Samb-Fermana: bella a modo suo

Analisi Samb-Fermana

Rossoblu e fermani hanno giocato una partita spezzettata, spigolosa ed emozionante. Gli episodi hanno premiato la squadra che ha sbagliato meno. L’analisi tattica di Samb-Fermana


La scorsa estate il marasma del calcio italiano si è abbattuto con particolare foga sulla Serie C, trovatasi in mezzo a una lotta intestina tra Federazione e squadre a colpi di rinvii, spostamenti, ricorsi e controricorsi. Il campionato è partito solo a metà settembre, mentre tutti principali campionati erano già alla terza o quarta giornata. Il risultato è stato un calendario fitto e caotico, che ha respirato al passo dei rinvii dei tribunali sportivi.

Si dice che il caos sia equo. Di certo, la confusione dell’inizio di stagione ha scombinato i naturali rapporti di forza tra le varie squadre, complicando la vita di alcune “grandi” e aprendo lo spazio alle cosiddette piccole. In un campionato dove si gioca ogni tre giorni, l’organizzazione, la conoscenza di squadra e la preparazione sull’avversario sono spesso più decisivi di un grande attaccante. In questi casi la forza del progetto è fondamentale, ed è così che si spiegano exploit di squadre come Imolese e Vis Pesaro.

Nello stesso solco va inserita la Fermana di Destro, che ha iniziato il campionato alla grande per poi assestarsi su una buona posizione di classifica. Un percorso inverso a quello dei rossoblu, che vincendo lo scontro diretto si è imposta nel novero delle grandi piccole del campionato. L’etichetta può sembrare ingenerosa, ma – considerando la partenza del campionato, le difficoltà fisiche e le assenze – vale più di tante smargiassate che si leggono su giornali e social.

Quella con la Fermana è stata una partita tesa ed emozionante, ma è stata anche una sfida tattica tra due allenatori molto preparati, con un’idea di calcio simile ma strumenti diversi. Da una parte la squadra verticale, fisica e aggressiva di Destro, dall’altra quella solida, speculativa e versatile di Roselli. Ne è uscita una partita spigolosa e spezzettata, in cui ha avuto la meglio la Sambenedettese – solida nei momenti chiave, e cinica quando serviva.

Le scelte di Destro e Roselli

Per limitare la spinta dei rossoblu sulle fasce Destro ha scelto di tornare al 4-4-2 in linea, con la coppia Iotti-Clemente sulla fascia destra e Maurizi-Sarzi Puttini su quella sinistra. Per il resto viene confermato l’undici di base, con Comotto e Scrosta in difesa, Giandonato e Fofana in mediana, Lupoli e Cremona in attacco.

Dall’altra parte, Roselli – un po’ per scelta, un po’ per necessità – ha confermato 10/11esimi. Rispetto a Gubbio l’unico cambio di formazione è stato quello di Di Massimo, tenuto a riposo proprio in vista della partita con la Fermana. Una scelta di carattere offensivo, confermata dalla scelta di riportare Ilari a centrocampo, al posto di Rocchi.

Samb-Fermana, formazioni

Nonostante il ritorno di Celjak (non al meglio) Roselli conferma Gelonese, reduce da un’ottima prestazione

A livello tattico Roselli conferma il 3-5-2 asimmetrico delle ultime gare, con Ilari (mezzala destra) che in fase di possesso si alzava sulla linea offensiva per permettere a Calderini di allargarsi sull’altra fascia. In questo modo la Sambenedettese poteva cercare un 3 contro 4 coi difensori fermani, con Di Massimo (al centro) pronto ad allargarsi su una delle due fasce per creare superiorità sui lanci lunghi cercati dai rossoblu.

La squadra di Roselli ha provato spesso la verticalizzazione, sia per assecondare le caratteristiche di Di Massimo – molto bravo ad allungare la squadra, meno nella ricezione tra le linee – che per aggirare la pressione della Fermana. In fase di non possesso la squadra di Destro pressa con grande aggressività sul lato palla, con la punta in pressione sul portatore, e il resto della squadra a coprire i primi riferimenti per il gioco corto.

