Bassano-Samb: fare i conti con la sconfitta

Bassano-Samb

La squadra di Colella ha giocato benissimo, affondando una Sambenedettese troppo imprecisa. L’analisi tattica di Bassano-Samb


Quando Capuano ha promesso un pellegrinaggio a Loreto, in caso di secondo posto, molti l’hanno presa come un’esagerazione. La Samb era reduce da una bella vittoria sul Ravenna, veniva da sei risultati utili e poteva contare su una posizione invidiabile. Perché non crederci? La sconfitta di ieri ha dato senso ai dubbi di Capuano, portando l’ambiente dalla gioia alla contestazione.

Spiegare la sconfitta di Bassano questionandone le ambizioni, o l’atteggiamento, significa non capirne pienamente il senso. Ieri i rossoblu hanno provato a giocare la loro partita, pressando alto e cercando di rispondere colpo su colpo; i padroni di casa sono stati semplicemente migliori: nel limitare gli avversari, prima, e nel superarli poi.

Le scelte di Capuano e Colella

Nonostante le difficoltà delle ultime settimane Colella ha confermato il 4-3-2-1, con Minesso e Venitucci alle spalle di Diop. In fase di possesso i due trequartisti giocavano in modo asimmetrico, con Minesso larghissimo a sinistra (per poi rientrare palla al piede) e Venitucci stretto al centro, per aprire alle discese del terzino Andreoni e gli inserimenti della mezzala Bianchi.

La struttura offensiva del Bassano. Minesso è larghissimo a sinistra, Venitucci stretto al centro; Andreoni sale dando ampiezza a destra. La Samb difende col 5-3-2

Capuano non rinuncia ai tre giocatori offensivi, confermando il tridente della scorsa settimana (Bellomo-Valente-Stanco), ma per evitare di concedere il fianco decide di schierare Bellomo sulla mezzala sinistra, così da dare più consistenza e filtro nelle fasi di non possesso. L’intenzione era quella di difendere con tre centrocampisti, e attaccare con l’ex Bari alzato sulla trequarti.

Una scelta, questa, che avrebbe dovuto garantire parità numerica a metà campo, senza perdere un riferimento sulla trequarti (come successo a Bolzano). I problemi arrivano nell’applicazione: l’ottima copertura del Bassano (molto aggressivo) toglie ai rossoblu gli spazi per gestire il pallone in maniera corretta, una situazione aggravata dalla poca aggressività di Bellomo (che spesso restava basso).

Valente conduce in transizione, Rapisarda attacca sul lato debole. Bellomo dovrebbe occupare lo spazio sulla trequarti, ma resta basso, togliendo una soluzione di gioco

Le poche soluzioni della Samb e le tante soluzioni del Bassano

Con l’ingabbiamento di Bellomo (ben marcato e poco reattivo) la Sambenedettese perde un cardine importante della manovra, finendo per trovare sbocchi solo sulla fascia destra. Nel primo tempo le migliori occasioni dei rossoblu arrivano tutte su quel lato, sfruttando gli isolamenti di Rapisarda sulla fascia e gli inserimenti di Marchi (l’unico ad accorciare in avanti coi tempi giusti).

Da cambi di gioco verso destra arrivano la percussione di Marchi al 13esimo e il cross di Rapisarda per Valente, dieci minuti dopo: oggettivamente poco. L’alternativa dei rossoblu dovrebbero essere i recuperi in zona offensiva, per attaccare a campo aperto, ma l’ottima gestione dei padroni di casa finisce per impoverire anche questa soluzione.

La squadra di Colella gioca un calcio molto impositivo, cercando il controllo del possesso e provando ad attaccare con almeno 4-5 giocatori in linea offensiva. All’inizio l’intenzione dei rossoblu era quella di sabotare il possesso alla radice, pressando alto con attaccanti e mezzali, ma l’ottimo possesso del Bassano costringe i sambenedettesi a cambiare atteggiamento.

Gli uomini di Capuano sono costretti a scegliere se restare bassi in copertura o alzare ancora più uomini (rischiando). Nel primo tempo la Samb sceglie l’opzione più conservativa, lasciando campo ai padroni di casa, ma senza rischiare troppo. Il Bassano sfiora il gol solo su corner, al 12esimo; poi trova in porta solo in due occasioni, col tiro dal limite di Venitucci e la conclusione di Minesso (favorito dall’errore di Conson).

