Le migliori partite del 2018

Sambenedettese calcio

Cinque partite della Sambenedettese che vale la pena ricordare


Come spesso accade, è stato un anno concitato per i rossoblu. Nel 2018 la Sambenedettese ha vissuto un po’ di tutto, dall’esaltazione per la rincorsa al Padova ai turbini che hanno portato all’addio di Capuano, fino al breve fuoco dei playoff persi in favore del Cosenza. Dopo un’estate lunghissima e molle, all’insegna dell’attesa, tutto è esploso con l’inizio del nuovo campionato: dai buoni propositi estivi si è passati al turbinio della sfortunata gestione Magi, conclusa con le partenze dell’allenatore, del direttore sportivo e di due figure fondamentali come Andrea Gianni e Andrea Fedeli.

Con gli arrivi di Fusco e Roselli la Samb è tornata lentamente alla normalità, dimenticando le lunghe e tumultuose iterazioni dell’inizio di stagione. Dopo un mese di sofferenza la squadra rossoblu ha ricominciato a macinare gioco e risultati, nonostante il progressivo sgretolamento di una rosa sempre più falcidiata dagli infortuni. Il dicembre – chiuso con il nono risultato utile consecutivo – ha regalato una dolce conclusione, in attesa di un 2019 (si spera) più tranquillo. E magari un po’ più vincente.

Nel 2018 la Sambenedettese ha giocato 43 partite, mettendo insieme 13 vittorie, 16 pareggi e 14 sconfitte. Cinque vittorie, cinque pareggi e cinque sconfitte sono arrivate con Capuano; una vittoria, un pareggio e tre sconfitte con Moriero; una vittoria, due pareggi e tre sconfitte con Magi; sei vittorie, otto pareggi e tre sconfitte con Roselli. Ma i numeri, alla fine, contano poco: nei prossimi anni si ricorderanno solo le giornate più entusiasmanti, le vittorie più insperate, le partite più belle. Ne abbiamo scelte cinque.


Samb-Reggiana 0-0

Alla vigilia della partita con la Reggiana i rossoblu erano in una situazione scomodissima. Dopo i litigi e le intemperanze del calciomercato invernale la Sambenedettese aveva perso la prima gara dell’anno contro la Feralpisalò, facendo partire le prime insofferenze tra Capuano e Fedeli. Poi ci si è messa la sfortuna: contro il Gubbio è arrivato il gol da 50 metri di Ettore Marchi, a Padova l’errore davanti alla porta di un altro Marchi, Alessandro, che ha mancato il gol partita.

I due punti in tre partite pesavano come un macigno, sui rossoblu, che avevano perso contatto col Padova e fatto riavvicinare la Reggiana in classifica. Dal canto loro, gli emiliani arrivavano a San Benedetto con tutti i favori del caso, specie considerando la loro impressionante striscia positiva (31 punti in 14 gare, tre mesi senza sconfitte). Il trio formato da Eberini, La Rosa e Tedeschi (“La cooperativa di allenatori”, la chiamerà Capuano) aveva risollevato la squadra con un gioco solido, elegante e propositivo, e con una vittoria avrebbe sorpassato i rossoblu in classifica.

Nella difficoltà, i rossoblu tirano fuori una delle migliori prestazioni  della stagione. Capuano imposta un 3-4-3 fluido ed aggressivo, con Bellomo che galleggia tra mezzala e trequarti, Esposito vicino a Miracoli e i due esterni alti sulle fasce. La Samb gioca bene e pressa alto in ogni zona di campo, uomo contro uomo, annichilendo una Reggiana che resta quasi inebetita. Nel primo tempo i padroni di casa dominano, sfiorando il vantaggio con Esposito, Rapisarda e Tomi. Su calcio d’angolo arriva anche il gol di Miceli, annullato per un fallo che fa esplodere tutto il Riviera. Nella ripresa continua l’assedio, ma il risultato resta fermo sullo 0 a 0, imponendo un pareggio che sa di beffa. Come a Padova, e come col Gubbio.

Samb-Reggiana


Samb-Ravenna 2-1

Dalla partita con la Reggiana è passato un mese e mezzo: i rossoblu hanno perso male la partita col Mestre, ma poi sono tornati in carreggiata vincendo con Renate, Santarcangelo e Vicenza, e pareggiando in rimonta sui campi (difficilissimi) di Fano e Sudtirol. Quella col Ravenna è una partita molto complicata, specie considerando l’ottima forma dei romagnoli, reduci da un filotto di quattro vittorie consecutive.