Solitamente, l’ala e il mediano sul lato palla marcavano – rispettivamente – l’esterno e il centrocampista più vicino, mentre gli altri due centrocampisti si abbassavano a copertura del centro. In difesa i due terzini seguivano sempre Ilari e Calderini, a prescindere dalla posizione del pallone, mentre Di Massimo veniva controllato dai difensori centrali.

Pressione Fermana

La pressione della Fermana toglie ogni possibilità di gioco a Gelonese, costretto a buttare via il possesso

Il cinismo della Samb

Come detto, la Sambenedettese gioca quasi esclusivamente in verticale, in modo da limitare i rischi in fase di possesso. Nel gioco aereo la Fermana si difende bene, ma il rischio resta alto. La squadra di Roselli passa solo due volte: la prima con Ilari, che fa andare a vuoto S. Puttini e prova a servire Calderini sul lato opposto (anticipato); la seconda con Rapisarda, che guadagna e batte il corner da cui arriverà il rigore per i rossoblu. La Fermana protesta per due minuti buoni, ma il mani di Cremona c’è, l’arbitro non cambia idea, e Calderini non sbaglia.

Nei minuti successivi la Fermana prova ad alzare la pressione, ma si rivela troppo frenetica, e finisce per fare il gioco dei rossoblu – molto attenti dietro, e sempre pronti a ripartire in verticale. Alla mezz’ora la Fermana respinge corto un lancio di Pegorin e si fa trovare scoperta sul successivo lancio di Signori, che pesca Di Massimo al limite dell’area. L’attaccante arriva a tu per tu con Ginestra, e non sbaglia.

Il 2 a 0 trasforma la partita da tesa a nervosa. La gara diventa molto spezzettata, le ammonizioni aumentano e la partita ne risente. La Fermana prende in mano l’iniziativa, ma riesce a creare occasioni solo su calcio piazzato, dove Pegorin – e tutta la sua difesa – hanno qualche difficoltà, ma se la cavano.

Il ritorno della Fermana

Nel secondo tempo Destro inserisce Zerbo (per Lupoli) e cambia assetto alla difesa, sostituendo Comotto ( e cambiando di fascia Clemente e S. Puttini. Una scelta prudente (entrambi i giocatori erano ammoniti, e si trovavano sul lato di Calderini), che però indicava anche intenzioni belligeranti.

La Fermana torna in campo impostando un secondo tempo di grande aggressività, facendo vedere il calcio intenso e verticale che nel primo tempo si era visto solo a tratti. Per avanzare la squadra di Destro utilizza i consueti meccanismi di contropressing, lanciando in verticale appena possibile per poi attaccare le seconde palle.

La Fermana gioca in verticale e si predispone per raccogliere la seconda palla

I rossoblu decidono di abbassare il baricentro, in modo da togliere spazi alla Fermana e poi tentare di ripartire in contropiede. Al 67esimo Russotto (subentrato a Di Massimo) butta all’aria una grande occasione costuita da Calderini e Rapisarda, ma è la Fermana a fare la partita. Gli ospiti ci provano per tutta la ripresa, ma le uniche occasioni arrivano intorno al 70esimo, con due belle giocate di Iotti per Cremona. L’imprecisione dell’attaccante salva i rossoblu, che però restano in dieci per un fallo tattico di Cecchini, già ammonito.

L’importanza degli episodi 

L’espulsione cambia la partita. Per riequilibrare la squadra Roselli è costretto a perdere Calderini (sostituito da Celjak) e spostare di fascia Rapisarda, perdendo così due delle principali armi per il contropiede. La presenza di diversi giocatori acciaccati e fuori ruolo non aiuta i rossoblu, che al 77esimo si vedono fischiare contro un rigore per un intervento di Gelonese su Zerbo.

Pegorin riesce a ipnotizzare Giandonato dal dischetto, nonostante un infortunio alla spalla, salvando i rossoblu da un quarto d’ora terribile. Alla fine, la partita della Sambenedettese è tutta lì: una squadra malconcia e incerottata, ma capace di essere forte nei momenti più difficili.

Per la partita di domani Roselli dovrà fare a meno di diversi giocatori (Biondi, Di Pasquale, Bove, Stanco, Signori, Cecchini, forse Pegorin), come spesso è accaduto in questo stagione; nella consuetudine delle solite difficoltà, però, c’è una certezza: i rossoblu faranno il meglio possibile.

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