Il peso degli errori

Nella ripresa i rossoblu provano a organizzare una fase di pressione più aggressiva, e nei primi minuti la mossa sembra pagare. Nel giro di 5 minuti i rossoblu costruiscono una bella occasione per Rapisarda (cambio di gioco di Bellomo su recupero alto), ma rischiano sul tiro cross di Minesso e sul colpo di testa di Diop.

La Samb pressa, recupera e cerca il cambio gioco sulla destra, verso Rapisarda

Nel momento in cui la partita è sembrata più in discussione (da una parte e dell’altra) i rossoblu vengono affossati da un errore difensivo: al 54esimo Tomi sbaglia la copertura su un pallone innocuo e si fa rubare palla da Bianchi, che appoggia a Bizzotto; il centrale riceve solo in piena area, e serve l’assist per il vantaggio di Minesso.

Il gol spacca la partita, convincendo i rossoblu a spingere sull’acceleratore. Nei minuti successivi il tecnico sambenedettese inserisce Bacinovic, Esposito e Miracoli, passando a un 3-4-3 molto offensivo, con Bellomo ed Esposito sulla trequarti e Valente esterno sinistro. Una mossa affrettata, che finisce per spingere l’inerzia della gara verso i giallorossi.

Con l’allungarsi delle due squadre, e l’aumentare del ritmo, i giallorossi si trovano nelle condizioni ideali per far male: la squadra può appoggiarsi alle sponde di Diop (ora più libero) e aprire alle percussioni di Minesso, che al 61esimo arriva a tu per tu con Perina e sfiora il raddoppio.

Sponda di Diop per Proia, che prova il tiro

La Samb non arretra, continua a lasciare il 3 contro 3 in difesa e prova a sfruttare al meglio il nuovo peso offensivo, senza successo; nonostante il maggior numero di palloni portati sulla trequarti i rossoblu ben coperti) non riescono a trovare lo spunto giusto.

L’unica vera, grande, occasione arriva solo al 71esimo, col colpo di testa di Marchi (che sfiora il palo). Per il resto la partita resta nelle mani del Bassano, che nel finale – su un altro errore della Sambenedettese, stavoolta in uscita – riesce a trovare il 2 a 0 con la bellissima rete di Gashi.

Fare i conti con la sconfitta

La sconfitta della Sambenedettese ha aperto il solito processo ad allenatore e squadra, facendo passare in secondo piano l’ottimo percorso avuto fino a questo momento. La partita di Bassano non ha avuto storia: troppo solida la squadra di Colella, troppo imprecisa quella di Capuano; i rossoblu hanno subito gli avversari sul piano tecnico, atletico e psicologico, naufragando su due errori difensivi.

Detto questo, la reazione di tutto l’ambiente a questa sconfitta resta, in buona parte, incomprensibile. Alle critiche della piazza si sono aggiunte anche quelle del presidente, che ha messo in dubbio le capacità del suo allenatore criticandone scelte, gestione della squadra e atteggiamento.

Nelle ultime 6 giornate la Sambenedettese (con 11 punti) è stata la seconda squadra per rendimento, a una lunghezza dal Ravenna (battuto la scorsa settimana), e alla pari con Sudtirol e Reggiana. Considerando il rendimento delle altre squadre una sconfitta è comprensibile, specie a fronte di una classifica pienamente in linea con l’obiettivo (che, stando all’ultima dichiarazione, era arrivare tra le prime 3-4). Instaurare un regime da resa dei conti, in questo momento, è inutile e autolesionista.

L’aspetto peggiore della sconfitta non sta tanto nella partita in sé, quanto in quello che ne sta seguendo fuori dal campo. Qualche tempo fa, un allenatore di cui è già stata fatta la damnatio memoriae disse che nell’approccio al professionismo la Sambenedettese avrebbe dovuto imparare a fare i conti anche con la sconfitta. Dopo tre anni, sotto questo aspetto, poco è cambiato.

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