Fedeli: “Io ho il difetto di essere sincero. Capuano non rispetta la società”

Franco Fedeli

Le parole del presidente Fedeli alla trasmissione Qui Pro, su Vera Tv


Prima del suo intervento a Vera Tv il presidente Franco Fedeli, grande tifoso juventino, stava guardando la partita col Real Madrid, che in quel momento era sotto di due gol. La prima domanda, d’obbligo, era sul risultato dei bianconeri, ma la risposta sembra applicarsi anche alla situazione dei rossoblu: “La speranza è l’ultima a morire”.

Quella al presidente Fedeli è stata un’intervista amara, dove – a speranza e ambizioni – si è unita la consapevolezza di un momento difficile, dentro e intorno alla squadra. La sconfitta di Bassano, unita alle critiche del presidente, ha lasciato strascichi, ma il presidente non torna indietro.

L’intervista al presidente Fedeli

“Nei primi tempi proprio non giochiamo a calcio. A volte riusciamo a risolvere qualche partita, ma non può sempre andare bene. Le prestazioni dei giocatori non sono state all’altezza, questo è chiaro. Il presidente caccia sempre i soldi, ma la squadra e l’allenatore devono restituire qualcosa. In questa stagione Tomi ci è costato almeno 7 punti”.

Di buono c’è stata la sconfitta della Reggiana col Mestre, che lascia i rossoblu a un punto dalla seconda posizione: “Ci è andata bene, ma non si può sempre sperare nelle grazie altrui. Quest’anno si poteva e si doveva fare molto meglio, ma quando bisognava fare il salto di qualità non ci siamo riusciti. Ora l’unica ambizione è quella di arrivare più in alto possibile, non bisogna mollare.

Il problema di Capuano è che non rispetta la proprietà. Quando vince è sempre lui a vincere, quando perde è colpa dei giocatori. Il problema col mister è anche comunicativo, certamente. Non puoi dire cose come ‘Non siamo il Barcellona’, paragoni del genere non c’entrano niente e demotivano i giocatori.

Le motivazioni dello sfogo

Interrogato sulle motivazioni dello sfogo, se crede possa aiutare la squadra a reagire, il presidente risponde che “Non serve stimolare la squadra. Domenica andavano in campo sapendo della sconfitta del Padova, bisognava scendere in campo e dare il 110%. Nel momento in cui c’è la possibilità di fare il salto bisogna provarci. Se è il mister, a non crederci, come fa la squadra?”

Riguardo una riconciliazione col mister, per ricompattare la situazione interna in vista del finale di stagione, Fedeli è lapidario: “Il mister va per la sua strada, c’è poco da ricompattare. Io ho la pessima abitudine di dire sempre ciò che penso”.

La gestione di Capuano

“Nei primi tempi facciamo male, lo dico sempre. Capuano si sente bravo perché poi risolve le partite, ma una cosa così non può sempre andare avanti. Io e i tifosi ci aspettavamo di più, anche perché si poteva andare a 5 punti dal Padova prima del loro scontro diretto con la Reggiana. E invece niente, ennesima delusione nel momento clou.

Poche vittorie con le prime? Probabilmente dipende da come si va in campo. C’è poca convinzione, pensiamo sempre che gli altri siano meglio. Prendiamo pochi gol, ma come dico sempre io il pareggio vale mezza sconfitta. Meglio una vittoria che due pareggi”.

A proposito di risultati: si parla di un possibile esonero in caso di sconfitta col Teramo. Il presidente cerca di stemperare: “E chi ve l’ha detta questa? Speriamo di fare punti, intanto”. C’è addirittura una domanda su Francesco Moriero, esonerato lo scorso novembre: “Non rimpiango mai nessuno, se l’ho cambiato è perché pensavo che si sarebbe potuto fare meglio”.

Il ritorno di Palladini

“Sono felice di rivedere Palladini perché è una brava persona. Mi fa meno piacere rivedere l’altro, che neanche nomino (l’ex direttore sportivo Sandro Federico, ndr). Palladini ha rispettato la Sambenedettese fino alla fine e merita la nostra gratitudine”

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