi di gioco che avevano contraddistinto le altre partite.

Premesse complicate

Le circostanze in cui i rossoblu si avvicinavano alla gara non erano molto confortanti: la Feralpisalò arrivava al Riviera sulla scia di una lunga striscia positiva (otto vittorie nelle ultime nove tra campionato e coppa), speculare a quella dei rossoblu, che dovevano anche far fronte alle assenze di Gelonese e Cernigoi. Alle difficoltà di formazione si aggiungevano anche le incognite meteorologiche, complice l’allerta meteo che pendeva sopra la testa dei rossoblu. Nella conferenza stampa pre-gara Montero si era detto confidente sulla tenuta del Riviera, che nella mattina di domenica è stato coperto con dei teloni per evitare prendesse troppa acqua durante il giorno.

Anche per questo motivo la formazione iniziale non ha riservato molte sorprese: Rocchi è tornato titolare a centrocampo e Volpicelli è stato spostato al centro dell’attacco, con Orlando e Di Massimo sulle fasce; l’unica novità era rappresentata dall’inserimento di Biondi, schierato al posto di Miceli al centro della difesa. Dall’altra parte Sottili doveva far fronte all’assenza di Maiorino, e ne ha approfittato per schierare un centrocampo più muscolare, con Magnino, Pesce e Altobelli in mediana e l’avanzamento di Scarsella in posizione di trequartista. Davanti giocavano Caracciolo e Ceccarelli, riferimenti offensivi del 4-3-1-2.

Samb-Feralpisalò

Alla scelta di una squadra così strutturata seguiva un gioco molto verticale, con l’obiettivo di sfruttare il più possibile le situazioni di superiorità (fisica, ma anche numerica) nella fascia centrale. Nella prima fase di possesso i gardesani facevano oscillare la palla dalla destra alla sinistra del campo, sfruttando le posizioni molto larghe dei due terzini, nel tentativo di fare dilatare il centrocampo della sambenedettese e liberare la traccia in verticale verso i giocatori offensivi.

Sulla carta Scarsella partiva alle spalle dei due attaccanti, ma durante la fase di costruzione si alzava sulla fascia destra, per tenere bloccato Gemignani e dare più libertà a Caracciolo e Ceccarelli, che in questo modo potevano trovarsi in situazione di due contro due coi centrali sambenedettesi.

La posizione larga di Scarsella spinge Gemignani a restare più largo, e in questo modo Caracciolo e Ceccarelli possono avere una situazione di due contro due 

L’ampiezza veniva presa anche dai terzini, che restavano alti e larghi per costringere la Sambenedettese a restare sempre con un occhio sulle fasce. La Feralpisalò faceva girare palla abbastanza pazientemente, ma una volta che si liberava spazio sulla fascia centrale Scarsella tagliava immediatamente verso il centro del campo, vicino ai due attaccanti, per ricevere la verticalizzazione, raccogliere la sponda o scambiare corto con le due punte.

Rocchi viene portato fuori posizione da Altobelli, Angiulli e Frediani restano bassi; Pesce sta per ricevere senza pressione, e Scarsella taglia immediatamente verso il centro

Nella prima parte del primo tempo la Feralpisalò ha cercato spesso la verticalizzazione centrale, mettendo molta pressione alla difesa della Sambenedettese, che pur vincendo quasi tutti i duelli ha rischiato molto sulle seconde palle. Come detto da Sottili in conferenza i gardesani hanno creato molte volte i presupposti, ma la difesa di casa − aiutata anche dal terreno di gioco, molto pesante − è riuscita a cavarsela senza concedere grandi occasioni.

Quando la Feralpisalò apriva lo spazio andava subito alla ricerca della verticalizzazione centrale, dove si stringevano i tre giocatori offensivi

L’impostazione della Sambenedettese

Durante la settimana si è parlato tanto dell’atteggiamento tattico della Samb, ma nella partita forse più complicata di questo inizio di campionato − per il momento particolare, la forza dell’avversario e le condizioni del campo − i rossoblu hanno mantenuto fede ai loro principi.

