La strana stagione della Triestina

Triestina calcio

Nonostante un importante mercato di riparazione, la Triestina non ha rispettato le attese


In data 4 agosto gli organi della Serie C hanno ufficializzato il ripescaggio della Triestina tra i professionisti; a distanza di 9 mesi sarà ancora una volta la giustizia sportiva a determinare le sorti degli alabardati. La strana stagione della Triestina ha riservato colpi di scena a non finire e si prepara ad un finale thrilling: con la penalizzazione di 2 punti subìta dal Mestre, la squadra di Princivalli è costretta a vincere contro la Samb e sperare nella sconfitta di una tra Mestre e Pordenone. Come nel caso della Samb, anche nella lotta per il decimo posto si profila la possibilità di una volata a tre (o quattro): oltre alle già citate Mestre e Pordenone, anche il Ravenna è in corsa per il sogno dei playoff.

Il sontuoso mercato di gennaio

In estate la società alabardata si era mossa con decisione sul mercato, nonostante le difficoltà legate al ritardo del ripescaggio. Nel mercato di riparazione, però, l’amministratore unico Mauro Milanese si è perfino superato mettendo a segno colpi importantissimi. In porta la società ha prelevato in prestito il giovane Marco Miori, prodotto del vivaio dell’Atalanta, che ha sostituito come vice il partente Perisan. Nel ruolo di esterno destro, invece, è arrivato Stefan Bajic, classe 1997 di proprietà della Cremonese. Il fiore all’occhiello del mercato in difesa però è stato senza dubbio Alessandro Lambrughi, difensore mancino che può giocare sia da centrale che da terzino. Dopo 7 stagioni con la maglia del Livorno, Lambrughi aveva iniziato l’esperienza americana tra le file del Miami, salvo decidere di tornare in Italia nel corso della pausa della MLS.

Non dovendo intervenire nel reparto d’attacco – di gran lunga il meglio assortito della squadra – la Triestina si è rinforzata prepotentemente in mezzo al campo. Con uno scambio con il Gavorrano, società toscana del girone A, gli alabardati hanno ceduto il difensore ex Samb Daniele Mori e si sono assicurati il talentuoso regista Lucas Finazzi. Dopo due ottime stagioni in B con il Brescia, il brasiliano ha fallito il salto di qualità a causa di diversi problemi fisici e anche a Trieste non è riuscito a trovare continuità. Chi non ha fatto fatica ad imporsi, al suo arrivo, è stato Tommaso Coletti, regista classe 1984 capace di giocare anche da difensore centrale. In 10 presenze con la nuova maglia, Coletti ha già realizzato 2 gol e rappresenta uno dei maggiori pericoli per la Samb, soprattutto sui calci piazzati.

Via Sannino, restano i problemi

Nel giorno di San Valentino Giuseppe Sannino ha rassegnato le dimissioni da allenatore della Triestina. Smentite fin da subito le voci di possibili contrasti con la squadra, le responsabilità del suo allontanamento sono ricadute sul cattivo rapporto con la società. Sannino era stato chiamato ad un compito non facile: costruire un gruppo vincente nel minor tempo possibile e plasmando una squadra assemblata in poche settimane d’agosto. Nonostante un potenziale tecnico e d’esperienza notevole, la Triestina non è mai stata capace di ottenere una continuità di gioco e risultati, alternando ottime prestazioni a sconfitte avvilenti.

L’eredità di Sannino è stata raccolta dal suo vice, nonché storica bandiera triestina, Nicola Princivalli. Il giovane tecnico ha voluto modificare il meno possibile l’assetto tattico dell’ex allenatore ed ha finito per arenarsi  sugli stessi problemi: nonostante i pronostici della carta, la Triestina si è dimostrata una squadra fragilissima e l’esperienza dei suoi top players non ha garantito quella continuità necessaria per stare nelle prime posizioni. La penalizzazione del Mestre offre agli alabardati un’ultima chance per raggiungere la fase finale: le ambizioni del club passano dal finale di stagione e dalla possibilità di misurarsi con le migliori squadre della terza divisione.

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