Montero verso Samb-Modena: “Grande avversaria, ma diremo la nostra”

Montero

La conferenza stampa di Montero alla vigilia di Samb-Modena, 7^ giornata del girone B di Serie C


Dopo un inizio di campionato buono ma non esaltante (11 punti in sei gare, che valgono il quarto posto) i rossoblu sono attesi da un trio di fuoco: Modena, Sudtirol, Perugia. Tre delle principali pretendenti del campionato, contro le quali i rossoblu dovranno dimostrare di meritarsi il ruolo di pretendenti. Il primo ad ammetterlo è Paolo Montero, che non nasconde l’importanza del momento: «Affronteremo tre squadre che partono per vincere il campionato, almeno sulla carta; per noi è il momento giusto, avremo l’occasione per capire a che punto siamo e se possiamo puntare a certi obiettivi».

Il tecnico rossoblu ha rimarcato la posizione della Samb («L’obiettivo dichiarato dal presidente era quello di migliorare la classifica dello scorso anno»), ma non nasconde di avere lo sguardo un po’ più in alto: «Le qualità ci sono, la voglia c’è, il gruppo anche; giorno dopo giorno sta crescendo la coesione della squadra, e questo mi lascia molto contento». Un aiuto, importante, viene anche dal nuovo terreno di gioco e dalle strutture: «Quest’anno sappiamo di poter valorizzare le qualità tecniche dei nostri giocatori, anche perché abbiamo un campo da Serie A».

Dopo il pareggio contro l’Imolese i rossoblu sono chiamati a crescere: «Nel primo tempo di Verona abbiamo trovato delle difficoltà nella copertura dell’ampiezza, cosa che poi abbiamo corretto nel secondo tempo e su cui abbiamo lavorato in settimana. L’atteggiamento della squadra non mi è dispiaciuto, purtroppo – e questa non è un alibi, ma un dato di fatto – il campo non era semplice. A livello offensivo i movimenti ci sono stati, però eravamo troppo frenetici, e abbiamo sbagliato troppo».

Di fronte ci sarà un’avversaria molto scomoda, che Montero inserisce al livello delle favorite. La Sambenedettese dovrà stare attenta, ma non avrà alcun timore reverenziale: «Il Modena è una delle squadre più forti del girone, ha fatto un mercato per arrivare in alto, ma anche noi possiamo dire la nostra; se continueremo a crescere gli avversari saranno costretti a rispettarci. Domani dovremo stare attenti, perché la loro è una squadra molto verticale, che ha tanta qualità; ci sono individualità importanti per la categoria e hanno un grande allenatore». Uno dei pericoli principali è rappresentato da Felipe Sodinha, che in questo campionato sembra aver finalmente trovato continuità: «Sodinha ha grandissime qualità, complica la vita a chiunque. Angiulli dovrà stare attento suoi movimenti, anche perché non sta mai fermo sulla trequarti, ma si muove per tutto il fronte offensivo. Non bisognerà marcarlo a uomo, perché poi apriremmo spazi; dovremo essere bravi a controllarlo a zona, stando sempre reattivi».

Da escludere un cambio modulo, nonostante il cambio di assetto visto nel secondo tempo di Verona abbia dimostrato che il rombo non è un dogma. Montero ha aperto alla possibilità di un cambio di assetto, ma per ora preferisce dare continuità: «Abbiamo già pensato alla difesa a tre, è una soluzione, ma non avendoci lavorato in queste settimane non vogliamo improvvisare. Potrebbe essere un’opzione per il futuro, anche perché abbiamo i difensori adatti». In ogni caso, sarà importante non snaturare la natura della squadra: «Il problema della difesa a tre è che se non la fai bene ti schiacci troppo, e finisci con l’avere cinque giocatori sulla linea difensiva. In questi casi il campo diventa lunghissimo. Una squadra che vuole essere protagonista deve giocare alta e aggressiva, con difensori che si prendono la responsabilità di stare in uno contro uno. Questo è più importante dei tre o quattro dietro».

Resta qualche dubbio sull’undici titolare, specie a fronte del turno infrasettimanale. Nella partita di domani il tecnico dovrà fare a meno di Mehmetaj, Rocchi, Chacon, Fusco e Cristini, e deve valutare se tenere qualcuno a riposo precauzionale: «Aspettiamo la rifinitura di domani per capire come stanno i giocatori e scegliere l’undici che scenderà in campo. Due partite in una settimana si possono fare tranquillamente, è la terza quella più difficile – anche a livello mentale. Stiamo valutando se cambiare qualcosa nella coppia di terzini e nel reparto offensivo».

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