La Feralpisalò ha impostato la gara con un pressing abbastanza alto, cercando di far sentire subito il suo impatto fisico: Caracciolo e Ceccarelli si alzavano spesso sui due centrali, cercando di schermare il passaggio in avanti, mentre Scarsella copriva Angiulli, impedendo che ricevesse libero; alle loro spalle le due mezzali erano sempre pronte ad accorciare, mentre i quattro difensori aspettavano in linea.

Samb-Feralpisalò

 

La pressione della Feralpisalò: Caracciolo e Ceccarelli si orientano sui due centrali, Scarsella a uomo su Angiulli; Frediani resta alto a ridosso del tridente, mentre Rocchi viene incontro per dare un’altra opzione in uscita

Nonostante un campo abbastanza pesante la squadra di Montero non ha rinunciato alla costruzione dal basso, cercando di coinvolgere Rocchi, o provando a liberare il campo per le conduzioni dei due terzini. Biondi, Di Pasquale e Angiulli non sono stati molto puliti nei passaggi, ma quando hanno avuto modo di verticalizzare i rossoblu si sono trovati con molto campo davanti.

La chiave era la posizione di Frediani, che in fase di costruzione restava molto alto nel mezzo spazio di sinistra, pronto a dare un supporto sia nelle seconde palle che in fase di ricezione. La sua presenza liberava anche i movimenti di Di Massimo, che in questo modo poteva tagliare dentro al campo per associarsi con Orlando e Volpicelli. Quest’ultimo partiva in posizione di centravanti, ma spesso abbandonava la posizione centrale, lasciando il campo libero agli inserimenti dei due nella catena di sinistra.

Da una di queste situazioni arriva la prima grande occasione della Sambenedettese, partita da una discesa di Gemignani, “recuperata” da una seconda palla guadagnata da Di Massimo e chiusa da un inserimento in area di Frediani, nello spazio lasciato libero da Volpicelli.

Gemignani avanza e serve in mezzo per Frediani, anticipato; sulla palla arriva Di Massimo, che taglia dentro e innesca Orlando sulla fascia destra

I meriti del vantaggio

Nonostante le difficoltà la Sambenedettese ha interpretato la partita con coraggio, giocando sempre con un atteggiamento positivo; le due squadre si sono trovate in un equilibrio abbastanza precario, complici le insidie del campo, ma la squadra di Montero ha avuto il merito di essere più lucida nei momenti chiave della partita.

Così è stato anche in occasione del vantaggio. Il gol di Frediani è arrivato su una grossa carambola, impreziosita da una giocata pazzesca di Di Massimo, ma tutto parte nei trenta secondi prima della giocata decisiva. L’azione viene orientata dal pressing di uno dei due esterni sul terzino avversario (in questo caso Di Massimo su Zambelli), che innesca l’ulteriore pressione di Rocchi su Giani; la marcatura di Volpicelli su Pesce costringe il centrale a tornare indietro dal portiere, e questo permette ai rossoblu di alzare il baricentro.

Quando De Lucia riceve è pressato da Di Massimo (che aveva proseguito la corsa su Rinaldi), ha tutti i compagni marcati e non può che spazzare la palla: da qui il recupero di Angiulli e la giocata di Orlando, che mette in mezzo per l’ennesimo inserimento di Frediani. Quello che arriva dopo − la ribattuta, il tiro sballato di Angiulli, il tacco di Di Massimo − parte da queste situazioni qui.

Una giocata bella ed estemporanea, che parte da un grande lavoro precedente

Una vittoria meritata

La partita è cambiata in quei trenta secondi a metà primo tempo, che hanno influenzato il resto della partita. Nella ripresa i rossoblu hanno giocato su un campo molto complicato e molto pesante, ma hanno interpretato la gara con grande intelligenza, restando alti il più possibile, e venendo premiati dalla rete di Volpicelli, un’altra giocata eccezionale che di fatto ha chiuso la partita.

In queste ore si è parlato molto del cambio di mentalità della Sambenedettese, ma la vittoria di domenica non fa che confermare i principi di gioco della squadra di Montero, rimasta fedele a se stessa anche nel momento più difficile. La vera differenza rispetto a Bolzano sta nell’adattamento della squadra, capace di adeguarsi e non snaturarsi di fronte a condizioni molto difficili, sia dal punto di vista tecnico che da quello pratico. E questa, in vista di questo lungo inverno, è sicuramente la notizia migliore possibile.

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