Vernecchie rossoblu: S05E03 (Samb-Gubbio e Samb-Fermana)

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero, in collaborazione con l’Antico Caffè Soriano. Puntata post Samb-Fermana


Dite la verità: pensavate che la vittoria col Gubbio avrebbe scosso definitivamente la squadra, dando il via a un campionato che sarebbe stato finalmente divertente ed eccitante, limpido come il cielo di primo mattino. Un campionato accompagnato dalla marcia trionfale di Samba oh Samba, con gli altri a subire e farsi da parte. E invece siamo tornati a punto e a capo, con altri punti persi, altre polemiche, altri errori per cui mangiarsi le mani da qui alla fine. Cosa abbiamo imparato? Che alla fine è meglio non aspettarsi niente, partire già incazzati e magari ritrovare più avanti il sorriso. Il mondo è freddo e ostile, meglio tenere a freno l’entusiasmo e prepararsi al peggio. 

Michele Palmiero: È inutile girarci attorno: ci aspettavamo molto di più da questo inizio di stagione, sia per la qualità della rosa sia per il calendario favorevole. Abbiamo affrontato 3 squadre in piena rifondazione, che lotteranno per la salvezza, e abbiamo raccolto 4 punti. La vittoria contro il Gubbio è arrivata al termine di una partita complicata ed è stata risolta da una giocata individuale di Maxi Lopez, contro la Fermana le giocate estemporanee non sono bastate.

Angelo A. Pisani: Non è un discorso di giocate estemporanee, ma di come le costruisci. Con il Gubbio Maxi ha fatto un gran gol, ma è su una situazione su cui Montero ha insistito spesso, cioè gli isolamenti dei due attaccanti in area di rigore. Non parliamo di un gol da centrocampo, ma di un bel gesto tecnico arrivato su una costruzione finalizzata a creare la condizione perché arrivasse; insomma, col Gubbio pur non essendo belli abbiamo fatto bene quello che c’era da fare, il problema è che con la Fermana − una squadra più smaliziata e più pronta a questo tipo di gare − non ci siamo riusciti.

Michele: Il piano di gara della Fermana al Riviera era scontato, ma noi gli abbiamo spianato la strada con un grave errore dopo pochi minuti. La palla persa da Angiulli è stata sanguinosa, ma anche la difesa di Scrugli su Iotti è da rivedere: abbiamo regalato alla Fermana la possibilità di fare ciò che preferisce, ovvero arroccarsi in difesa facendo di tutto per farci innervosire. Mi è sembrata di vedere la Samb della scorso finale di stagione, prima del lockdown: 90 minuti nella metà campo avversaria per raccogliere poco o nulla.

Angelo A: Io sento tanto parlare della fase difensiva della Samb, ma il gol di ieri parte da due errori individuali abbastanza gravi: per il resto, non abbiamo rischiato nulla (certo, la Fermana non aveva molto interesse a tornare in attacco, ma tant’è). Col Gubbio abbiamo preso gol su un colpo di testa dal limite dell’area, finito sotto all’incrocio, e anche lì per il resto abbiamo rischiato pochissimo. Il problema in questo momento non è la difesa in sé, semmai l’apporto dei difensori nella fase di costruzione. Non riusciamo più a uscire con la palla, che significa non creare superiorità alle spalle del centrocampo, che significa arrivare davanti a difese schierate dove la soluzione è provare il tiro da fuori o crossare in mezzo e raccomandarsi all’Immacolato Cuore di Maria.

Michele: Ed è molto strano, perché D’Ambrosio ha giocato in carriera anche da terzino e non ha un piede malvagio, mentre Cristini è reduce da una stagione a Teramo alle dipendenze di mister Tedino, uno che pretende che l’azione parta dai difensori. Sulla carta non dovremmo avere questo tipo di problemi.

