5 storie assurde dall’assurdo 2018 della Serie C

Serie C 2018

Introduzione

L’anno che si è appena concluso si è rivelato disastroso per la già minata reputazione della Serie C. La terza divisione italiana ha dovuto far fronte alla crisi economica che, da anni, ha messo in ginocchio la maggior parte dei club con penalizzazioni, cambi di proprietà e fallimenti in tribunale.

Da pochi mesi, Gabriele Gravina ha lasciato la poltrona di Presidente della Lega Pro a Francesco Ghirelli: un testimone che ha preso le sembianze di una patata bollente, dal momento che il blocco dei campionati di B e C ha portato un’ondata di malumore e polemiche contro la politica del pallone.

Abbiamo raccontato l’anno orribile della Serie C in tre episodi (prima, seconda e terza parte) cercando di analizzare il caos che investe il calcio italiano di provincia. A caratterizzare il 2018 della Serie C, però, non sono stati solo i fallimenti o le crisi societarie – o l’incredibile battaglia tra Lega di B e Lega Pro che ha provocato lo slittamento dell’inizio dei campionati – ma anche alcuni episodi dai marcati tratti tragicomici. Ne abbiamo selezionati 5 che si sono distinti per portata comica e unicità.

Il calvario della Reggiana

Il 2018 della Reggiana si era aperto con un mercato invernale importante e la speranza di festeggiare il centenario con l’agognata Serie B. Annunciando l’acquisto del forte trequartista Luca Cattaneo – strappato al fotofinish alla capolista Padova – la società granata aveva voluto dare un segnale forte alle avversarie: Reggio Emilia ha tutto per tornare a calcare palcoscenici migliori. L’ambizione degli emiliani era rappresentata a pieno dai coniugi Piazza, Mike e Alicia, diventati beniamini del pubblico grazie al braccio di ferro portato avanti con il Sassuolo per il pagamento dell’affitto del Mapei Stadium.

I sogni di gloria dei granata finiscono con una beffa troppo dura da digerire: nei quarti di finale playoff contro il Siena, un rigore inesistente butta fuori la squadra di Eberini e scatena la rabbia dei tifosi, che a fine gara invadono il campo. Il 6 giugno un popolo intero si ritrova allo stadio Mirabello per una manifestazione di protesta contro i torti arbitrali ricevuti e l’ingiusta eliminazione dai playoff; appena 6 giorni dopo la famiglia Piazza annuncia la messa in vendita della società.

Quello della proprietà americana appare, in un primo momento, un classico sfogo a caldo dovuto alla delusione del risultato sportivo. Di giorno in giorni, però, la preoccupazione si fa sempre più viva tra i tifosi e l’amministrazione comunale, che scende in campo per fare da tramite nel processo di cessione della società.

Il 15 giugno, sulla propria pagina Facebook, Piazza pubblica un messaggio dai toni speranzosi. Un messaggio che, riletto pochi giorni dopo, assume il sapore acre dell’inganno: “Cari amanti della Reggiana. Mike e io stiamo lavorando duramente per trovare delle soluzioni. Nessuno AMA questa squadra più di noi. Durante questo periodo abbiamo bisogno di energia positive. La situazione ideale sarebbe di trovare patners ONESTI con la stessa visione, integrità e valori che noi abbiamo e che merita questa squadra. Partners che non aspettino che noi piazza family paghiamo per tutto.!!! Quelli che vogliano investire nella Reggiana e non aggravarla di debiti, come lo storico tragico passato. Dobbiamo elevare il nostro marchio senza gravarlo. Siamo forti…uniti!!!”.

Trascorre un mese: 30 giorni di voci, speranze, illusioni, contraddistinte dal consueto via vai di potenziali acquirenti che si rivelano grossi buchi nell’acqua. Il 16 luglio arriva la parola “fine” sul calvario granata: nell’anno del Centenario la Reggiana fallisce, ripartendo dalla Serie D con il nuovo nome di Reggio Audace.

“D’inverno si copriranno” – Il caso delle Ball Girls a Vicenza

Il 2018 è anche l’anno della scalata al Vicenza da parte di Renzo Rosso. L’imprenditore veneto, proprietario da decenni del Bassano, ha deciso di trasferire il titolo sportivo giallorosso a pochi chilometri di distanza: precisamente a Vicenza, priva di una società a causa del recente fallimento sportivo. I tifosi bassanesi non l’hanno presa benissimo, ma a Renzo Rosso poco è importato: ciò che conta è dare risalto al suo nuovo giocattolo, un Vicenza dallo stile unico pronto a tornare nelle categorie che contano.

Una delle innovazioni presentate al pubblico è stata quella delle Ball Girls: nella gara contro la Giana Erminio, la società ha deciso di predisporre a bordo campo delle ragazze nel ruolo di raccattapalle. Nulla di male, se non fosse che le giovanissime atlete dell’under 16 dell’Anthea Volley Vicenza avessero come “divisa” pantaloncini molto corti – per usare un eufemismo – e un body che lascia la schiena nuda.

La scelta di Rosso ha scatenato molte polemiche, tra cui quella di Assist, l’Associazione Nazionale Atlete: “Ogni volta pensiamo di aver visto male, di esserci sbagliate e invece, approfondendo le cose, non solo le vicende sono come temevamo, ma anche peggio. “Ball Girls” questo il nome tanto “fashion” e tanto “cool” che dei geni di dirigenti e di genitori hanno ritenuto normale fosse dato alle loro atlete e figlie sotto i 16 anni messe in campo in canotta e shorts cortissimi per sostituire la figura del raccattapalle. Questo indegno spettacolo di sessualizzazione di minorenni è quanto si è visto nella prima partita del LR Vicenza Virtus quella del presidente proprietario della #Diesel, marchio di alta moda italiana, ben visibile sulle canotte delle ragazzine. Al CONI, alla FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcio e allo stesso signor Rosso chiediamo di ritirare immediatamente questa indecente iniziativa”.

La risposta del Vicenza è lapidaria: “D’inverno si copriranno”.

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