Capuano conferma il 3-4-3 asimmetrico delle ultime giornate, con Valente larghissimo a sinistra e Bellomo stretto al centro, per dare più spazio possibile alle discese di Rapisarda sulla destra. Antonioli, che schiera i suoi col solito 3-5-2, prepara una gara intelligentissima, con vari scaglionamenti a creare un due contro uno al centro del campo (dove si stringevano due centrocampisti), uno sull’esterno lato palla (dove si allargava un centrale) e uno sul lato debole (dove si allargava una mezzala).

Questa organizzazione permette ai ravennati di sfuggire al pressing dei rossoblu, che al 4′ minuto (sugli sviluppi di un calcio d’angolo) vanno sotto grazie al gol di De Sena. Il gol potrebbe spezzare le gambe, ma i rossoblu riprendono subito in mano la partita, appropriandosi del possesso per martellare il Ravenna con una lunga serie di verticalizzazioni, a cercare i cinque giocatori sulla linea offensiva. Lancio, recupero alto e palla sulla fascia: la Samb ci prova con Marchi, poi con Bellomo, e al 22esimo riesce a pareggiare. Gelonese recupera palla sulla trequarti e allarga per Rapisarda, che salta Rossi e serve a Stanco l’uno a uno.

Dopo il pari i rossoblu non si fermano, ma per il raddoppio bisogna aspettare il secondo tempo, quando arriva la magia di Bellomo. Il trequartista riceve l’appoggio Valente, salta un avversario col primo controllo e avanza alcuni metri, sfidando Lelj; poi chiama il movimento di Stanco, si porta palla sul sinistro e prova un tiro a incrociare, diventato imparabile grazie alla deviazione del difensore. È la prima rimonta completa dell’anno, in una delle partite più belle, contro uno degli avversari più difficili.

Francesco Stanco


Samb-Piacenza 3-1

Siamo a fine maggio, e a San Benedetto è successo di tutto: dopo vittoria di Ravenna la squadra di Capuano è entrata in una spirale di risultati negativi, complice una lunga emorragia di assenze, errori clamorosi e un ambiente sempre più logoro. Dopo la sconfitta di Bassano i rossoblu vincono il “derby” col Teramo, ma poi crollano a Pordenone. Contro l’Albinoleffe la partita assume i toni di una resa dei conti: la Samb va sotto e poi si mangia tre gol, chiudendo con una sconfitta assurda. Fedeli – dopo una conferenza di fuoco – decide di esonerare il tecnico.

Il giorno dopo viene annunciato il ritorno di Moriero, anticipato dalle dichiarazioni di Fedeli – che ammette candidamente di non volere aggiungere altri allenatori a libro paga. Il nuovo tecnico fa il suo esordio a Trieste, schierando un 4-2-3-1 con Rapisarda sulle trequarti (insieme a Bellomo e Valente) e Patti terzino sinistro. La Samb gioca male e faticosamente, ma torna a casa con un punto utile per il terzo posto in classifica. Ai playoff i rossoblu trovano il Piacenza, che nel frattempo aveva battuto Monza e Giana Erminio.

Nella gara di andata la squadra di Moriero gioca con un 3-5-2 molto particolare, con due centravanti bloccati in avanti (Stanco e Miracoli), Rapisarda sulla fascia destra e Valente su quella sinistra. La Samb rischia sulla traversa in avvio di Romero, ma poi va in vantaggio con un gol di Miracoli, piccola illusione prima della rimonta dei piacentini. Il ritorno non sembra offrire grandi speranze, anche se ai rossoblu basterebbe la vittoria con un gol di scarto.

Al Riviera torna una Samb trasformata, solida e aggressiva, capace di superare di slancio tutte le difficoltà di pochi giorni prima. Nel primo tempo la squadra di Moriero è un martello, ma Bellomo viene fermato dal palo e Miracoli dalla traversa. La sfortuna assume contorni sinistri nella ripresa, quando il tiro incredibile di Patti trova un’altra traversa. Pochi minuti dopo Gelonese guadagna un rigore e Miracoli realizza, facendo esplodere il Riviera. Pochi minuti dopo Rapisarda raddoppia, e nel finale Miracoli fissa il risultato sul 3 a 0, appena disturbato dal gol di Franchi al 90esimo.