Angelo A: Quello che mi fa incazzare è che quest’anno abbiamo un portiere ottimo per far partire il possesso da dietro, ma non lo usiamo praticamente mai. Io non so cosa abbiano D’Ambrosio e Cristini, ma ieri in fase di costruzione hanno sbagliato tutto: non hanno giocato neanche una palla in verticale, non hanno coinvolto il portiere, e quando Angiulli scendeva per prendere palla neanche si allargavano, rendendo il suo movimento non solo inutile ma anche dannoso. Qua siamo a livelli di letture base: se state in tre nel giro di dieci metri basta un giocatore davanti e vi siete coperti tutto il centro del campo. L’anno scorso lo facevamo tanto bene, quest’anno mi mandano ai matti. Lo stesso discorso i terzini, che ieri non hanno mai superato la trequarti. Montero ha detto che li voleva più bassi per fare uscire i quinti della Fermana, che era anche giusto, ma la Fermana aveva smesso di pressare al 30esimo. A quel punto spingiti più avanti, arriva sul fondo, fai qualcosa.

Curb Your Enthusiasm x Vernecchie

Michele: L’assetto scelto da Montero è un modulo che richiede automatismi ben definiti e una forma fisica ideale, soprattutto da parte dei terzini che sono chiamati a un lavoro massacrante. In questo momento non abbiamo nessuna delle due, perché la preparazione è stata pesante e i giocatori devono ancora conoscersi. Ho visto qualcosa di interessante − la continua ricerca del cambio di gioco, gli inserimenti delle mezzali, il lavoro delle due punte − ma è ancora troppo presto per vedere in campo la “vera” Samb. E poi non dimentichiamoci che manca IL GIOCATORE: Rubén Botta.

Angelo A: Ma sì, ripeto, l’idea di usare i terzini per fare uscire i quinti poteva essere giusta − non a caso le cose migliori le abbiamo fatte con le discese di Mawuli alle spalle di Sperotto −  ma questa situazione si era già esaurita nel primo tempo e non abbiamo cambiato moltissimo. Ieri era molto più complicata di quanto si pensi, e con un po’ di fortuna potevamo anche vincere (il tiro di Nocciolini grida vendetta), ma mi aspettavo più varietà di gioco, più uno contro uno, più rischi. Invece ci siamo appoggiati all’idea che a forza di buttarla dentro qualcosa sarebbe successo, e purtroppo non è sempre così. Poi, come dici tu, con uno come Botta in campo sarebbe andata sicuramente meglio.

Michele: Botta è fondamentale: sa creare superiorità, velocizzare l’azione, e trova l’ultimo passaggio come pochi. Per me la Samb-senza-Botta è da playoff, ma la Samb-con-Botta può e deve puntare ai primi posti. Ma poi il discorso va oltre all’importanza tattica, perché Botta è quel giocatore che, da solo, vale il prezzo del biglietto (o dell’abbonamento a Eleven Sports, visti i tempi). Per favore, signora Burocrazia, permettici di veder giocare Rubén. Veniamo da anni e anni di delusioni, fallimenti e campionati mediocri, non meritiamo un po’ di felicità anche noi?

Angelo A: Dalla società fanno sapere che dovrebbe esserci per la partita di Fano, e spero proprio sia vero, perché ormai sembra di aspettare Godot. Va bene, non siamo ancora messi come Didi e Gogo, però qualcosa ci manca e si sente. Detto questo, l’orizzonte della squadra non può essere solo Botta: ci sono tanti giocatori che devono salire di livello, in primis a livello tecnico, perché in queste prime giornate abbiamo visto errori di lettura che una squadra con certe ambizioni non può permettersi. Buona parte dei tifosi ha già il forcone in mano, cerchiamo di farli ricredere o per dicembre saremo già esauriti.

Orlando x Vernecchie

Michele: Questo inizio di campionato non può che influenzare le impressioni sui singoli giocatori. Prendi Scrugli, che è stato messo immediatamente in paragone con Rapisarda, anche se è una versione completamente diversa, se non opposta, dell’ex capitano rossoblu. La delusione del momento ha portato anche a qualche critica di troppo verso Maxi Lopez… ma di cosa stiamo parlando? Ha difeso palla, fatto salire la squadra, ogni volta che arrivava il pallone in area era un pericolo.

