Quella di Ravenna è una sconfitta che va oltre la prestazione

Analisi tattica Ravenna-Samb

Contro il Ravenna la squadra di Roselli si scopre piccola piccola. L’analisi tattica di Ravenna-Samb


Lo scorso anno la partita di Ravenna aveva segnato la prima, grande cesura della stagione rossoblu, il punto di partenza della rimonta consumata nella parte centrale della stagione. Con pochi allenamenti alle spalle Capuano (scelta particolare e rinnegata, ma vincente) aveva completamente rivoltato la squadra, scacciando le difficoltà e le incomprensioni della gestione Moriero.

L’esperienza della scorsa stagione ha influenzato (almeno inconsciamente) le decisioni delle ultime settimane, dall’esonero di Magi alla scelta di Roselli, allenatore intelligente e di esperienza, con gli anticorpi per sopportare anche le condizioni più difficili. In entrambi i casi la società è stata animata dalla consapevolezza (giusta o sbagliata) che la squadra fosse superiore al suo rendimento, e la speranza che uno scossone fosse sufficiente a rimettere le cose a posto.

Questa volta Ravenna è stata un messaggero crudele, che ha confermato le difficoltà della squadra, acuendone la situazione. L’ultimo posto in classifica vale quel che vale, ma è il resto a preoccupare. Lo stesso Roselli è sembrato sorpreso dallo stato della squadra, più spaventata e fragile di quanto pensasse.

Le scelte di Foschi e Roselli

Il tecnico sambenedettese ha confermato il modulo visto negli ultimi 60′ col Fano, un 4-3-1-2 con Signori mediano, Rapisarda e Bove mezzali, e Ilari dietro alle due punte. Con la (scontata) conferma di Sala, i cambi sono essenzialmente due: Zaffagnini e Calderini, preferiti a Biondi e Russotto.

Dall’altra parte, Foschi perde per infortunio i due esterni (Eleuteri e Bresciani, sostituiti da Pellizzari e Barzaghi) confermando in blocco il resto della squadra: Boccaccini, Jiday e Lelk in difesa: Selleri, Papa e Maleh a centrocampo; Nocciolini e Galuppini in attacco.

Ravenna-Samb, formazioni

Le formazioni della Sambenedettese e del Ravenna

Sin dai primi minuti, i rossoblu dimostrano l’intenzione di giocare una partita soprattutto reattiva. Conscia delle qualità del Ravenna in possesso, la squadra di Roselli rinuncia al pressing nella trequarti avversaria, aspettando gli avversari non più avanti della linea di metà campo.

Il blocco difensivo della Samb

In fase di non possesso la squadra è molto corta e compatta: difensori e centrocampisti partono molto vicini e stretti, scivolando sull’esterno solo quando il Ravenna porta il possesso su uno dei due lati. Molta attenzione va alla copertura dell’esterno: a dare il raddoppio sono le due mezzali, con Ilari che arretra in mediana formando una linea a quattro.

Samb, fase difensiva

Bove dà raddoppio sull’esterno, supportato da Signori. Ilari scala in mediana, componendo una linea a 4

La mossa doveva permettere alla Samb di gestire la fase difensiva collettivamente, limitando i duelli individuali grazie alla superiorità numerica in zona palla. Con le discese di Ilari, poi, la squadra poteva permettersi di tenere alti Calderini e Stanco, in modo da avere subito due riferimenti per la ripartenza.

Proprio su una ripartenza arriva l’occasione per l’uno a zero: Gemignani recupera palla dopo un lancio verso Rapisarda, scende sulla fascia destra e mette dentro per Ilari. Il centrocampista arriva coi tempi giusti, ma a pochi metri dalla porta sbaglia il tap-in. È la migliore occasione dei rossoblu, ma sarà anche l’ultima.

I grimaldelli del Ravenna

L’azione di Gemignani è l’unico lampo dei rossoblu, in una partita a forti tinte giallorosse. Sin dai primi minuti il Ravenna si impone sulla partita con coraggio e aggressività, cercando di lavorare ai fianchi del blocco difensivo dei rossoblu. Per raggiungere l’obiettivo la squadra di Foschi gioca, essenzialmente, su due situazioni: i duelli individuali in area, e il cambio gioco sul lato debole.