Samb-Piacenza


Samb-Feralpisalò 2-0

L’anno si chiude con l’eliminazione ad opera del Cosenza, che poi chiuderà la sua corsa vincendo addirittura i playoff. Nel frattempo la Sambenedettese fa l’ennesima rivoluzione tecnica, puntando sulla “linea verde” annunciata proprio nell’ultima partita della stagione. In panchina arriva Magi, tecnico a lungo agognato dalla piazza, ma il matrimonio – guastato da un mercato sbagliato – finisce prestissimo, con la squadra in crisi nella zona bassa della classifica.

Per rimettere a posto le cose viene chiamato Roselli, tecnico esperto e navigato, che dopo un mese di rimescolazioni ed esperimenti sembra aver trovato il giusto assetto col 3-5-2. Il nuovo modulo sembra dare più equilibrio e linearità alla squadra, che nel frattempo aveva iniziato a perdere pezzi per gli infortuni. I risultati, però, non arrivano: la Samb si fa rimontare dal Pordenone e perde la trasferta di Vicenza, scivolando nella parte bassa della classifica. Il momento è complicato, ma Roselli e la squadra non perdono la fiducia. La settimana successiva arriva la Feralpisalò, una delle avversarie peggiori possibili: la Samb resta fedele ai propri principi, e si riscatta.

Contro i Leoni del Garda la squadra di Roselli trova la sua completezza, mostrando il calcio solido, aggressivo e organizzato che caratterizzerà il resto dell’annata. I rossoblu pressano alto gli avversari, giocano bene in verticale e sfruttano al meglio le catene laterali, dove Rapisarda e Cecchini crescono in modo esponenziale. I rossoblu giocano un calcio semplice ed efficace, cercando spesso la verticalizzazione verso Stanco, per consolidare il possesso in zona offensiva e attaccare il campo in ampiezza.

La squadra di Toscano resta inebetita di fronte all’aggressività dei rossoblu, che al 10′ vanno in vantaggio con Rapisarda, servito da Cecchini dopo l’ennesima sponda vincente di Stanco. Nella ripresa la squadra di Roselli resta un po’ sulle gambe, ma stavolta – a differenza della partita col Pordenone – riesce a resistere all’impatto, e al 70esimo chiude la partita col 2 a 0 di Stanco, arrivato dopo una grande azione condotta da Calderini, Rocchi e Cecchini. È solo la seconda vittoria in campionato, per i rossoblu, ma ha un sapore dolcissimo: quello del riscatto.

Analisi: Samb-Feralpisalò


Samb-Fermana 2-0

Dopo la vittoria contro la Feralpisalò i rossoblu non perdono più un colpo: nelle partite successive la squadra di Roselli pareggia contro la Triestina, batte Virtus Verona e Sudtirol, pareggia a Bergamo e vince in casa col Rimini, continuando la striscia positiva con uno 0 a 0 a Gubbio. Una striscia positiva eccezionale, che arriva in concomitanza con il progressivo sgretolarsi della squadra, falcidiata da squalifiche e infortuni.

Roselli gestisce la squadra con la saggezza di un alchimista, in attesa della (sentita) partita del 26 dicembre contro la Fermana. La squadra di Destro arrivava al “derby” con qualche difficoltà di troppo, che pure non aveva guastato l’ottimo inizio di stagione: i canarini avevano lambito a lungo la prima posizione, e arrivavano al Riviera guardando l’avversario dall’alto.

La partita non è semplice: Destro prepara una partita molto intelligente, impostando una serie di marcature a uomo in ogni zona di campo, per soffocare il possesso palla dei rossoblu. Dal canto suo, Roselli evita rischi chiedendo ai suoi di giocare molto in verticale, per sfruttare la rapidità di Di Massimo e Calderini. Ne viene fuori una partita d’alta tensione, con le due squadre che si danno battaglia su ritmi altissimi. I rossoblu sono più lucidi, e alla fine vengono premiati da due errori della Fermana, che viene bucata da Calderini e Di Massimo.

Nel secondo tempo gli ospiti provano a ribaltare la partita, sfruttando il progressivo calo fisico di una Sambenedettese coi cerotti. Al 70esimo la squadra di Roselli resta in 10 per l’espulsione di Cecchini, ma nel momento più complicato viene fuori lo spirito di sacrificio dei rossoblu, ben riassunto dal numero 1 Pegorin, che para un rigore nonostante un infortunio alla spalla. Il portiere mette in sicurezza la vittoria, regalando ai rossoblu un finale d’annata così bello da far dimenticare tutte le amarezze dell’anno appena concluso. Del resto si dice dulcis in fundo, no?

Diretta Samb-Fermana

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