Angelo A: Vabbè, non è che ieri abbia fatto le fiamme… Tecnicamente è su un altro livello − l’ha dimostrato anche ieri, le poche volte che non l’hanno atterrato appena presa palla − ma deve ancora crescere sul piano fisico. Però bisognava metterlo in conto: parliamo di un giocatore di 36 anni che viene da un campionato poco giocato a Crotone, quattro mesi di riposo forzato e una preparazione che tutti dicono pesantissima: siamo alla seconda settimana di campionato, se fosse già al massimo bisognerebbe chiamare l’antidoping. In ogni caso non si possono criticare le qualità, perché anche adesso è uno che appena tocca palla fa succedere qualcosa: a Gubbio ha risolto la gara, e ieri sera ci è andato vicino con il tiro-cross per Nocciolini (vabbè, era fuorigioco, ma ci siamo capiti).

Michele: Basta, parliamo di cose belle. Posso dirlo? Lo dico: io sono innamorato di Eklu Shaka Mawuli. Noi due lo segnalammo già quando indossava la maglia del Fano, e negli ultimi anni è solo migliorato. Secondo me è un centrocampista pazzesco per la categoria, una macchina recupera palloni che qualunque allenatore vorrebbe avere. Per come vuole giocare Montero, un giocatore così è fondamentale perché garantisce equilibrio e bilancia i “piccoli” come Angiulli, Rocchi o D’Angelo (altro giocatore che, sono convinto, conquisterà i nostri cuori).

Angelo A: D’Angelo era il tipo di profilo che mancava alla squadra, sia a livello tecnico che tattico; in questo momento, anche e soprattutto in assenza di Botta, un giocatore così serviva come l’aria. In questo momento si è già iniziato a parlare di esonero di Montero, ma al netto di tutto bisogna ricordarsi di tre cose: abbiamo giocato quasi tutta la prima partita in dieci, ci manca un giocatore chiave e siamo solo alla terza partita.

Michele: Era prevedibile che Montero sarebbe stato criticato in caso di avvio stentato. Per quanto la società abbia smentito con forza, l’arrivo di Colantuono è un pungolo continuo sulla sua schiena, non può essere altrimenti. Per me non ha senso mandare via un allenatore dopo tre partite, specie con il calendario fittissimo che abbiamo davanti. Occorre avere pazienza e confidare nella crescita della squadra.

Conan x Vernecchie

Angelo A: Io posso capire la frustrazione dei tifosi, anche perché siamo ancora influenzati dall’onda lunga della scorsa stagione, ma in questo momento − anche con un altro allenatore − non sono certo avremmo fatto più di così. La squadra è nuova, ci sono tanti giocatori che vengono da altri campionati e il precampionato è stato brevissimo. Questo vale per tutti, e non a caso i risultati di queste prime giornate stanno premiando chi ha cambiato meno degli altri. Montero ha predicato calma per tutta l’estate, e al netto dei suoi errori non può prendersi la colpa delle nostre aspettative.

Michele: Su una cosa, però, non sono d’accordo con le parole del mister: la storia della “bolla di sapone” per me non regge. È arrivato un proprietario che dal nulla ha tirato a lucido lo stadio (il campo visto in tv è da Champions), ha fatto colpi di mercati clamorosi e ha già iniziato a costruire il centro sportivo… i tifosi cosa dovrebbero fare, pensare al quinto posto? Non ci si può sempre nascondere dietro un dito: questa squadra e questa società hanno le carte in regola per lottare per vincere. Ciò non vuol dire che bisogna vincere il campionato con 10 giornate di anticipo, ma nemmeno far finta di competere per quella cosa lì. Sennò facciamo direttamente come Percassi, il presidente dell’Atalanta, che parla di “31 punti per la salvezza” dopo aver fatto 13 gol in 3 partite.

Angelo A: Sì ma il discorso è questo: siamo l’Atalanta? Non mi pare. Abbiamo fatto un buon mercato (anche se ci manca ancora Botta), ma al momento non abbiamo ancora dimostrato nulla a livello di squadra, o di risultati, o di gioco. In questo momento Montero fa bene a tenere tutti coi piedi per terra, perché la squadra deve pensare a crescere e migliorare. Preferisco molto più questo atteggiamento di chi parlava di primo posto solo perché erano arrivati Russotto e Calderini. Per sognare ci pensano già i tifosi, ed è anche giusto così. Soprattutto ora che abbiamo anche il nuovo inno fatto dal presidente:


Antico caffè Soriano

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La copertina di Madou è ispirata alla copertina di Curb Your Enthusiasm, la serie tv di Larry David. Meme di @apakakov. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. Intanto iscrivetevi al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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