In fase di possesso i padroni di casa alzano i due esterni in linea con gli attaccanti, creando un quattro contro quattro che costringe la difesa rossoblu a scelte difficili. La coperta è corta: la Samb decide di non rischiare il due contro due al centro, ma è costretta a concedere spazio sul lato debole, dove i giallorossi trovano spesso il modo di andare sul fondo.

Sul possesso di Selleri possiamo capire l’importanza dei due attaccanti: Nocciolini fa la corsa sullo spazio, impegnando Miceli; dall’altra parte Galuppini attira Gemignani, chiamando il cambio di gioco sullo spazio alle spalle del terzino

Su due cambi di gioco arrivano le prime occasioni del Ravenna, che va alla conclusione con Maleh e Papa dopo due cross respinti. La Samb copre come può, ma col passare dei minuti perde campo, permettendo ai ravennati di fare collezione di corner. All’ottavo tentativo, poco dopo l’occasione di Ilari, arriva il gol di Nocciolini (lasciato libero a centro area).

Il vantaggio mette in crisi i rossoblu, che nei minuti successivi perdono completamente di mano la partita. Il Ravenna pressa alto, copre bene e sbaglia poco, costringendo la squadra di Roselli a una partita quasi esclusivamente difensiva. Col passare dei minuti Galuppini e Nocciolini dimostrano di poter fare il bello e il cattivo tempo, creando spazi sugli esterni e mettendo in difficoltà i centrali nei duelli individuali.

Boccacini avanza senza pressioni e cerca Nocciolini, liberato dall’arretramento di Galuppini

I tentativi dei rossoblu

Nella ripresa Roselli cerca di aumentare la pericolosità della squadra inserendo un secondo fantasista, Russotto, al posto di Ilari. La squadra si riassetta con un 4-3-3 asimmetrico, dove Russotto (ala destra) ha licenza di tagliare verso il centro, aprendo spazio alle discese di Rapisarda (mezzala).

La Sambenedettese ricomincia a guadagnare metri, ma in fase di non possesso rischia tantissimo: in campo aperto il Ravenna diventa ancora più pericoloso, e nel primo quarto d’ora va alla conclusione con Galuppini, Nocciolini e Selleri, di fronte a una squadra che stenta a sporcare i guanti di Venturi.

I rossoblu provano a creare superiorità sfruttando i movimenti di Russotto tra le linee, ma la buona copertura dei ravennati rende ogni tentativo inefficace. La Samb soffre a uscire col pallone e – una volta sulla trequarti – soffre a creare sbocchi, scoprendo il fianco alle ripartenze giallorosse.

Al 75esimo, dopo l’ennesimo forcing fallito, Nocciolini riceve un rilancio di Barzaghi, vince il duello fisico con Zaffagnini e va a terra sul successivo tentativo di recupero. Sull’intervento si è discusso molto, ma la liceità o meno del rigore non cambia la sostanza: la Samb va sotto due a zero e chiude in dieci, subendo i colpi di un Ravenna che si concede il lusso di mettere dentro Martorelli (’99), Scatozza (’00) e Sabba (’98).

Come uscirne?

Nel post-partita, le parole di Roselli hanno confermato i soliti dubbi (psicologici, oltre che tecnici) sulla reale forza della squadra – che non vale l’ultimo posto, ma non vale neanche i primi. Nel frattempo, il silenzio di proprietà e dirigenza non fa che acuire il vuoto intorno alla squadra, attaccata da tutti e difesa da nessuno.

Mentre il presidente si dice stanco, e il diesse approfitta dei salotti confortevoli (in tutti i sensi) per scaricare le colpe sull’ex allenatore, la squadra – tifosi a parte – sembra sempre più isolata, e non è ancora chiaro se per disillusione o disamore. San Benedetto è una piazza di eccessi, capace di grandi entusiasmi nella stessa misura delle delusioni.

Quello che ora è sentito come un peso può diventare anche un’opportunità, e per cambiare tutto basta solo una partita. La prossima occasione arriva giusto mercoledì.

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