Il mercato estivo dell’Imolese Calcio

Imolese calcio

Dopo l’exploit della passata stagione, l’Imolese ha perso allenatore e tanti pezzi pregiati. I romagnoli si affidano a Gianluca Atzori per ottenere la salvezza


Terzo posto in classifica, calcio spettacolare e la ciliegina sulla torta dell’eliminazione del Monza ai playoff: la scorsa stagione dell’Imolese è stata un sogno ad occhi aperti. La società romagnola ha indovinato tutte le scelte fuori e dentro dal campo, smentendo ogni pronostico e attestandosi come vera Cenerentola del torneo.

Dopo un exploit del genere, come prevedibile, i rossoblu hanno dovuto fare i conti con l’assalto ai protagonisti della splendida cavalcata. L’addio più prevedibile (ma non per questo meno doloroso) era quello di Alessio Dionisi, allenatore che ha saputo plasmare un gruppo sulla carta buono – ma non eccellente – creando un’identità di gioco tra le più marcate del girone. Il suo posto era stato preso da un altro emergente, Federico Coppitelli, che però ha pagato con l’esonero il pessimo avvio di stagione.

Gli addii

Lo scheletro dell’Imolese dei miracoli è stato spazzato via dal mercato estivo. Eric Lanini e Nicola Mosti, due dei gioielli più brillanti della rosa, hanno fatto ritorno alla Juventus Under 23, che milita nel girone A. Il regista Federico Carraro si è trasferito nell’ambiziosa Feralpisalò, mentre il Cittadella ha pescato in Romagna con ben due acquisti: il centrocampista Mario Gargiulo e l’attaccante Michael De Marchi, mentre Nicholas Bensaja ha optato per il trasferimento alla Viterbese.

Gli arrivi

Le uniche conferme in casa rossoblu sono state il portiere Rossi, i difensori Checchi e Carini, oltre al fantasista Belcastro. Costretta a un profondo restyling, l’Imolese ha deciso di sposare la linea verde affidandosi a tanti giovani in prestito da affidare a Coppitelli, un allenatore con tanta esperienza nei settori giovanili. In difesa è arrivato l’ex Spal Fabio Della Giovanna, mentre sulle fasce hanno firmato Pio Schiavi e Lorenzo Valeau, provenienti dalle Primavere di Napoli e Roma.

A centrocampo spicca l’arrivo in prestito di Francesco Bolzoni, chiuso al Bari da una foltissima concorrenza. Dopo aver lasciato il Rimini durante il ritiro estivo, è arrivato il possente Isnik Alimi, mentre dalla Lucchese si è trasferito Alessandro Provenzano. Numerosissima la schiera degli under: Andrea Marcucci dalla Roma, Antonio D’Alena dal Torino, Fabio Artioli dalla Spal e Luca Maniero dal Cittadella.

In attacco la pesantissima eredità di Lanini grava sulle spalle di Simone Padovan. L’attaccante di proprietà della Juve è l’unico elemento di “esperienza” (è un classe 1994) in un reparto che punta sulla rapidità dell’atalantino Latte Lath e sul prospetto del Chievo Ngissah Bismark.

Gli allenatori

Il mercato ha consegnato a Federico Coppitelli una squadra notevolmente indebolita e priva di tanti punti di riferimento d’esperienza. Il tentativo di affidare tanti giovani di belle speranze a un tecnico emergente si è rivelata disastrosa: l’Imolese ha ottenuto la miseria di 2 punti in 6 giornate, obbligando di fatto la società all’esonero del mister.

Al suo posto è arrivato Gianluca Atzori, che ha raccolto 9 punti in 9 gare. I numeri continuano ad essere tutt’altro che buoni, ma l’Imolese è riuscita almeno ad evitare l’ultimo posto in classifica e col cambio tecnico sembra aver guadagnato maggiore compattezza difensiva. I rossoblu scendono ora in campo con un 3-4-1-2: i giovani Schiavi e Valeau sono esterni a tutta fascia, i due mediani restano molto bloccati con il fantasista Belcastro che agisce dietro le punte.

Per il tecnico laziale si tratta di una chance importante dopo le negative esperienze con Siena, Pistoiese e Pro Vercelli. Per trovare un’annata positiva bisogna risalire fino al 2010, quando condusse la Reggina al sesto posto in Serie B con le semifinali playoff perse contro il Novara. L’arrivo a Imola rappresenta una sfida difficilissima, che potrebbe rilanciare la sua carriera o segnarne il definitivo declino.

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